30/07/2026
IMMAGINA E POI CHIEDITI SE È DAVVERO IL FUTURO CHE VUOI.
Immagina una città dove, passeggiando la sera, le vetrine sono spente, non perché sia tardi ma perché quei negozi non esistono più.
Immagina una via del centro dove ogni cinque metri trovi la stessa insegna, gli stessi prodotti, gli stessi colori: potresti essere a Como, Ferrara, Vicenza, Bari o Cremona, non farebbe alcuna differenza.
Le città perdono il loro volto quando tutto diventa uguale.
Immagina le grandi catene aprire accanto alle botteghe storiche. Non per creare valore, ma per appropriarsi della reputazione costruita da chi, per decenni, ha dato identità a quelle strade...poi, quando il piccolo commerciante chiude, resta solo l'ennesimo negozio identico a mille altri.
Immagina una famiglia che vive in centro e che, per comprare il pane, il latte o un quaderno sia costretta a prendere l'auto e raggiungere un centro commerciale.
Immagina una città senza librerie indipendenti, senza cartolerie, senza ferramenta, senza negozi di giocattoli, senza botteghe artigiane perché gli affitti commerciali sono diventati insostenibili e tutto ciò che non produce margini enormi viene espulso.
Immagina un centro storico trasformato in una scenografia, bellissimo da fotografare ma sempre meno da vivere, meno abitato, meno autentico.
Immagina orari di apertura sempre più esasperati, che solo le multinazionali possono permettersi, mentre il piccolo commerciante è costretto a lavorare sette giorni su sette fino a rinunciare.
Non è libero mercato, è un mercato dove uno parte con un carro armato e l'altro con una bicicletta.
Qualcuno dirà che è il progresso, noi diciamo che è omologazione.
La libertà di scegliere esiste solo quando esistono alternative. Quando rimangono solo le grandi catene, la scelta è già finita.
Difendere il commercio di vicinato non significa impedire a qualcuno di acquistare un prodotto economico, significa difendere la qualità della vita, il lavoro, difendere le relazioni umane e l'identità delle nostre città.
Una bottega non vende soltanto merce, trasmette esperienza, consiglia, ascolta, crea comunità, tiene accese le luci del centro storico anche quando tutti parlano soltanto di numeri e fatturati.
Per questo crediamo che le amministrazioni abbiano il dovere di intervenire: servono strumenti per tutelare le botteghe storiche, limitare la concentrazione indiscriminata delle grandi catene nei centri storici, favorire attività artigianali, culturali e di servizio ai residenti.
Perché una città non può essere progettata solo per chi la visita, deve essere costruita per chi la vive.
Educare al bello, alla qualità e al gusto non significa imporre cosa comprare, significa difendere il diritto delle persone a poter ancora scegliere prima che tutte le nostre città diventino una copia perfetta l'una dell'altra e quel giorno sarà troppo tardi per accorgerci che non abbiamo perso solo dei negozi, avremo perso la nostra identità.
Un commerciante di Como.
(foto dal web, Venezia)
Il Movimento 5 Stelle promuove da sempre un mercato eco-sociale dove ci sia spazio per le piccole imprese e i negozi di prossimità, all’interno di un quadro complessivo di rigenerazione urbana e di un modello di città e di paese sostenibili, vitali, coesi. Alcuni proposte in sintesi per Como:
- Un Piano Strategico pluriennale del commercio del centro storico
- Stop all'omologazione commerciale, incentivi ai negozi di vicinato
- Recupero dei negozi sfitti, "Patto per i locali attivi"
- Registro comunale delle botteghe storiche, mappe, targhe e itinerari dedicati
- Ricavi del Turismo a sostegno del commercio locale
- Distretto digitale del commercio, piattaforme locali di promozione gratuite
- Meno burocrazia, più impresa (incentivi e digitalizzazione dei procedimenti)
- Accessibilità e mobilità intelligente in città
- Consulta comunale del Commercio e Artigianato per una partecipazione attiva
In questa prospettiva crediamo che la legge d’ iniziativa popolare promossa da Confesercenti di Como sia un buon punto di partenza per invertire una rotta preoccupante . Il link per firmare:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009