PD Cislago-Gerenzano

PD Cislago-Gerenzano La pagina ufficiale del circolo di Cislago-Gerenzano del Partito Democratico.

22/08/2026

Meloni, Salvini e Vannacci a lezione di sovranismo dai loro stessi alleati di destra.

Dopo Germania, Svizzera e Austria, ora anche Finlandia e Svezia dicono che rimanderanno in Italia i richiedenti asilo arrivati da noi. Sono gli stessi governi che dopo Ceuta avevano firmato la lettera con Meloni, schierandosi al suo fianco. Oggi, è il turno di Meloni di essere abbandonata.

E le regole dicono che dal 2022 l'Italia si rifiuta, da sola, di riprendersi i dublinanti che le spettano. Due sentenze della Corte di Giustizia UE lo hanno giudicato illegittimo. A luglio è arrivata anche la Commissione europea a dire basta.

La nostra segretaria Elly Schlein l’ha definito un boomerang, e non si può darle torto: mentre il governo faceva il duro chiudendo i confini contro la Spagna, in Europa hanno preso da esempio e ora ogni stato pensa solo a sé stesso, distruggendo la poca solidarietà europea che si era faticosamente costruita negli anni, a discapito proprio dei Paesi di arrivo come l’Italia.

Chi gioca da solo, in Europa, resta da solo.

22/08/2026

Promettevano di eliminare le accise, ora restano a guardare.
Il governo Meloni scarica il conto delle sue bugie sulle tasche degli italiani.

18/08/2026

Il Governo Meloni prima inventa i numeri sulla sicurezza, poi li usa per vantarsi: a Ferragosto il Viminale, infatti, ha rivendicato il calo della criminalità ma è solo propaganda su dati farlocchi.

La realtà è diversa: il calo dell’1,8% registrato nel 2025 arriva dopo due anni di aumenti. Il conto vero, rispetto al 2022, è un +4,4% di reati in più. Cresce la criminalità, cresce la paura: nel 2025 il senso di insicurezza dei cittadini è salito al 27%, cinque punti in più dall’inizio dell’esecutivo.

E quando i numeri non tornano, il Viminale li piega alla sua narrazione: i dati del primo semestre 2025 sono stati corretti al rialzo di oltre 45mila reati, giusto in tempo per far sembrare migliore il confronto con il 2026. Nel frattempo, mentre truccano le statistiche, tagliano su chi la sicurezza dovrebbe garantirla davvero: sono duemila gli agenti di Polizia di Stato in meno e gli stipendi delle Forze dell’ordine crescono meno dell'inflazione.

Siamo davanti a una politica che non investe nella sicurezza, ma nella propaganda. La sicurezza non arriva da sola, ma con controlli e investimenti.

Ricordiamolo sempre.
18/08/2026

Ricordiamolo sempre.

17/08/2026

Il 16 agosto 1815 nasceva Don Giovanni Bosco: non solo una figura religiosa straordinaria, ma un vero e proprio rivoluzionario sociale.

Nelle periferie segnate dalla prima industrializzazione, Don Bosco ha saputo guardare dove le istituzioni dell'epoca non guardavano: ai ragazzi soli, agli ultimi, ai giovani sfruttati o privi di prospettive. A loro non ha offerto parole astratte o paternalismo, ma dignità, educazione, formazione professionale e un’idea forte di comunità. Ha capito prima di molti altri che la cura delle giovani generazioni è il vero motore della crescita e della coesione sociale.

Oggi, di fronte alle sfide dell'inverno demografico, della fuga dei giovani e della crescita delle povertà educative, la sua lezione è più attuale che mai. Ricordarlo significa trasformare quel messaggio in un impegno concreto per il presente: investire sulla formazione e sull'orientamento al lavoro, sostenere la scuola pubblica rafforzando le comunità educanti e garantire a ogni ragazzo e ragazza le opportunità necessarie per costruire un futuro dignitoso.

Dare fiducia, strumenti e dignità alle nuove generazioni rimane l'investimento più importante che una società possa fare per il proprio domani.

17/08/2026

Gli italiani pagano e il governo Meloni rimane a guardare.

Sant' Anna di Stazzema. Un eccidIo da non dimenitcare
12/08/2026

Sant' Anna di Stazzema.
Un eccidIo da non dimenitcare

Il 12 agosto 1944, all'alba, quattro reparti delle SS salirono sui sentieri che portano a Sant'Anna di Stazzema, sulle Apuane. In poche ore rastrellarono le case, radunarono chi trovavano nella piazza della chiesa e aprirono il fuoco. Poi bruciarono i corpi con la legna delle panche. Quando se ne andarono, il paese non esisteva più.

Le vittime furono circa 560, in larghissima parte donne, anziani e bambini. La più piccola si chiamava Anna Pardini, aveva venti giorni.

Quest'anno la Repubblica compie 80 anni. È nata dal voto del 2 giugno 1946, e prima ancora è nata da quello che era successo nei venti mesi precedenti: dalla Resistenza, dalle scelte di chi si è opposto, e dal sangue di chi non aveva scelto niente e si è trovato in mezzo.
Sant'Anna di Stazzema sta dentro le fondamenta della Costituzione tanto quanto chi sedeva nell’Assemblea Costituente.

Per questo oggi è importante ricordare quella strage.

11/08/2026

L’Unità deve tornare a casa

Da oltre un anno il Partito Democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta.

Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022. Una proposta limpida: l’Unità torna al Partito Democratico, senza compartecipazioni societarie. Abbiamo esaminato anche soluzioni transitorie, fino a un affitto pluriennale con un percorso certo e vincolante verso il riscatto finale. A differenza del passato, non cerchiamo investitori perché siamo nelle condizioni di acquistare e rilanciare il giornale.

Possiamo assumere questo impegno perché in questi tre anni di segreteria Schlein abbiamo rimesso in sicurezza il PD. Il bilancio 2025 si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni e un patrimonio netto oltre 5,5 milioni. Il miglior bilancio degli ultimi 15 anni. Abbiamo chiuso la cassa integrazione per i nostri dipendenti, rinnovato e migliorato il contratto, risanato i conti e aumentato fortemente le risorse destinate ai territori, mandandone in tre anni il triplo di quante ne erano state mandate nei sette anni precedenti. Grazie a questo il 2x1000 continua a crescere: già i dati a luglio di questo anno ci dicono che 524.840 cittadini hanno scelto il PD, per oltre 8,1 milioni di euro; cioè le stesse risorse che nel 2023 abbiamo raccolto non in sei mesi ma in dodici.

Questa solidità la investiamo in buona politica: per riaprire sedi, sostenere l’organizzazione e ricostruire strumenti di partecipazione, informazione ed elaborazione culturale, per le nostre campagne sulla sanità pubblica e la scuola, sul salario minimo e il lavoro dignitoso, sulle politiche industriali e la transizione ecologica.

Per questo accogliamo volentieri l’appello rivolto a Romeo e al PD da tante personalità della cultura e dell’informazione: da Edith Bruck a Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia, Ivano Fossati e molti altri. Perdere la voce dell’Unità sarebbe un impoverimento per tutta la sinistra italiana.

Negli ultimi tre anni le Feste dell’Unità sono passate da circa 200 a più di 500. Una comunità è tornata a incontrarsi, discutere, organizzarsi. Vogliamo restituire a quelle feste anche il loro giornale, nello spirito indicato da Antonio Gramsci; cioè non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del paese.

La nostra proposta è sul tavolo. Prima che si imbocchino altre strade, ci auguriamo che prevalga la volontà di riconsegnare l’Unità al suo popolo. Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia. Non per nostalgia. Ma perché una sinistra che vuole cambiare il Paese ha bisogno anche di luoghi nei quali costruire idee, cultura e pensiero.

08/08/2026

Priorità.

MARCINELLE TRAGEDIA NEL LAVORO
08/08/2026

MARCINELLE TRAGEDIA NEL LAVORO

Scendevano sottoterra parlando lingue diverse, uniti solo dalla necessità di un lavoro.

L'8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio, un incendio scoppiato nelle gallerie a 900 metri di profondità uccise 262 minatori di 12 nazionalità. 136 erano italiani, partiti in base a un accordo firmato dallo Stato italiano nel 1946: uomini in cambio di carbone, uno scambio secco tra due paesi che uscivano entrambi in ginocchio dalla guerra. A pagare il prezzo di quell'accordo furono loro, i lavoratori.

Marcinelle racconta anche un’altra storia: c’è stato un tempo in cui i migranti economici eravamo noi: partivamo dall'Italia senza esperienza per lavorare nelle miniere, in condizioni pericolose e chi si rifiutava di scendere rischiava l'espulsione.

Marcinelle è anche questo: la prova che la sicurezza sul lavoro non è mai un dettaglio tecnico, ma la differenza tra tornare a casa o no. Un tema che riguarda ancora oggi lavoratrici e lavoratori, italiani o stranieri che siano.

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