MoVimento 5 Stelle Como

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IL 'SENTIMENT COMASCO 'Venerdì 29 maggio una delegazione del M5S di Como ha partecipato alla trasmissione di Espansione ...
30/05/2026

IL 'SENTIMENT COMASCO '

Venerdì 29 maggio una delegazione del M5S di Como ha partecipato alla trasmissione di Espansione Tivù "Nessun dorma", un evento molto interessante di confronto e un' opportunità per rendere pubblici dei dati significativi sul 'sentiment ' della popolazione comasca non solo sull' operato dell'attuale amministrazione ma anche sui vari schieramenti politici.

Dal dibattito e dai risultati del sondaggio dell'istituto Piepoli emergono a mio avviso alcuni segnali importanti, oltre all'evidente insuccesso della governance dell'attuale sindaco: l'intenzione di partecipazione al voto delle prossime amministrative che si attesta tra il 58 e il 62%, quindi in crescita e il dato degli indecisi, intorno al 23%. La categoria di cittadini che si sente meno rappresentata é quella dei giovani tra i 18 e i 24 anni che rappresentano il futuro non solo di Como ma del nostro paese. Questi sono a mio avviso i numeri che le forze politiche progressiste devono tenere in considerazione.

In quanto alle indicazioni sulle priorità dei comaschi emerse dal sondaggio e le problematiche legate alla vivibilità della città, non siamo per nulla sorpresi. Chi risiede, lavora o semplicemente viene in visita a Como sperimenta sulla propria pelle e sul proprio portafogli quanto la città sia diventata ulteriormente invivibile, caotica e cara. Il nostro programma prevede un cambio radicale di visione sulla mobilità e il sistema trasporti cosi come su altre tematiche centrali come scuola, tutela ambientale, sanità. Il tema viabilità é direttamente collegato a quello dell'inquinamento ma anche della gestione dell''over tourism'.
A questo proposito, crediamo che il turismo sia una grande risorsa ma che va inserita in una pianificazione a 360 gradi che non penalizzi i residenti e riporti un equilibrio in termini di ridistribuzione delle risorse a favore di cultura, politiche giovanili e tutela ambientale all'interno del quadro urbanistico della città.
In quanto alle proiezioni del voto politico del 2027 che ci attesterebbero secondo il 'sentiment ' comasco intorno al 7%, rappresenta sicuramente un dato interessante che cogliamo con positività come punto di partenza del nostro percorso di crescita e radicamento sul territorio.

Concretezza e ascolto partecipativo sono sempre state e sempre saranno le nostre priorità. Al movimento 5 stelle interessa portare un vero cambiamento e la candidata o il candidato sindaco dovrà essere all'altezza di questo obiettivo.
Ringraziamo il direttore Andrea Brambace per l'invito e l'opportunità.

Silvia Alberici
Coordinatrice Provinciale M5S di Como

Da "La Provincia" di oggi, 28 maggio 2026.
28/05/2026

Da "La Provincia" di oggi, 28 maggio 2026.

COMUNICATO STAMPA CANTIERE PARATIE COMO: IL MOVIMENTO 5 STELLE DEPOSITA UN ACCESSO AGLI ATTI IN REGIONE LOMBARDIA “Basta...
27/05/2026

COMUNICATO STAMPA CANTIERE PARATIE COMO: IL MOVIMENTO 5 STELLE DEPOSITA UN ACCESSO AGLI ATTI IN REGIONE LOMBARDIA “

Basta silenzi e rimpalli tra Comune e Regione: i cittadini esigono chiarezza su allagamenti, collaudi, gestione delle pompe e accessibilità del Lungolago” Il Movimento 5 Stelle passa all'attacco sulla gestione del cantiere del Lungolago e del Progetto Paratie a Como. Di fronte al persistente silenzio dell'Amministrazione Comunale e alle criticità strutturali emerse nelle ultime settimane, la Consigliera Regionale del M5S Lombardia, Paola Pizzighini, ha ufficialmente depositato un formale accesso agli atti presso la Direzione Generale Infrastrutture e Opere Pubbliche di Regione Lombardia. L'iniziativa ispettiva mira a fare totale luce sullo stato dell'arte procedurale, economico e tecnico dell'opera. Sotto la lente del Movimento ci sono i verbali di consegna delle aree, i ritardi legati all'allacciamento definitivo delle cabine elettriche ENEL per le pompe di sollevamento, i cronoprogrammi della Commissione di Collaudo e le relazioni tecniche sulle varianti idrauliche destinate a smaltire le acque bianche della convalle. Le recenti sedute del Consiglio Comunale di Como, durante le quali il Sindaco Rapinese ha evitato di entrare nel merito dei nodi cruciali, hanno reso l'intervento regionale non più rimandabile. Così Paola Pizzighini (Consigliera Regionale M5S Lombardia): "Regione Lombardia è subentrata in via diretta al Comune di Como come Stazione Appaltante, assumendosi la responsabilità di un'opera complessa che non comprende solo barriere fisiche, ma sofisticati sistemi idraulici e tecnologici, come le vasche di accumulo e le idrovore. È un diritto dei cittadini, e un dovere del mio mandato elettivo, pretendere trasparenza. Vogliamo visionare tutta la corrispondenza degli ultimi 24 mesi con e-distribuzione per l'attivazione della cabina elettrica, i piani di protezione civile e lo schema di convenzione per la futura gestione ordinaria e straordinaria delle paratie. La Direzione Generale ha ora 15 giorni lavorativi per risponderci: il tempo delle risposte generiche è scaduto." Federica Douglas Scotti (Rappresentante del Gruppo Territoriale M5S Como e Lago): "Il Lungolago è la cartolina di Como nel mondo, ma oggi è anche il simbolo di una gestione amministrativa opaca e lacunosa. Durante l'ultimo Consiglio Comunale del 15 maggio, il Sindaco ha eluso le domande fondamentali. Non possiamo più tollerare che, a fronte di piogge intense e lago alto, la carreggiata continui ad allagarsi perché il sistema di regolazione idraulica non è ancora avviato. Manca del tutto un soggetto gestore formalmente individuato per la sicurezza e il presidio degli impianti: una giungla di competenze irrisolte che mette a rischio l'incolumità pubblica e la viabilità del Lungo Lario. Esigiamo risposte chiare e nel merito." Silvia Alberici (Coordinatrice Provinciale del Movimento 5 Stelle Como): "Oltre ai problemi idraulici, sul Lungolago restano aperti nodi inaccettabili legati all'accessibilità. Sono evidenti dislivelli e pendenze che creano vere e proprie barriere architettoniche, limitando la fruibilità della passeggiata da parte delle persone con disabilità o delle famiglie con passeggini. Il silenzio e l'elusione da parte di chi guida la città non sono tollerabili quando si parla di sicurezza, inclusione e corretta gestione del denaro pubblico. Il Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli istituzionali, rimarrà al fianco dei comaschi per pretendere che l'opera venga consegnata funzionante al 100%, sicura e accessibile a tutti."
Como, 27 maggio 2026

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Il Movimento 5 Stelle attacca la gestione del cantiere del Lungolago e del Progetto Paratie di Como. La consigliera regionale Paola Pizzighini ha presentato un accesso agli atti a Regione Lombardia per ottenere chiarimenti sullo stato tecnico, economico e procedurale dell’opera.

Nel mirino del M5S ci sono ritardi, criticità legate alle cabine elettriche ENEL per le pompe di sollevamento, cronoprogrammi dei collaudi e varianti idrauliche per lo smaltimento delle acque. L’iniziativa arriva dopo le recenti sedute del Consiglio Comunale, durante le quali il sindaco Alessandro Rapinese sarebbe stato accusato di non aver risposto ai punti principali sollevati dall’opposizione.

Pizzighini sottolinea la necessità di trasparenza su un’opera gestita direttamente da Regione Lombardia, chiedendo documenti, corrispondenza tecnica e dettagli sulla futura gestione delle paratie.

Anche Federica Douglas Scotti critica la situazione del Lungolago, parlando di gestione “opaca e lacunosa” e denunciando il rischio di allagamenti e l’assenza di un gestore formalmente individuato per gli impianti idraulici.

Infine Silvia Alberici evidenzia problemi di accessibilità e barriere architettoniche presenti lungo la passeggiata, chiedendo che l’opera venga completata in modo sicuro, funzionante e accessibile a tutti.

Una giornata da facilitatrice centraleQuando alla fine di marzo Silvia Alberici, coordinatrice provinciale del Movimento...
22/05/2026

Una giornata da facilitatrice centrale
Quando alla fine di marzo Silvia Alberici, coordinatrice provinciale del Movimento Cinque Stelle di Como, mi ha proposto di entrare nel team comasco di Nova, di seguire il percorso di formazione in previsione dell'evento e di recarmi con tutto il gruppo a Roma alla prova generale della manifestazione, devo ammettere che ero un po' scettica e anche disillusa rispetto al complesso momento politico che stiamo vivendo. Eppure la mia perenne curiosità e voglia di cimentarmi in nuove esperienze mi ha indotta ad accettare. Il processo di formazione è stato ristretto nei tempi e faticoso per quanto concerne l'impegno. Qualche dubbio e pregiudizio era rimasto. Sulla carta il metodo dell'Open Space Technology, ideato negli anni Ottanta dall'americano Harrison Owen, mi sembrava uno dei tanti metodi sperimentati nelle mie molteplici vite professionali.
E invece la trasferta romana ha abbattuto pregiudizi e preconcetti. Ma che cos'è, esattamente, un OST? Lo strumento nasce dall'osservazione di una paradossale verità: dopo moltissime energie spese nell'organizzazione di convegni e seminari tradizionali, ci si accorge che i momenti più significativi e incisivi della giornata sono quelli del coffee break. È infatti durante queste pause informali che nascono i pensieri più produttivi, perché le persone si muovono liberamente, comunicano con chi scelgono e parlano degli argomenti che ritengono davvero interessanti. È nei luoghi informali e non imbrigliati che ci si confronta, ci si influenza, ci si orienta e si decide: la libertà di muoversi presuppone l'interesse a farlo, e la passione aiuta a costruire e produrre con responsabilità.
L'OST romano è stato realizzato con circa 500 persone provenienti da tutta Italia e quasi trenta stanze o tavoli, tutti orientati a rispondere a una domanda comune: "Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?" In quell'occasione ho potuto ricoprire sia il ruolo di bombo — l'insetto impollinatore che facendo rumore propone idee, dibatte anche agitandosi se necessario — sia il ruolo di farfalla, animale leggero e aggraziato che vola da un tavolo all'altro cogliendo umori, tensioni e tanto entusiasmo. Quello che mi ha colpito è stato appunto l'entusiasmo, la passione, lo stare insieme per costruire qualcosa di buono e positivo. In questi tempi arrabbiati e scostanti non è poco, almeno a mio parere.
Ho proposto anche un tema a cui tengo molto, assumendomi — come prevede il metodo — il piacere e la responsabilità di convocatrice di tavolo: Gestione e valorizzazione dei beni culturali minori. Pensavo non venisse nessuno, tema troppo di nicchia. E invece, quasi un miracolo: è stato un tavolo partecipato da persone comuni ma anche da specialisti del settore. Uno dei punti di forza dell'OST consta proprio nel mettere in contatto e a confronto cittadini comuni e persone con un bagaglio di esperienze e competenze più consistenti, persone che hanno una certa visione di un argomento e persone che ne hanno uno diametralmente opposto. Il dibattito, a volte, può divenire anche serrato, nervoso e franco: ma non è proprio questo il sale della politica intesa nel senso più antico e nobile? Questa, per me, è la democrazia.
Rientrata a Como mi hanno proposto il ruolo di facilitatrice centrale, ovvero colei che presenta il metodo dell'OST, gestisce le sessioni e convoca le plenarie. Ho accettato con estremo entusiasmo. L'OST si basa su quattro principi semplici ma potenti: chi c'è è la persona giusta; ciò che accade è ciò che doveva accadere; quando si inizia si inizia, quando si finisce si finisce; e infine la cosiddetta legge dei due piedi, che consente a ciascuno di muoversi liberamente secondo i propri interessi, spostarsi dove vuole, scegliere se fare il bombo o la farfalla. Chi propone invece un tema al mercato dei temi non può avvalersi di questa legge: si assume la responsabilità del proprio tavolo e lo conduce fino in fondo.
Le più di cento persone — di diversa formazione culturale, politica, professionale e di diverse generazioni — che il 16 maggio hanno partecipato a Nova a Como nella bella cornice del Palazzo del Borgo, in un sabato di sole dopo giorni di pioggia, in una giornata complessa per i tanti eventi sul lago, hanno dimostrato plasticamente che nella società vi è tanta voglia di partecipazione, di cambiamento, di confronto e lasciatemelo dire di politica, quella vera. Le idee, come affermava Owen, si sviluppano anche — e spesso meglio — sorseggiando un caffè e mangiando un dolcetto: per questo negli OST è sempre aperto il punto coffee break. Quello di Como, in linea con il sentire inclusivo della giornata, lo era anche nei fatti.
I partecipanti a Nova Como sono riusciti a tenere vive tre sessioni per complessivi quindici tavoli, che hanno affrontato i temi più variegati. Gli instant report locali di tutti gli oltre cento OST realizzati in tutta Italia — compresi i nostri lariani — sono disponibili online e chiunque può leggerli. A settembre partirà la seconda fase, quella dell'approvazione di un documento di sintesi che verrà discusso in un'assemblea generale formata non solo da rappresentanti del Movimento Cinque Stelle ma soprattutto da cittadini di varia provenienza, riprendendo la struttura dei vari OST locali. Perché Nova non è un sondaggio, non è una convention di partito: è uno spazio aperto alla democrazia, dove si sente finalmente respirare la società.
Questo metodo è replicabile a livello di politica locale. A mio avviso la risposta è positiva. Basta volerlo, non aver paura di andare oltre le differenze, gli orticelli, le confort zone e volare, possibilmente, alto.

Buongiorno, condividiamo l'interessante dibattito nato a seguito di "Nova Parola all'Italia",  svoltosi il 16 maggio a C...
21/05/2026

Buongiorno, condividiamo l'interessante dibattito nato a seguito di "Nova Parola all'Italia", svoltosi il 16 maggio a Como.

https://www.facebook.com/share/18jx5eh5AX/

Ha scatenato il dibattito la riflessione inviata a ComoZero dal professore universitario Luca Michelini che abbiamo titolato “Dai Cinque Stelle a Como ho scorto gli operai mai visti nel Pd. I Dem un ostacolo alla cultura di governo” ma che ovviamente aveva un respiro molto più ampio. Nel solco ...

Vorrei rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile l'organizzazione di NOVA Parola all'I...
17/05/2026

Vorrei rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile l'organizzazione di NOVA Parola all'Italia, uno spazio di confronto svoltosi ieri a Palazzo del Borgo, Como. Ovviamente allo staff organizzativo che ha collaborato direttamente a rendere l'evento possibile: Federica Douglas Scotti, Rappresentante del Gruppo Territoriale che mi ha sostenuto in tutte le attività di coordinamento, Patrizia Di Giuseppe, Facilitatrice Centrale, ruolo che ha svolto con competenza e empatia, così come tutto il team di facilitatori: Alessio Talarico, Paolo Tettamanti, Marco Casertano;
alle ragazze e ragazzi che hanno espletato funzioni logistiche e di accoglienza : Margherita Cattaneo, Sofia Lanni, Fulvio Valsecchi;
ai responsabili della redazione e grafica che in brevissimo tempo hanno dovuto comporre un report istantaneo di tutte le discussioni avvenute nei gruppi: Matilde Cattaneo, Zollo Mattia;
alle convocatrici e convocatori dei tavoli che insieme ai loro 'assistenti' hanno lavorato per scrivere e riassumere tutti gli argomenti emersi.
Un grazie al supporto di persone di esperienza che mi hanno affiancata in questo percorso: Raffele Erba e Giovanni Currò.
Grazie anche ai nostri fornitori di servizi: il fotografo Borri Massimo, tutta la stampa, il catering di "Bistrot at Home" che ha offerto un menù inclusivo e molto apprezzato e ovviamente a tutte/i le/i partecipanti che hanno animato il dibattito con le loro idee e proposte.
Infine grazie a Palazzo del Borgo che ci ha accolto, con la sua eleganza, sobrietà e gentilezza del personale.

Quello che ci aspetta sarà un anno di intenso lavoro, di ascolto, di partecipazione, di concretezza. Credo che NOVA ci ha mostrato chiaramente che deve essere la società civile, nella sua più ampia rappresentanza a dover indicare alla politica le vere priorità delle persone.
Ognuno di noi può contribuire a costruire con il suo mattone, “la casa del cambiamento”, perché tutte le cittadine e i cittadini, al di là dell'appartenenza politica, ambiscono a migliorare la qualità della propria vita, a vivere nella pace, nella salute e liberi da iniquità.
Molti i temi emersi ieri:
Tutela dell' ambiente e degli animali, Lavoro e salari, Sanità pubblica, Sostegno alla disabilità, Palestina e disarmo, Emergenza abitativa, Centralità della scuola pubblica, Asili nido e Educazione all'affettività , Denatalità e Cultura, Giustizia, Spopolamento aree periferiche, Carcere e Immigrazione, Competenze della classe politica, Comunicazione e divulgazione.
Il report è disponibile per chi volesse approfondire.

Grazie.
Silvia Alberici
Coordinatrice di NOVA Parola all'Italia

Si è svolto oggi presso Palazzo del Borgo l’evento “Nova – Parola all’Italia”, appuntamento promosso dal Movimento 5 Ste...
16/05/2026

Si è svolto oggi presso Palazzo del Borgo l’evento “Nova – Parola all’Italia”, appuntamento promosso dal Movimento 5 Stelle nell’ambito del percorso nazionale di costruzione partecipata del programma politico per il futuro campo progressista.

Una giornata intensa e molto partecipata che ha visto la presenza di cento persone tra rappresentanti della società civile , attivisti , associazioni e cittadini provenienti da diverse realtà del territorio comasco.
Un confronto aperto e articolato sviluppato in un’assemblea plenaria e 5 tavoli di lavoro che ha permesso di raccogliere contributi, proposte e riflessioni sui principali temi che interesseranno il futuro programma di governo nazionale.

Al centro dei tavoli di lavoro vi sono stati argomenti molto sentiti quali sanità, lavoro, giustizia, cultura, welfare, diritti sociali, sostegno alle fragilità e sviluppo del territorio.

L’iniziativa comasca si inserisce all’interno di una rete di eventi simultanei organizzati in numerose province italiane, con l’obiettivo di costruire dal basso una piattaforma programmatica nazionale attraverso il coinvolgimento diretto dei territori e della cittadinanza attiva.

“Nova – Parole all’Italia” rappresenta infatti uno dei primi esperimenti su larga scala di partecipazione diffusa finalizzata alla costruzione di un programma politico nazionale, mettendo al centro ascolto, confronto e raccolta di istanze provenienti direttamente dalla società civile.

A coordinare i lavori è stata Silvia Alberici coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle , affiancata dallo staff e dagli attivisti del gruppo territoriale comasco del Movimento 5 Stelle, che hanno gestito i tavoli tematici e la raccolta dei contributi emersi durante l’intera giornata.

Gli spunti e le proposte raccolte saranno ora trasmessi al tavolo nazionale, contribuendo alla definizione delle future linee politiche e amministrative del progetto progressista nazionale.

13/05/2026

CI siamo quasi, sabato 16 maggio, Palazzo del Borgo.
COMO
iscrizioni: www.nova2026.it

08/05/2026

LA RIFORMA VALDITARA DEGLI ISTITUTI TECNICI, PERCHÉ LO SCIOPERO NAZIONALE?

Mentre studenti ed insegnanti contano i giorni che mancano al termine delle lezioni una tempesta si abbatte sugli Istituti Tecnici. E lo sciopero di oggi e la seguente chiamata al tavolo di confronto al Ministero sono indicatori del clima che si respira. La riforma che dovrebbe partire a settembre 2026 sta sollevando un’ondata di proteste da parte di docenti, studenti e sindacati. Ma vediamo in estrema sintesi quali sono le novità.
Con il Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 si è definita la riforma degli istituti tecnici. Il decreto attua la revisione dell'assetto ordinamentale degli istituti tecnici definendo i nuovi indirizzi, le articolazioni e i quadri orari. Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2026/2027. La riforma mira, almeno così viene espresso nei principi, ad allineare la formazione scolastica alle richieste del mercato del lavoro, con un forte focus sulle competenze STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), sulle transizioni digitale ed ecologica e sul supporto al "Made in Italy".
Si introduce anche, almeno a parole, una maggiore flessibilità nei quadri orari. In particolare, è previsto un "tesoretto" di ore (circa 3 ore settimanali in alcuni anni) che le scuole possono gestire autonomamente per attività progettuali o insegnamenti specifici, definiti nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF).
I percorsi rimangono suddivisi nei due settori principali: Economico e Tecnologico, ma si promuove una maggiore connessione tra gli istituti tecnici, il mondo delle imprese e gli ITS Academy, favorendo percorsi di orientamento e ri-orientamento più efficaci.
La revisione dei quadri orari, molto invasiva rispetto all’attuale, in modo particolare per le materie scientifiche teoriche e il disegno tecnico, è strutturata in modo da garantire il mantenimento degli attuali organici dei docenti, evitando situazioni di soprannumero a seguito delle rimodulazioni delle discipline.
Da questo breve excursus non emergono con evidenza le criticità e le contraddizioni del decreto.

Analizziamone qualcuna. La rimodulazione del quadro orario e degli insegnamenti, che viene proposta come innovativa, nella pratica si trasforma in tagli mascherati da modernizzazione: se si vanno a leggere i quadri orari si evidenziano meno ore di italiano, in quinta superiore (proprio l’anno dell’esame di Maturità!), in matematica, storia; dimezzate le ore di scienze, chimica, fisica, tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica. Per efficientare e migliorare l’insegnamento delle Stem si tagliano le ore delle materie Stem e dei laboratori? Si aggiunge il triste caso della geografia, la povera cenerentola della scuola italiana. La geografia, che nei tecnici afferiva a scienze, passa a lettere, quando esiste una vera e propria classe di concorso che viene ignorata. Sono tutte materie di base con un forte impatto di formazione culturale, che contribuiscono alla formazione del pensiero critico.
L’introduzione massiccia delle aziende nella scuola pubblica e l'abbassamento a 15 anni per la formazione scuola-lavoro trasforma gli studenti in manodopera, prima ancora che abbiano avuto la possibilità di raggiungere la necessaria maturazione critica. Si rischia di trasformare gli alunni in manodopera a basso costo, piegando la didattica alle esigenze immediate delle imprese locali anziché formare cittadini capaci di esercitare il pensiero critico e quindi di battersi per i propri diritti.
La proposta è quella di un modello didattico asservito alle esigenze contingenti delle imprese locali. Ma qual è il compito costituzionale della scuola? Formare il lavoratore o il cittadino? Sono prova di questa volontà “aziendalistica” anche l’imposizione, di fatto, della didattica per competenze e delle UDA come unica metodologia accettabile e la richiesta di stipulare accordi con le imprese affinché in aula entrino “esperti del mondo imprenditoriale”.

Il taglio delle ore si traduce inevitabilmente in un taglio di cattedre alla lunga. Primi a pagarne le spese, già dal prossimo anno scolastico, saranno i precari. Nonostante le rassicurazioni, il rischio di esuberi e la perdita del valore legale del titolo di studio (causata da un’eccessiva frammentazione dei programmi e dal fatto che ogni istituto farà a modo suo), sono realtà concrete. Durante i collegi docenti abbiamo assistito a scene inimmaginabili: in nome della osannata flessibilità e autonomia - è stato chiesto ai singoli docenti di deliberare quale classe di concorso sarebbe stata tagliata o accorpata ad altre mettendoci gli uni contro gli altri, chiedendoci di decidere il collega di ruolo che avrebbe perso il posto e di votare affermativamente! In questa “bellum omnium contra omnes” parafrasando il filosofo Thomas Hobbes, della sofferenza dei precari nessuno se ne è occupato.

E infine la beffa finale. Dato il poco tempo a disposizione, mancano pochi mesi a settembre, la riforma partirà in via provvisoria per l’anno scolastico 2026/2027. I dirigenti hanno ricevuto indicazioni di procedere nell'incertezza, senza linee guida definitive e con il parere contrario del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Inoltre bisogna tenere conto che l'orientamento in entrata per le future classi prime è stato fatto sul vecchio ordinamento. Le famiglie hanno scelto un percorso che ora verrà stravolto a iscrizioni già chiuse.
È corretto cambiare le carte in tavola all’ultimo momento?
Dobbiamo quindi chiederci CUI PRODEST? A chi interessa portare avanti una riforma che produce risparmi netti (meno cattedre, meno stipendi) e cittadini meno cittadini e più lavoratori senza diritti.

FIRMATO: un' insegnante di un Istituto Tecnico

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Como
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