12/11/2022
Chiudiamo lo scaffale. Qui spiegheremo le ragioni, il 26 novembre in occasione dei 17 anni di Ugi ci incontreremo per capire come continuare a lottare e a stare insieme.
È stato difficile organizzare e mettere in fila pensieri e ragionamenti per questo comunicato, ci resta complicato divulgare e realizzare qualcosa che non avremmo voluto diffondere, ma che dobbiamo condividere per essere sinceri, con noi stessi e con chi ci segue da tempo, con chi ha attraversato il nostro movimento, con chi ci sostiene: chiudiamo lo Scaffale Ambientalista, il nostro spazio in Via degli Esplosivi numero 1.
In generale per noi dell’ Unione Giovani Indipendenti finisce un ciclo, e vogliamo condividere con più persone possibili ciò che stiamo attraversando. Pensiamo che ogni azione politica debba essere un fatto collettivo, anche questa scelta lo è. Abbiamo deciso di fermarci, di ripensarci, perché siamo molto pochi, per diverse ragioni: precariato, cambi di città, lavori, studio. Tutti elementi che ci spingono a continuare a lottare, ma allo stesso tempo pensiamo che dimostrare la nostra insufficienza non sia politicamente una debolezza, ma un segnale: non bastiamo; non ci bastiamo. Non vogliamo dare l’estremo saluto a nulla, piuttosto preferiamo incoraggiare nuove energie, nuovi dinamismi, che siamo pronti ad accogliere e a intrecciare insieme a ciò che siamo. In questi ultimi due anni la pandemia ha fatto di certo la sua parte, nonostante siano stati comunque anni di attività, le restrizioni e le conseguenze del covid hanno determinato una botta d’arresto per l’attivismo. Tra lockdown e riaperture abbiamo mantenuto viva l’aula studio, abbiamo aggiornato l’archivio ambientale, organizzato i corsi ambientali dedicati ai più piccoli, le proteste per quelle emergenze diventate ormai ingiustizie ordinarie, tra tutte l’emergenza rifiuti e la contaminazione della Valle del Sacco.
Lo scaffale è stato un luogo praticato, un approdo per riunioni, assemblee, nostre e di altri, preparazioni di esami, colloqui di lavoro, aggregazione, informalità e divertimento. Lo abbiamo pensato per rispondere alle questioni del nostro tempo: studiare la crisi climatica, lottare contro le disuguaglianze che arrivano spesso sotto casa, sotto i nostri occhi, assaltando le comunità soprattutto come sottrazione di diritti, di possibilità. Lo abbiamo pensato per vivere le città di provincia in una dimensione stimolante, inedita, diversa, picconando la retorica del “deserto culturale” e della noia che i racconti stereotipati offrono sui piccoli centri. Abbiamo dato nuova vita a uno spazio abbandonato da anni, a causa della distruzione del patrimonio pubblico operata dalla destra locale. È stato stimolante e piacevole scambiare pensieri e ragionamenti con le altre due realtà; i nostri vicini: Crescendo Insieme e il Centro Documentazione. Prendiamo questo comunicato anche per ricordare Renzo Rossi, che ringraziamo di cuore per il suo impegno, per tutte le richieste di collaborazione e per la condivisione di materiali archivistici. Non è stata solo una rigenerazione materiale, o una riqualificazione di un posto anonimo. Per noi lo Scaffale ambientalista è stato un cervello collettivo che ha messo sulle mensole saggi, studi epidemiologici, volumi dedicati all’economia circolare, inchieste sull’inquinamento, rapporti scientifici sul cambiamento climatico, ma anche romanzi, fumetti, testi per ragazze e ragazzi. Perché coltivare un immaginario è stato per noi un’azione, quanto i progetti, le iniziative, le riunioni. Senza questo spazio non avremmo potuto portare avanti esigenze che sentiamo ancora vivide. Poterlo attraversare ci ha consentito di non rinunciare alla lotta perché sapevamo di trovare del conforto in questo luogo e di poter rigenerarci insieme. Gli obiettivi realizzati e i traguardi raggiunti sono poca cosa in confronto ai legami stretti: “Io vengo qua perchè sto bene” disse una di noi a fine riunione anni fa, portando tutti noi a riflettere sulla fortuna di vivere quel momento e sull’importanza di prendersi cura delle persone che sono al tuo fianco nel presente.
Ci piace pensare che creando lo scaffale abbiamo dato un’alternativa alla retorica onnipresente del “pensa solo a te stesso”, perché prendendosi cura dei beni all’interno della propria comunità, i miglioramenti si vedono e soprattutto sono possibili.
Questo luogo ci ha dato la possibilità di vivere opportunità di confronto e formazione, spalla a spalla anche con estranei che col passare dei giorni diventano amici, persone con cui in riunione si condividono tanti momenti di goliardia ma anche a volte di litigi, dispute che vengono gestite e risolte tutti insieme, perché tutti sappiamo che solo un gruppo unito e motivato può riuscire a cambiare qualcosa. E qualcosa possiamo certamente dire di averlo cambiato.
Con la conclusione di questo percorso non intendiamo lasciare nulla di incompiuto, gli impegni presi, in particolare quelli del progetto ComunitAria - che ha previsto attività di citizen science per monitorare la qualità dell’aria a Colleferro - verranno seguiti anche nelle sue fasi finali. Una volta esaminati i dati, raccolti nei mesi scorsi, saranno comunicati a cittadini e cittadine e a coloro i quali hanno preso parte alle attività formative.
Ci rendiamo conto però che abbiamo bisogno di un ulteriore passaggio per spiegare le ragioni della nostra decisione, per provare a immaginare insieme un futuro diverso e per non salutarci con una newsletter o un articolo di giornale. Per questa ragione riteniamo che un evento pubblico sia la scelta migliore per incontrarci, discutere e progettare. Il prossimo 23 novembre infatti l’UGI compirà 17 anni di attività e sarebbe bello poter trascorrere con tutte e tutti voi il sabato immediatamente successivo a questa data per noi così significativa.
L’appuntamento sarà quindi per sabato 26 novembre dalle 17 presso la Biblioteca Comunale di Colleferro in Via Nobel.
Questo percorso è iniziato con la condivisione del sapere, in mezzo ai libri, ed è in questo modo che ci piacerebbe chiudere il percorso dello Scaffale.