Carc Siena Val d'Elsa

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Carc Siena Val d'Elsa Partito dei Comitati d'Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo. Contattaci per capire come sostenere la lotta di classe nel nostro territorio! www.carc.it

14/10/2026
Incontri, assemblee e tavoli tematici
29/07/2026

Incontri, assemblee e tavoli tematici

29/07/2026

Dopo l’intervista a Frenk il Malfattore e Scarto, ancora un’intervista sulla serata dell’1 agosto. Abbiamo chiesto a Carenza 503 di rispondere ad alcune domande. L’obiettivo, anche in questo caso, è contribuire a far conoscere l’autore prima del concerto, “guardare” dietro le tracce, ...

Il programma musicale!
29/07/2026

Il programma musicale!

Sotto le macerie bambini senza vita urlano Vinceremo!La Terra sarà libera,dal fiume fino al mare sarà Palestina.Un Popol...
29/07/2026

Sotto le macerie bambini senza vita urlano Vinceremo!
La Terra sarà libera,dal fiume fino al mare sarà Palestina.
Un Popolo unito li vincerà
Questa terra è nostra e nostra resterà
Dal fiume fino al mare sarà Palestina
Questa terra è nostra e nostra resterà
Dal fiume fino al mare sarà Palestina"

Banda Bassotti - Dal Fiume al Mare

Credevo di esser solo e indisturbato nella viaCredevo di fuggire alla vendetta dello Stato!Ma adesso ormai e' iniziata u...
29/07/2026

Credevo di esser solo e indisturbato nella via
Credevo di fuggire alla vendetta dello Stato!
Ma adesso ormai e' iniziata una rivoluzione

Meganoidi - Supereroi

📍 Pisa, ci vediamo il 7 agosto!
MEGANOIDI ON THE ROCKS TOUR 🎸🔥
Vi aspettiamo sotto il palco ❤️
📅 Venerdì 7 agosto 2026
📍 Festa Nazionale della Riscossa Popolare
📌 Circolo ARCI Putignano – Pisa
🎤 MEGANOIDI ON THE ROCKS TOUR

Festa della Riscosssa Popolare

25/07/2026

Oggi abbiamo partecipato al presidio in solidarietà a Fakir organizzato dal Comitato Palestina Siena. Al presidio hanno preso parte tante realtà che si mobilitano da anni sul territorio per garantire l'applicazione dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Il brutale assassinio di Abderrahim Fakir avviene in un quartiere militarizzato, dove da mesi, per piegare la resistenza dei residenti che si oppongono alla distruzione degli spazi verdi, la Polizia ha malmenato e ferito decine di residenti, sparato lacrimogeni ad altezza persona, pattugliato le strade giorno e notte perseguitando i residenti.
Il brutale assassinio di Abderrahim Fakir avviene in un più generale contesto in cui le autorità politiche non alzano un dito di fronte a licenziamenti di massa, ad omicidi sul lavoro, allo smantellamento dei servizi essenziali, col degrado sociale che ne risulta. Avviene mentre contro gli immigrati e i loro figli, che sono una parte sempre più rilevante e combattiva dei lavoratori nel nostro paese, la propaganda di regime soffia sul fuoco della mobilitazione reazionaria, per trasformare in guerra tra poveri il disastroso corso delle cose funzionale agli interessi della classe dominante. Avviene nel corso della rappresaglia repressiva contro chi si oppone all’aggressione e allo sterminio indiscriminato dei popoli oppressi nel mondo e al procedere di una guerra che di fatto è già mondiale. Tutta violenza che, per lor signori, è evidentemente “normale”.
In sintesi, il brutale assassinio di Abderrahim Fakir sia per le cause che hanno portato un uomo, solo in mezzo a una strada, a gridare “aiuto” sia per il modo in cui i tutori dell’ordine hanno soffocato quella voce è parte della guerra interna, che è guerra di classe. E quella voce non può spegnersi e non si spegnerà, perché risuona nei nostri cuori e nelle nostre teste, nei cuori e nelle teste di tutti coloro che non si rassegnano alla barbarie. E infiamma l’esistente.
La classe dirigente con la delocalizzazione delle aziende, con la chiusura delle piccole attività, con le case popolari lasciate al degrado, con la gestione dell’accoglienza degli immigrati in mano agli speculatori ci ha trascinato in un contesto di oggettivo degrado da cui si può (e si deve) uscire.
Si può e si deve uscire prima di tutto unendosi a tutti quelli che vedono la necessità e che vogliono risolvere le problematiche che i quartieri hanno. Chi già è organizzato in qualche ambito, chi ha già esperienze di lotta o di mobilitazione deve promuovere unità e organizzazione, come è successo in questi mesi a Gratosoglio, nella periferia di Milano, dove si è costituito un comitato che ha imposto al comune, all’azienda che gestisce le case popolari e al prefetto di prendere misure urgenti per garantire la sicurezza e contro il degrado. E tutto questo sotto la direzione e lo sguardo vigile del comitato di quartiere che organizza regolarmente assemblee pubbliche. Questo è solo un esempio di come far vivere i quartieri con sana aggregazione e con attività culturali e sociali, educando quindi nella pratica anche chi oggi è più abbrutito dalla situazione in cui vive. Dandogli la possibilità, se la coglie, di aggregarsi e organizzarsi. È un modello nuovo di vita nei quartieri, che deve affermarsi e che non sposta il problema ma che “semina”. Le vie per affermare la sicurezza delle masse popolari nei quartieri sono tante e sono tutte legate alla lotta per affermare la sicurezza delle masse popolari nell’intero paese!
Nessuno lo farà al posto delle masse popolari. Organizzare ronde (ma popolari), spazi di aggregazione, iniziative, scioperi al contrario sono tutti passi che devono costruire una diversa amministrazione dei territori, un’amministrazione popolare. E da qui, dai piccoli territori, dai comuni, le masse popolari organizzate devono spingere istituzioni locali e nazionali ad applicare le parti progressiste della Costituzione del ’48, fondata sul lavoro, sulla sanità, sulla pubblica utilità degli spazi pubblici.
Questo è il modo, concreto, di mobilitarci PRIMA che avvengano le tragedie. Questo è anche il modo, concreto, di costruire un’alternativa qui e ora.
E lo dobbiamo fare anche per Fakir. Non siamo più disposte a morire nei nostri quartieri, nelle piazze, sui posti di lavoro. Toccano uno toccano tutti.

24/07/2026

Ad un mese dalla doppia scossa di terremoto, il P.CARC, sezione Siena Valdelsa, esprime solidarietà al popolo venezuelano e al Governo Bolivariano.

Dopo anni di sanzioni e dopo il rapimento del presidente Maduro e della deputata Flores, il Governo Bolivariano non si è fatto piegare neanche da questo terremoto.

Le difficoltà nella gestione di questa emergenza sono derivate esclusivamente dalle sanzioni che gli Stati Uniti stanno imponendo al Venezuela: il Governo Bolivariano non sta chiedendo prestiti alla comunità internazionale, ma bensì chiede all’ONU, già impotente di fronte al genocidio a Gaza, di consentire lo sblocco dei beni sovrani appartenenti allo Stato venezuelano e trattenuti nell’ambito delle misure restrittive internazionali.

La solidarietà e gli aiuti che il Venezuela ha sempre garantito agli altri paesi, quando colpiti da calamità naturali, oggi viene ricambiata.
Ma il vero aiuto umanitario di cui il Venezuela ha bisogno è la liberazione dalle sanzioni imposte dagli USA. Gli aiuti stanno arrivando anche dai paesi imperialisti, che hanno risposto alla chiamata di Trump: tocca al Governo Bolivariano e alle masse popolari attraverso la vigilanza rivoluzionaria, impedire che questi aiuti siano utilizzati come arma per una neo-colonizzazione “umanitaria” sul modello di Haiti.

La nostra solidarietà con il Venezuela bolivariano consiste nell’impegno ad instaurare in Italia un Governo, che noi chiamiamo il Governo di Blocco Popolare, che rompa con le sanzioni imposte dagli imperialisti guerrafondai USA, che la faccia finita con UE, NATO e sionisti e che possa instaurare rapporti tra pari e di solidarietà con i governi e le organizzazioni che lottano per sottrarsi o non essere fagocitate dal sistema imperialista mondiale.
Instaurare un Governo che faccia gli interessi delle masse popolari e della classe operaia in Italia è il contributo più alto ed efficace alla rivoluzione proletaria negli altri paesi. Questo è il carattere internazionalista della nostra opera.

Viva il Venezuela Bolivariano. Libertà per Nicolas e Cilia.

08/07/2026

*Segnalazione*
Il 10 luglio parteciperemo a questa iniziativa al Senato

Conferenza stampa | Senato della Repubblica: "Creazione del nemico e legislazione emergenziale: Costruiamo la risposta democratica e costituzionale". Un'iniziativa contro la repressione e in solidarietà ai compagni e avanguardie oggi sotto inchiesta per reati associativi. A cura di Giuristi democratici e patrocinata e partecipata dal sen. AVS Giuseppe De Cristofaro e dall'on. M5S Stefania Ascari.

"I recenti provvedimenti legislativi e i “pacchetti sicurezza” approvati dal governo stanno determinando una preoccupante involuzione autoritaria nel nostro Paese. Attraverso l’uso sistematico della legislazione speciale e della decretazione d'urgenza, si sta assistendo a una progressiva e sistematica limitazione delle libertà costituzionali.
Questa strategia politica si articola su tre direttrici fondamentali che minano le basi dello Stato di diritto:
- la criminalizzazione del dissenso. Forme storiche di protesta pacifica, sindacale e sociale vengono trasformate in reati penali gravi, riducendo drasticamente lo spazio democratico per l'espressione della critica politica.
- La creazione del “nemico interno”: Si assiste alla costante costruzione mediatica e giuridica di categorie di cittadini da additare alla pubblica esecrazione (attivisti ecologisti, studenti, lavoratori in sciopero, marginalità sociali), utilizzate come capri espiatori per giustificare l'inasprimento delle pene.
- L’erosione dello Stato di diritto: l'equilibrio tra i poteri dello Stato viene alterato in favore dell'esecutivo, indebolendo le garanzie costituzionali e i diritti individuali in nome di una presunta sicurezza.
È urgente e necessaria una risposta forte, unitaria e capillarmente democratica da parte della società civile, dei sindacati, delle associazioni e delle forze politiche che si riconoscono nei valori della Costituzione”.

Indirizzo

Via Garibaldi N. 44
Colle Val D'Elsa
53034

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