17/08/2026
Il devastante incendio che ha colpito il Monte Goj lascia dietro di sé una scia di profonda tristezza e preoccupazione per la tenuta del territorio. Francesco Finizio e Luca Gaffuri intervengono per esprimere solidarietà alla cittadinanza, ringraziare i soccorritori e chiedere un'azione rapida per evitare nuovi rischi.
"Vedere il nostro Monte Goj ferito e avvolto dalle fiamme fa davvero male" dichiara Finizio .
"Per noi che viviamo a ridosso di questa splendida zona e che da anni ci battiamo, dentro e fuori le istituzioni, per la riqualificazione e la cura di questo patrimonio, assistere a questo disastro è un colpo durissimo", aggiunge Gaffuri, da sempre residente nel quartiere di Albate.
"Un ringraziamento profondo e commosso va, prima di tutto, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, ai numerosi volontari, alla Polizia Locale, ai Carabinieri e a tutte le forze dell’ordine per il lavoro straordinario e incessante svolto giorno e notte fin da giovedì. Un encomio speciale va ai Vigili del Fuoco che, nella drammatica notte tra giovedì e venerdì, sono entrati coraggiosamente a terra, tra le fiamme, per domare il rogo e proteggere le nostre case".
Finizio e Gaffuri esprimono poi vicinanza alla comunità locale e ricordano il percorso fatto sul territorio: "Vogliamo esprimere tutta la nostra profonda vicinanza ai residenti dei quartieri di Lora, Albate e Muggiò, la comunità in cui noi stessi viviamo insieme alle nostre famiglie e che in queste ore ha dimostrato una dignità e una solidarietà commoventi. Da parte nostra, il livello di attenzione è sempre stato altissimo: sin dal nubifragio del luglio 2023 che aveva provocato la caduta di circa 6.000 piante, abbiamo promosso numerose azioni istituzionali e partecipate assemblee pubbliche con i cittadini e gli esperti per analizzare il rischio idrogeologico e d'incendio per l'accumulo da allora di legname mai completamente rimosso ".
"Ci sarà tempo per fare tutte le valutazioni del caso sulle responsabilità di quanto accaduto" precisa Finizio "però ora c'è un'altra forte preoccupazione: il rischio che piogge intense, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico, devastino i luoghi immediatamente a ridosso del Monte Goj e della zona della Valbasca in questo nuovo e ancora più fragile scenario. Chiediamo quindi con forza a tutti gli enti competenti interventi urgenti per mettere in sicurezza tutta la zona, evitando un secondo disastro per la Valbasca e per le case di Albate ai piedi del monte".
"Grazie alla preziosa e costante attività in Regione del consigliere regionale Angelo Orsenigo — chiosa infine Gaffuri —, siamo riusciti a ottenere nei mesi scorsi uno stanziamento di fondi regionali di 440 mila euro in favore del Parco della Spina Verde per il ripristino dei luoghi. Come ha già chiesto lo stesso Orsenigo, serve subito un tavolo d'urgenza per rimodulare il progetto del Parco e capire come utilizzare al meglio questi fondi, dato che gli interventi previsti per il prossimo ottobre non sono più adatti alla situazione attuale".