Comitato Comiso Stefania CAMPO

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22/02/2026
25/09/2025

DUE PESI E DUE MISURE.
TANTE PAROLE MA LA STORIA NON CAMBIA.

Il presidente Schifani celebra il ritorno di Ryanair a Trapani con una nuova base operativa, 23 rotte e oltre un milione di passeggeri l’anno. Un investimento colossale che viene presentato come un grande successo. Ma nello stesso momento l’aeroporto di Comiso scompare da ogni prospettiva futura, condannato al ruolo marginale e senza una vera programmazione.

È l’ennesimo schiaffo alla provincia di Ragusa: mentre alcune aree dell’Isola vengono sostenute con risorse e opportunità, qui ci si deve accontentare di collegamenti secondari, gestiti da compagnie diverse, spesso frammentati e con orari poco funzionali. Non si comprende perché non ci sia la stessa determinazione nel pretendere il ritorno di Ryanair a Comiso, che fino a pochi anni fa garantiva voli stabili e competitivi. Eppure la compagnia, al momento del ritiro, aveva posto una condizione precisa: l’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Condizione che è stata rispettata, senza che però questo portasse alcun vantaggio concreto al nostro territorio.

Non è accettabile che la Sicilia venga amministrata a due velocità, con aree premiate e un Sud Est ancora una volta completamente scartato. Il governo Schifani e le istituzioni territoriali hanno il dovere di garantire pari opportunità di sviluppo, turismo e mobilità a tutti i cittadini, senza figli e figliastri.

Per questo è grave anche il silenzio complice della politica iblea: i sindaci, a partire da Cassì e dagli altri di centrodestra, la presidente del Libero Consorzio e i deputati regionali di maggioranza devono farsi sentire.

Non è più possibile restare in silenzio davanti a un’ingiustizia che Schifani festeggia come un successo, ma che in realtà penalizza profondamente la nostra provincia e l’intera area del Sicilia sud orientale.
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20/09/2025
16/09/2025

𝐑𝐞𝐭𝐞 𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚: 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐞.

La Regione Siciliana e l’assessorato alla Salute, sotto la regia di Renato Schifani, hanno presentato la nuova Rete ospedaliera 2025-2027. Ma dietro numeri e proclami si nasconde l’ennesima presa in giro.

Si parla di “nuovi posti letto”, ma sono letti mai riattivati in passato e che con ogni probabilità resteranno sulla carta. È solo un maquillage contabile: si finge un potenziamento, mentre i cittadini continuano a non trovare risposte e cure adeguate.

Ospedali come Comiso e Scicli vengono svuotati, e la provincia di Ragusa resta sotto la media regionale e lontanissima dagli standard europei. La vera domanda è: quanti posti letto saranno davvero disponibili?

Questa riforma non nasce per rafforzare la sanità pubblica né per rispondere all’invecchiamento della popolazione. Dopo il Covid ci si aspettava serietà e investimenti; invece il governo di destra continua a tagliare, ridurre la spesa e fare cassa sulla pelle dei cittadini.

La salute non è propaganda: servono più medici, più infermieri, più posti letto concreti e attivi. Non trucchi da prestigiatori e illusionisti, perché nella tristissima realtà attuale la Sicilia perde ben 367 post letto e la nostra provincia ne perde altri 22, stop! Difatti in Italia dal 2000 ad oggi sono stati tagliati 50mila posti letto, ovvero uno su cinque, e nella nostra Isola siamo passati dagli iniziali 18.633 ai 18.000 tanto sbandierati da Schifani.

La Sicilia non ha bisogno quindi di nuove menzogne, ma di una Rete ospedaliera vera e diffusa meglio su tutto il territorio.

𝐒𝐜𝐡𝐢𝐟𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐢.
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20/08/2025

Anche sulla gestione delle spiagge sia il governo Meloni che il governo Schifani stanno mostrando tutta la loro incapacità.

Invece di difendere un bene comune come il mare, continuano a non voler agire con attenzione e prospettiva, a non voler trovare un accordo di equilibrio coi balneari e recitano il ruolo di comparse mentre si riducono gli spazi liberi e aumentano le spese delle vacanze di cittadini e turisti. È la solita logica: da una parte garantire profitti a pochi (soprattutto alle grandi corporazioni) e dall’altra negare l’evidenza di ciò che sta accadendo durante il corso di questa stessa estate, ovvero rincari, disagi, proteste diffuse.

Dare atto all’assessore Savarino di aver emanato una circolare per eliminare tornelli e staccionate è doveroso: un passo nella direzione giusta. Ma non basta un atto amministrativo, se poi la linea politica di Roma e Palermo resta quella del laissez faire, o nel peggiore dei casi, spalleggiare la privatizzazione strisciante e il caro prezzi incontrollato. I balneari vanno tutelati, certo, ma in equilibrio con il diritto collettivo al mare.

È in questo contesto di non-gestione che ombrelloni e lettini diventano beni di lusso, mentre l’accesso al mare dovrebbe essere universale.

Il mare non è merce, è bene comune. E chi governa oggi, nazionale e regionale, lo sta tradendo ogni giorno e ce ne stiamo accorgendo tutti.
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24/06/2025

L’Occidente di cui facciamo parte si conferma lo sceriffo del mondo, con Trump e Netanyahu in questo caso come avanguardia di un sistema che si dice liberale e democratico ma che in realtà è animato solo da intenzioni espansionistiche, neocoloniali e di dominio del resto del pianeta.

Da decenni e decenni ci inventiamo nemici che vogliono invaderci, che vogliono aggredirci, che tramano contro di noi e la nostra sicurezza, in realtà quelli che allargano le alleanze militari, vedi la NATO, fino ai confini della Russia siamo proprio noi, quelli che in Medio Oriente vanno a spremere il petrolio degli altri siamo noi, quelli che si ergono a paladini dei diritti, in terra altrui, a suon di bombe, carneficine, devastazioni e rischio nucleare, siamo solo e sempre noi occidentali.

Proprio domani la NATO deciderà l’aumento delle spese militari fino al 5% del PIL nazionale di ogni Paese membro, con l’alibi che dobbiamo difenderci, invece le vere motivazioni sono due: ingrassare a dismisura l’industria bellica statunitense, per non essere colpiti dai loro assurdi dazi, e continuare ad attaccare quei Paesi geostrategici – nell’area di influenza della Cina – che non solo allineati con la volontà di potenza degli Stati Uniti d’America e di Israele.

Ma il pericolo più grande – anche in Europa – sta nella congiuntura politica che si è venuta a consolidare in questi ultimi anni: l’affermazione a livello internazionale, e soprattutto negli Stati occidentali, di una estrema destra neofascista che sta calpestando i trattati internazionali, che non tutela le costituzioni parlamentari su cui poggiano i valori democratici, che sta esasperando i toni della propaganda politica puntando dritto all’esaltazione del nazionalismo, del sovranismo e della speculazione economica più pervasiva, vedi la saldatura fra l’elezione di Trump e i multimiliardari che gli hanno fornito montagne di soldi e copertura mediatica senza precedenti.

È un pianeta già in fiamme!
A Gaza, in Ucraina, in decine di altre guerre sparse, e ora anche in Iran.

La politica delle persone perbene non basta, oggi è necessario che tutti i cittadini e le cittadine si rendano conto del rischio a cui stiamo andando incontro a causa dei partiti di estrema destra e dei loro nuovi capi. Ognuno di noi è chiamato a esprimersi, a opporsi a questa escalation di follia mentale e di barbarie ideologica e militare, prima che sia veramente troppo tardi.
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18/06/2025

Schifani invece di lavorare seriamente per far funzionare la Sanità pubblica finisce sempre per concentrarsi esclusivamente sulle poltrone, peccato che alla fine nomina proprio i peggiori della sua stessa cerchia. Come ad esempio è accaduto con la nomina di Antonio Maria Sciacchitano – oggi agli arresti per corruzione, turbativa d’asta e associazione a delinquere – a capo dell’Organismo indipendente di valutazione della Regione.

𝐀𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞: 𝐢𝐥 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐮𝐜𝐜𝐚𝐭𝐢!

Mentre la Sanità pubblica siciliana soffoca, lui trattava mazzette da 200mila euro a botta con faccendieri e manager, promettendo favori e bandi su misura. Il tutto sotto gli occhi di una Regione che ovviamente dice di non sapere.

E non finisce qui. Durante l’inchiesta, un imprenditore ha già ammesso di aver pagato una tangente per ottenere un appalto. Non un sospetto, non un’indiscrezione: una dichiarazione limpida, che conferma come la corruzione non sia un’eccezione, ma il metodo di lavoro.

E Schifani? Dopo averlo nominato con tanto di procedura pubblica, ora si dichiara “sorpreso”, si dice pronto a costituirsi parte civile, e ci propina la solita filastrocca sulla trasparenza. Troppo comodo, Presidente.

Questa non è solo una “scelta sbagliata”, ma è la realtà quotidiana di una Casta politica che premia i fedelissimi portatori di voti e chiude gli occhi finché non arriva la Magistratura, proprio perché il Centrodestra dei vari Schifani, Lombardo, Cuffaro, non valuta le competenze, ma le appartenenze.

E così succede che chi dovrebbe controllare il merito… viene arrestato per corruzione. Complimenti a Schifani e ai partiti di destra che vorrebbero farci abituare a questo andazzo.

La Sanità non è Cosa loro!
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06/06/2025
23/05/2025

La morte di Giovanni Falcone ci colse distratti. Anni di polemiche, di accuse e di veleni contro di lui e il suo lavoro, contro la sua meticolosità, il suo metodo e, soprattutto, contro le sue strategie, che lo portarono dal Pool antimafia di Palermo al ministero di Grazia e giustizia a Roma, avevano prodotto l’effetto di una inspiegabile vertigine collettiva.

Attacchi, invidie, denigrazioni in pubblico, come quella di Totò Cuffaro al Maurizio Costanzo Show, erano il pane quotidiano della cronaca giornalistica e televisiva. In segreto, invece, un ciclopico piano, sotterraneo, terroristico e occulto, i cui cunicoli si diramavano fra le fondamenta stesse delle istituzioni del nostro Paese, era già pronto.

Per eliminare, una volta per tutte, la voce più scomoda di quell’ultimo decennio di storia italiana, una rete inimmaginabile di complicità fra pezzi dello Stato, massoneria e mafia, era stata costruita come una piramide capovolta. E il vero vertice che diede impulso a quella macelleria istituzionale è, purtroppo, ancora da identificare.

Ma la resistenza delle persone perbene continua.

Il desiderio di onestà, di pulizia, di freschezza, di libertà, come per quell’anima leggera di Giovanni, non si spegnerà. Anzi, ogni 23 maggio, “festeggiare” la vita di Falcone, per tanti di noi, significa rinvigorire e consolidare la strada giusta da percorrere tutti i santi giorni.
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09/05/2025

Le domeniche di primavera portano tutti al mare, ma noi stavolta scegliamo il cuore della Città.

Domenica 18 maggio, lasciati alle spalle la solita routine e vieni a vivere un picnic urbano in Piazza San Giovanni nel cuore di Ragusa.

Dalle 10:30 ci saranno musica, arte, libri, laboratori per adulti e piccini, espositori di artigianato e di prodotti a km zero.

Avremo l’opportunità di conversare e di confrontarci sul centro storico con i residenti, commercianti, architetti, e amministratori, per immaginare insieme come renderlo vivo e più attrattivo.

Porta con te un cestino, un pranzo a sacco, come un vero e proprio picnic. Noi metteremo le tovaglie a quadri colorate, l’energia e la voglia di cambiare!

Ragusa è casa, e il suo centro storico non è morto, ha solo bisogno che torniamo a viverlo, che torniamo a crederci.

sarà una festa, sì, ma è anche un piccolo atto d’amore per il centro storico che vorremmo: accogliente e pulsante!
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Il 25 aprile si celebra il coraggio, la dignità, il sacrificio, la libertà di quelle donne e di quegli uomini che hanno ...
25/04/2025

Il 25 aprile si celebra il coraggio, la dignità, il sacrificio, la libertà di quelle donne e di quegli uomini che hanno detto NO al fascismo, al nazismo e alla dittatura, e lo hanno fatto lottando, morendo, liberandosi.

È il giorno in cui il popolo italiano ha scelto di stare dalla parte della Resistenza, e senza quella lotta, senza quei partigiani, oggi non avremmo Costituzione, libertà, diritti e democrazia.

Oggi, mentre in Europa si discute di riarmo e si stanziano ingenti somme per le spese militari, mentre in Palestina si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo, il messaggio della Resistenza è più attuale che mai.

La Resistenza è contro ogni fascismo, ogni regime militare, ogni nazionalismo, ogni occupazione, ogni guerra d’aggressione; contro chi reprime, bombarda, colonizza.

E se oggi c’è chi chiede di celebrarlo “con sobrietà”, il motivo è uno solo: il 25 aprile non l’ha mai celebrato. Perché celebrare il 25 aprile significa, difatti, dichiarare da che parte si stia. E oggi, a maggior ragione, significa anche schierarsi per la libertà, per il disarmo e per la pace.

Viva il 25 aprile, viva la Resistenza!
Viva l’Italia libera e antifascista!
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Indirizzo

Piazza Fonte Diana
Comiso
97013

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