18/05/2026
Ci sono giornate in cui un borgo non si limita ad accogliere un evento, ma cambia atmosfera. Respira in modo diverso.
Ieri, tra Citerna e Fighille, è successo proprio questo con l’inaugurazione di “Giganti Fragili”, la mostra diffusa di Dario Ballantini. Non una semplice esposizione, ma un percorso fatto di luoghi, incontri, emozioni e sguardi.
Un dialogo continuo tra arte e paesaggio, tra opere e persone.
Si è partiti da Citerna, nella luce limpida di maggio e davanti a uno dei panorami più belli della valle. Un pubblico numeroso, curioso, partecipe. E subito quella sensazione rara, capire che non si stava solo visitando una mostra, ma vivendo un’esperienza.
Grazie al racconto appassionato di Marco Botti, il pubblico ha potuto entrare dentro il mondo artistico di Ballantini, scoprendo la profondità di una pittura capace di andare oltre la notorietà televisiva.
Nelle sue opere convivono ironia e inquietudine, forza e vulnerabilità, leggerezza e riflessione.“Giganti Fragili” è un titolo che colpisce perché parla un po’ di tutti noi, di un tempo che ci vuole sempre forti, veloci, perfetti, mentre basta poco per ricordarci quanto siamo umani.
Poi il percorso si è spostato a Fighille, tra la Dogana Pontificia e Palazzo Tani, dove la mostra cambia ritmo e atmosfera, continuando però a lasciare addosso la stessa intensità.
Importanti i saluti istituzionali del Sindaco Enea Paladino e di Loris Mirabucci Casperchi per la Pro Loco di Fighille, che hanno evidenziato il valore di iniziative capaci di creare connessioni vere tra cultura, territorio e comunità.
Ed è forse questa la cosa più bella che ci lascia questa inaugurazione: la dimostrazione che un piccolo borgo può diventare centro senza smettere di essere sé stesso.
Anzi, proprio grazie a ciò che lo rende unico: la bellezza autentica, il rapporto umano, la lentezza, la condivisione.
Grazie a Dario Ballantini per aver portato tutto questo nel nostro territorio.