01/05/2026
Buon Primo Maggio, Civitavecchia
C’è stato un tempo, e molti lo ricordano, in cui il Primo Maggio attraversava fisicamente la città. I lavoratori scendevano in strada, le bandiere camminavano insieme alle persone, e il corteo era il segno visibile di una comunità che riconosceva nel lavoro la propria dignità, la propria forza, la propria coscienza.
Oggi quel sentimento sembra più fragile. Non perché il lavoro conti meno, ma perché spesso è diventato più incerto, più solo, più esposto. Troppe famiglie guardano al futuro dentro una nebbia fatta di salari insufficienti, contratti deboli, appalti che cambiano, decisioni prese altrove.
Il Primo Maggio non è una cerimonia. È un dovere politico e morale: rimettere il lavoro al centro della città, della democrazia, del futuro.
Ai lavoratori auguro di ritrovare la forza quieta di chi conosce il proprio valore e non rinuncia a chiedere rispetto, sicurezza, salario giusto e dignità.
Ai sindacati auguro la responsabilità più alta: tornare a unire ciò che la paura divide, a organizzare ciò che l’incertezza disperde, a dare voce a chi rischia di restare solo.
Ai partiti auguro di ricordare la loro ragione d’essere: non inseguire soltanto numeri e convenienze, ma trasformare i bisogni reali delle persone in scelte pubbliche, giuste e coraggiose.
Al mio partito, il Partito Democratico, auguro il coraggio di stare dove la vita è più difficile, dove il futuro è più incerto, dove il lavoro chiede rappresentanza, presenza e verità.
Alle istituzioni auguro di non essere mai luoghi distanti, ma presìdi di responsabilità: capaci di ascoltare prima di decidere, di proteggere prima di amministrare, di mettere la dignità del lavoro davanti a ogni convenienza.
Alle famiglie di Civitavecchia auguro un tempo in cui nessuno debba sentirsi abbandonato davanti al proprio domani. Un tempo in cui lavoratori, sindacati, partiti e istituzioni tornino a riconoscersi in un compito comune: dare sicurezza alla vita delle persone.
Il Primo Maggio non ci chiede nostalgia.
Ci chiede di tornare degni della parola lavoro.
Patrizio Pacifico
Segretario Partito Democratico Civitavecchia