30/08/2026
. . .oggi vogliamo parlare di una bella storia, letta sul “quotidiano della Calabria”
A Cirò e Cirò Marina, troppo spesso, siamo abituati a parlare di ciò che non va.
Dell’acqua che manca, della spazzatura, della politica, delle polemiche, delle lettere anonime, delle foto denigratorie, delle cattiverie sui social.
E intanto, senza rendercene conto, rischiamo di trasmettere ai nostri giovani un messaggio terribile:Perché devo impegnarmi? Perché devo studiare? Perché devo fare sacrifici? Perché devo allenarmi?Perché devo lavorare duro per costruirmi un futuro?
Se intorno a me vedo soltanto negatività, è normale chiedersi: Perché io devo fare diversamente?
Voglio parlare di Pietro Pugliese, giovane di Cirò, classe 2008, che con talento, passione, sacrificio e tanto lavoro è arrivato nella rosa del Cagliari, continuando a vivere il sogno della Serie A.
Una storia che merita di essere raccontata. Ma non soltanto perché Pietro gioca a calcio.
Merita di essere raccontata perché Pietro può diventare un esempio per tanti altri ragazzi.
E allora cominciamo a raccontare di più i nostri giovani. Quelli che eccellono nello sport. Quelli che si laureano. Quelli che diventano medici, ingegneri, professionisti. Quelli che fanno ricerca. Quelli che studiano, lavorano, inventano, creano. Quelli che, con sacrificio e determinazione, riescono a raggiungere risultati importanti. Raccontiamoli. Elogiamoli. Facciamoli conoscere.
Perché un ragazzo che vede un altro ragazzo della sua terra arrivare lontano può pensare: “Se ce l'ha fatta lui, posso provarci anch'io.” Questo significa educare attraverso gli esempi.
Non dobbiamo avere paura del successo degli altri. Dobbiamo ammirarlo, emularlo, superarlo.
Perché la Calabria non è soltanto quella dei problemi che riempiono le nostre bacheche.
La Calabria è anche talento, sacrificio, intelligenza, determinazione, gente perbene che ogni giorno porta in alto il nome della propria terra. E allora, ogni tanto, nutriamoci di belle notizie. Parliamo di ciò che ci rende orgogliosi. Sosteniamo i nostri ragazzi. Diamo loro motivazioni, non rassegnazione.
Perché questa è la Calabria che piace, che vogliamo raccontare.
Questi sono i calabresi che rendono ancora più meravigliosa questa terra.