28/05/2026
Senza industria l’Italia non sta in piedi.
E senza una vera politica industriale europea, l’Italia rischia di pagare due volte: per i costi dell’energia e per regole pensate troppo spesso lontano dalle fabbriche.
Per anni l’Europa ha inseguito transizioni ideologiche e vincoli astratti, mentre la manifattura veniva stretta tra concorrenza globale, energia cara e burocrazia.
Oggi serve un cambio di passo: energia stabile, pulita e competitiva, investimenti, tecnologia. Anche per questo il Governo ha fatto una scelta importante, riportando finalmente il nucleare di nuova generazione dentro una discussione seria, concreta, non ideologica, con un disegno di legge oggi all’esame della Camera.
Difendere l’ambiente sì. Spegnere l’industria no.
Perché senza industria non c’è lavoro, non c’è crescita, non c’è sovranità.