Archivio di Stato di Como

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L'Archivio di Stato di Como, istituito con D.M. 5 gennaio 1943, conserva numerosi fondi pervenuti, oltre che per versamento dagli uffici statali, per deposito da enti pubblici

Il Direttore e il personale dell'Archivio di Stato di Como augurano a tutti una buona Festa della Repubblica. La Sala st...
02/06/2026

Il Direttore e il personale dell'Archivio di Stato di Como augurano a tutti una buona Festa della Repubblica.

La Sala studio riaprirà al pubblico come ogni settimana giovedì mattina.

Essere madre significa, a volte, dover fare scelte laceranti. 💔In occasione della  , vogliamo scavare tra le carte dei n...
10/05/2026

Essere madre significa, a volte, dover fare scelte laceranti. 💔

In occasione della , vogliamo scavare tra le carte dei nostri depositi per raccontarvi la storia di Maria Cantaluppi (moglie Andreghetti), una donna nella Como del 1923, che ha lottato contro una sorte avversa con le sole armi della sua dignità.

📜 Il documento: Una supplica accorata, scritta con disperazione.
Maria è sola. Per sopravvivere fa la lavandaia, ma il suo stato di famiglia parla chiaro: "poverissima, seppur onesta". Il marito è internato in manicomio. Ha quattro figli: uno soldato in Cirenaica, uno in collegio e il più piccolo ancora tra le sue braccia.

Poi c'è il secondogenito, Stefano. A soli 16 anni, dopo aver perso il lavoro, il ragazzo è scivolato tra "brutte compagnie". Due arresti per furto in pochi mesi. Maria vede il figlio perdersi, ma vede anche la fame che lo morde.

⚖️ Il paradosso del cuore: Maria scrive alle autorità per chiedere che Stefano venga rinchiuso in una Casa di Correzione.
Sembra un atto punitivo, ma leggendo tra le righe emerge una verità più cruda: in un sistema che non offre abbastanza sussidi, la prigione o il riformatorio diventano l’unico luogo dove a Stefano saranno garantiti un tetto, un vestito e un pasto caldo.

È l'ultimo, estremo tentativo di una madre di "salvare" un figlio dalla strada, affidandolo a un'istituzione severa pur di non vederlo soccombere alla miseria.

Un omaggio a tutte le madri che, in ogni epoca, hanno dovuto scegliere il male minore per amore dei propri figli.

E voi cosa ne pensate: fiducia nelle istituzioni o disperata preoccupazione per le sorti del figlio?

📅 1888: Istruzione, solidarietà e diritti. Il 1° Maggio tra le carte dell’Archivio.In occasione della  , vi portiamo nel...
01/05/2026

📅 1888: Istruzione, solidarietà e diritti. Il 1° Maggio tra le carte dell’Archivio.

In occasione della , vi portiamo nel cuore del fermento sociale della Como di fine Ottocento. 📜✨

Sfogliamo insieme il n. 8 de "Il Lavoratore Comasco", datato 26 maggio 1888. Non è solo un giornale, ma il megafono del Circolo istruttivo popolare di Como, un’unione di operai e lavoratori che sognava un sistema di produzione equo e solidale.

🔍 Cosa leggiamo in prima pagina?
Il Circolo metteva al centro l’emancipazione attraverso la cultura. Come?

Una biblioteca per i soci 📚

Conferenze pubbliche e opuscoli di approfondimento 🗣️

La pubblicazione di questo giornale quindicinale.

⚖️ Il diritto di sciopero e il Codice Zanardelli
Proprio mentre veniva presentato il nuovo Codice Penale, "Il Lavoratore Comasco" analizzava con lucidità il diritto di associazione. Sebbene lo Zanardelli segnasse un passo avanti superando la criminalizzazione dello sciopero, il giornale metteva in guardia i lavoratori: l'arbitrarietà dei giudizi sulle "modalità" dello sciopero restava un rischio concreto per la libertà di ognuno.

Oggi come allora, la memoria documentaria ci ricorda che il lavoro è dignità, istruzione e conquista quotidiana di diritti.

📍 Vi aspettiamo in Archivio per scoprire queste e altre storie.
Buon 1° Maggio a tutti! 🇮🇹

Ministero della Cultura Direzione generale Archivi

25 Aprile: il valore della libertà nel testamento di Pietro Mazzoletti.In occasione dell'anniversario della Liberazione,...
25/04/2026

25 Aprile: il valore della libertà nel testamento di Pietro Mazzoletti.

In occasione dell'anniversario della Liberazione, vogliamo condividere un documento custodito nei nostri fondi che ci riporta al volto più intimo e doloroso della Resistenza. È una copia del testamento olografo del capitano Pietro Mazzoletti, giustiziato nell’ottobre del 1944 per la sua connivenza con le formazioni partigiane.

In queste pagine non leggiamo solo la formalità di un atto di ultima volontà, ma il grido d’amore di un uomo che, consapevole del proprio destino, si congeda dalla vita terrena.

Le parole di Mazzoletti sono rivolte alla moglie, un addio struggente intriso del peso di lasciare tre figli ancora piccoli. Con lucidità e fiducia, li affida alla guida materna, nominandoli eredi in parti uguali, ultimo gesto di un padre che non può più prendersi cura del loro futuro.

Il coraggio di Mazzoletti traspare anche nell'ultimo desiderio: quello di poter tornare, un giorno, nella sua terra, a Como, per riposare accanto a un figlio perduto troppo presto. E, a chiudere il manoscritto, quel grido che racchiude il senso del suo sacrificio: "Viva l'Italia".

Custodire queste carte significa per l'Archivio di Stato non solo conservare la memoria storica di una scelta politica, ma preservare l'umanità di chi, per la libertà di tutti, ha rinunciato al bene più caro.

Ministero della Cultura Direzione generale Archivi

Secondo la tradizione, il 25 marzo del 1300 Dante si smarrì nella "selva oscura", iniziando quel cammino terribile e mer...
25/03/2026

Secondo la tradizione, il 25 marzo del 1300 Dante si smarrì nella "selva oscura", iniziando quel cammino terribile e meraviglioso insieme che l'avrebbe condotto alla redenzione e reso al contempo immortale.
Non è un caso, dunque, se il si celebra proprio in questo giorno, in seguito a una direttiva ministeriale del 2020.
Tra i documenti custoditi in Archivio, anche queste testimonianze dell'importanza del Sommo Poeta e della storia della Società Dantesca Italiana, che, come si legge nel testo datato 1888 e a firma del sindaco di Firenze, ha sì "in Firenze sede d'onore" ma che altresì "in ogni città o terra, dove nel nome di Dante si raccolgano cittadini d'Italia, può avere stanza. (...) La Società vuol esser l'Italia, che onora e studia l'intelletto, l'animo, la parola del suo Dante" (fig. 2).

📸 ASC, Titolo VI Istruzione pubblica, b. 2108

L'amore e la preoccupazione di una figlia per il proprio padre non conoscono confini: ce lo testimonia questa preghiera ...
19/03/2026

L'amore e la preoccupazione di una figlia per il proprio padre non conoscono confini: ce lo testimonia questa preghiera di ricerca, partita dall'Australia sul finire del 1892 e indirizzata al Municipio di Como.

Irene Cantaluppi Benuzzi scrive un accorato appello: "(...) avendo già mandato molte lettere al proprio padre e non avendone avuto risposta, prega la S. V. volerne fare ricerca e consegnare la presente".
Le parole che seguono hanno un po' il sapore di un "Chi l'ha visto?" ante litteram: "Il signore ricercato è: Carlo Cantaluppi, cugino del fu Giuseppe Cantaluppi Segretario e che teneva negozio di osteria in Borgo Vico n. 12".
Non sappiamo quale fosse il contenuto della lettera che questa figlia avesse invitato da Victoria al padre rimasto a Como, perché questa è stata consegnata al destinatario. Sul retro del foglio, infatti, è possibile leggere le annotazioni dei passaggi intercorsi fino alla felice soluzione: la missiva venne consegnata al signor Carlo Cantaluppi il 3 dicembre dell'anno successivo.
Nota buffa: l'uomo risiedeva soltanto a pochi numeri civici di distanza dall'indirizzo indicato dalla figlia.

Con questa storia capace di superare gli ostacoli del tempo e dello spazio vogliamo fare gli auguri a tutti i papà nel giorno della festa a loro dedicata.

ASC, Carte sciolte, titolo VIII, b. 2243

Questa è una storia di tempi che cambiano, di diritti femminili conquistati e di... alibi edilizi.Il 4 ottobre 1885 il R...
08/03/2026

Questa è una storia di tempi che cambiano, di diritti femminili conquistati e di... alibi edilizi.
Il 4 ottobre 1885 il Regio Provveditorato agli Studi della Provincia di Como invia una lettera al Sindaco, informandolo che "Il Signor Bartolomeo Coduri ha fatto istanza alla Presidenza del locale Ginnasio Volta affinché la di lui figlia Rosalia fosse iscritta alla prima classe ginnasiale [...] ma detta istanza [...] venne respinta non offrendo il locale scolastico nessuna di quelle condizioni che si ritengono indispensabili alla ammissione di alunni d'ambo i sessi". E, si legge nella stessa missiva, sebbene il Consiglio provinciale scolastico avesse riconosciuto regolare la domanda Coduri, questa non era assecondabile senza che prima venisse reso adatto il locale delle scuole (foto 2).
Quali fossero le esigenze dell'istituto appare chiaro dalla stringata comunicazione inviata dalla Presidenza del Volta il 7 ottobre, con oggetto "Sull'ammissione delle femmine al Ginnasio e Liceo":
a) un ingresso speciale
b) una sala d'aspetto
c) una latrina posta in luogo facilmente sorvegliabile (Foto 3).
Già il giorno seguente, 8 ottobre 1885, il Consiglio per le Scuole della Provincia di Milano scrive al signor Sindaco in merito alla "Ammissione di fanciulle agli istituti classici": "È vero che al R. Ginnasio Cesare Beccaria già da diversi anni alcune giovanette frequentano quelle scuole in diverse classi. Nessun inconveniente di verificò mai [...] Non venne attivato provvedimento di sorta ai locali [...] e la Direzione del Ginnasio altro non fece che esercitare una oculata sorveglianza" (foto 4).
A nulla valsero le obiezioni, di carattere logistico-edilizio, addotte dal Preside del liceo: il 13 ottobre il Provveditore scriveva al Sindaco: "[...] la vertenza sarà sciolta e secondo il volere della Legge vigente e secondo il diritto che i Parenti hanno di collocare nelle regie scuole del Ginnasio e del Liceo la propria figliola" (fig. 5).
Il fascicolo si chiude qui; non abbiamo modo di sapere se e quanto furono proficui gli studi classici della signorina Rosalia Coduri, ma a lei dobbiamo il merito di aver aperto le porte del Volta alle giovani donne comasche.

Il 27 febbraio 1939, con Regio Decreto n. 333, il preesistente Corpo dei Pompieri assumeva la denominazione di "Corpo na...
27/02/2026

Il 27 febbraio 1939, con Regio Decreto n. 333, il preesistente Corpo dei Pompieri assumeva la denominazione di "Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco" e lo scorso anno è stata istituita la festa commemorativa di questa ricorrenza.

I Vigili del Fuoco garantiscono, attraverso le strutture operative dislocate sul territorio nazionale, attività di soccorso tecnico urgente e più in generale di soccorso pubblico, unitamente a quelle di prevenzione incendi e vigilanza antincendio e sono dipendenti dal Ministero dell'Interno. Si tratta di un unicum nel nel panorama internazionale dei corpi dei Vigili del Fuoco, che negli altri Stati sono prevalentemente organizzati su base locale, comunale o regionale, proprio come comunale era il preesistente Corpo dei Pompieri di Como.

Le immagini che abbiamo scelto di condividere con voi in questa prima giornata di festa nazionale ritraggono documenti conservati nel Fondo Prefettura, relativamente alle richieste di manutenzione della vecchia e realizzazione di una nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Como. La vicenda, che vide coinvolti Comune e Provincia, non mancò di interessare la cittadinanza e la cronaca locale, come testimoniano diversi articoli apparsi sulla stampa locale.

📸 1-3: ASCo, Prefettura post unitaria, b. 85, f. 2
📸 4: ASCo, Prefettura, cat. 18, Affari Politici

Oggi il Ministero della Cultura ci riserva un onore tanto grande quanto gradito. Chi dovesse accedere al sito del MiC, i...
27/02/2026

Oggi il Ministero della Cultura ci riserva un onore tanto grande quanto gradito. Chi dovesse accedere al sito del MiC, infatti, troverebbe un'immagine abbastanza familiare per i frequentatori del nostro Istituto: la lettera Q miniata, proveniente dagli statuti manoscritti che normavano anticamente Como e i vicini territori, fa da copertina al "Luogo del giorno".
Quotidianamente il Ministero della Cultura seleziona e pubblica un luogo tra i siti culturali italiani e oggi questo onore spetta al nostro Istituto.
Scorrendo le pagine potrete trovare informazioni utili, come gli orari di apertura al pubblico e i sistemi per poterci contattare, brevi accenni sulla nostra storia e una galleria di alcune immagini dei documenti custoditi nei nostri depositi.

Il 18 febbraio 1745 nasceva a Como un bimbo destinato a scrivere il proprio nome tra i grandi della scienza: Alessandro ...
18/02/2026

Il 18 febbraio 1745 nasceva a Como un bimbo destinato a scrivere il proprio nome tra i grandi della scienza: Alessandro Volta, chimico e fisico, inventore della pila elettrica e scopritore del gas metano.
La sua casa natale, da più secoli oggetto di interesse e tutela, negli anni Cinquanta fu al centro di questa curiosa vicenda che possiamo ricostruire grazie ai documenti conservati in Archivio.
Il locale Partito Liberale Italiano, nel dopoguerra, aveva la propria sede presso Palazzo Volta e, nel settembre del 1948, alla Prefettura di Como venne inviata una lettera con cui l'allora Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia chiedeva lo sgombero dei locali,"affinché le sale [...] non venissero esposte a danni e ad usi non compatibili con il carattere storico-artistico dell'edificio".
Piccata e decisa la risposta dell'allora Segretario Provinciale del partito: "Quanto si afferma in questa Sua lettera è niente altro che la tesi sostenuta dal Proprietario di Casa Comm. Baragiola [allora proprietario dei locali, ndr], nella causa di risoluzione del contratto di affitto, causa pendente tutt'ora davanti a questa Pretura".
Il fascicolo non ci rivela come si risolse la vicenda, certo è che oggi la casa in cui nacque Alessandro Volta è ancora di proprietà privata, sottoposta a vincolo ex L.n. 1089/1939, artt. 2 e 3.

📸 ASCo, Prefettura, b. 6290, f. 29

Indirizzo

Via Briantea, Como CO
Como
22100

Orario di apertura

Martedì 08:30 - 14:00
Giovedì 08:30 - 14:00
Venerdì 08:30 - 14:00

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