la colonizzazione romana interessò il territorio. Nel Medioevo i monaci benedettini bonificarono il terreno recuperandolo all'agricoltura. Dal 1303 al 1612 Colorno fu feudo dei Correggio, dei Terzi e dei Sanseverino. Con Barbara, la più famosa di quest'ultima famiglia, il castello divenne importante centro di cultura. Dal 1612 al 1731 Colorno passò ai Farnese, duchi di Parma, che verso la fine del
'600 vi posero la loro residenza estiva. In tale periodo vennero apportate radicali trasformazioni al Palazzo Ducale ed al Giardino e furono costruiti importanti edifici, tra cui l'Aranciaia. Nel 1748 il Ducato di Parma passò ai Borbone, iniziando così un nuovo periodo felice per Colorno, sia dal punto di vista urbanistico, che artistico e culturale, tanto da meritare il titolo di "Versailles dei Duchi di Parma". Nel 1802, con l'annessione alla Francia, Parma divenne un dipartimento dell'Impero napoleonico. Con Maria Luigia d'Austria, già moglie di Napoleone, nel 1816 Parma ridivenne capitale del Ducato e Colorno residenza estiva ducale. Dopo la morte della duchessa nel 1847, il Ducato torna ai Borbone fino all 'annessione al Regno d' Italia nel 1861. Dal 1862 comincia un lento declino con la spoliazione dai suoi arredi della Reggia. Il complesso nella sua interezza diventa del demanio dello stato, passa alla Provincia che nel 1873 lo destina a Manicomio Provinciale. Dagli anni '70 del Novecento comincia un lento ma continuo lavoro di recupero e riapertura del complesso alla vita culturale culminato nel 1999 col restauro di parte del Parco in stile francese come nelle mappe del 1750. Il paese sopratutto dagli anni del boom economico del novecento diventa, oltre che centro produttivo agricolo, anche centro industriale proiettato al nord Italia e alla vicina Lombardia. Nel 2021, con decreto del Presidente della Repubblica, a Colorno viene riconosciuto il titolo di Città.