Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve

Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve Pagina istituzionale della Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve.

🌸 CONSELVE IN ROSA – UN GESTO DI SOLIDARIETÀ CHE CONTINUA! 🌸La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve e l’A...
06/09/2026

🌸 CONSELVE IN ROSA – UN GESTO DI SOLIDARIETÀ CHE CONTINUA! 🌸
La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve e l’ASD Gruppo Podistico Conselvano, organizzatori della Conselve in Rosa, sono lieti di invitare tutta la cittadinanza alla cerimonia di consegna degli assegni con il ricavato dell’8ª edizione della manifestazione. 💗

📅 Venerdì 11 settembre 2026
🕣 Ore 20:45
📍 Piano Nobile di Palazzo Zen – Sede Municipale, Conselve

Sarà un momento importante per condividere e celebrare insieme il risultato di una manifestazione nata per unire sport, comunità, prevenzione e solidarietà. 🎀
Il ricavato sarà destinato alle associazioni beneficiarie:
🎗️ Città della Speranza
🎗️ .O.V- Istituto Oncologico Veneto
🎗️ LILT Padova
🎗️ Centro Veneto Progetti Donna

Un grazie speciale va a tutti coloro che hanno partecipato, agli sponsor, alle associazioni e ai titolari dei negozi che, con il loro prezioso contributo, hanno reso possibile questa importante iniziativa. ❤️
Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme questo bellissimo momento di solidarietà!

30/08/2026

🤗🎊

12/06/2026

Grazie ad AVIS per essere stata presente alla Conselve in Rosa per portare la propria voce sull'importanza del donare il proprio sangue/plasma affinché si possa continuare a salvare vite.
Contatta AVIS del Conselvano e scopri l'iter per poter diventare un donatore.

12/06/2026

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato all'8° edizione della Conselve in Rosa!
Grazie a LILT Padova per esserci stata e aver portato la sua voce sulla importanza della prevenzione.

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve vi invita tutti all'appuntamento della Conselve in Rosa.Vi aspett...
10/06/2026

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve vi invita tutti all'appuntamento della Conselve in Rosa.
Vi aspettiamo numerosi!

"CONSELVE IN ROSA 2026 - VIII EDIZIONE"

Il giorno 12 giugno 2026, con partenza alle ore 20 dal Pra' Comunale, avrà luogo l'ottava edizione della celebre corsa "Conselve in rosa" che l'anno scorso ha visto la partecipazione di ben 3.000 persone.

Il ricavato sarà devoluto in beneficienza a favore della Città della Speranza, IOV, Centro Veneto Progetti Donna (che segue lo sportello anti violenza nel Comune di Conselve) e LILT.

Iscrizioni aperte sino al 12 giugno presso i negozi indicati nella locandina, oppure online sul sito conselveinrosa.it oppure ancora il giorno stesso, 12 giugno dalle 18.30 alle 19.45, sarà possibile iscriversi presso il punto iscrizioni.

Buona corsa/marcia a tutti!

-Testo dal post di Lorenzo Tosa-Ieri sera (2 giugno) questa grande artista che di nome fa Paola Cortellesi, in piazza de...
04/06/2026

-Testo dal post di Lorenzo Tosa-

Ieri sera (2 giugno) questa grande artista che di nome fa Paola Cortellesi, in piazza del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica e in faccia - lasciatemelo dire - a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ha tenuto una delle orazioni più alte degli ultimi anni sul vero e autentico senso della Festa della Repubblica.

Lo ha fatto facendo i nomi e i cognomi delle DONNE che questa Repubblica hanno contribuito a costruirla e a renderla possibile.

[...]

"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.
Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.

E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.

Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivamente ricondotte anche per legge a un unico ruolo considerato naturale: moglie, madre, custode del focolare.

La propaganda fascista celebrava la maternità come missione patriottica: dare figli alla nazione. Ma dietro quella retorica c'era un progetto di limitazione dell'autonomia femminile. Alle donne fu proibito di dirigere scuole medie e superiori, di insegnare materie considerate di alto profilo, come filosofia e storia nei licei.

L'istruzione di bambine e ragazze fu orientata verso lavori donneschi, ovvero mansioni domestiche. Gli studi superiori e le professioni intellettuali venivano altamente sconsigliati. E nel caso in cui una studentessa avesse avuto l'arroganza di proseguire gli studi, avrebbe comunque trovato tasse universitarie raddoppiate rispetto a quelle degli studenti.

Accanto alle norme, anche gli scritti ideologici del tempo teorizzavano la subordinazione femminile.

In questi passaggi del volume ‘Politica della famiglia’ del 1938, scritto dall'economista fascista Ferdinando Loffredo, affiora, a voler pensar male, un certo pregiudizio misogino, seppur velatamente accennato tra le righe: ‘La indiscutibile minor intelligenza della donna ha impedito di comprendere che la maggiore soddisfazione può essere da essa provata solo nella famiglia’.

E ancora: ‘Il lavoro femminile crea nel contempo due danni: la mascolinizzazione della donna e l'aumento della disoccupazione maschile’.

In sintesi è: ‘Vengono a rubarci il lavoro’. Questo concetto, devo dire, va ancora fortissimo. È un jolly da giocarsi a seconda delle categorie. Allora erano le donne.

Eppure, in questo oscuro scenario di disuguaglianza, ci furono ragazze giovanissime che decisero di ribellarsi. In un momento storico in cui dissentire non consisteva nel pubblicare una storia su Instagram, ma voleva dire mettere a rischio la propria vita.

Adottarono un nome di battaglia, come misura di sicurezza per sé e per i compagni, e si unirono alle circa 300.000 persone impegnate nella resistenza contro il nazifascismo.

Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska, staffetta, a 16 anni andava in bicicletta con i messaggi nascosti nelle trecce e una piccola rivoltella nel reggipetto per uccidersi qualora fosse caduta nelle mani dei naz*sti. Non ne ebbe bisogno e dopo la guerra girò per le campagne con il facsimile della scheda elettorale per mostrare alle braccianti come apporre il proprio voto su questo misterioso ma importantissimo documento.

Tina Anselmi aveva 17 anni quando fu costretta ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri in piazza. Decise di unirsi alla resistenza. Dedicò poi tutta la sua vita alla tutela dei diritti civili e sociali delle donne.

Irma Bandiera venne catturata da una squadra fascista e seviziata in ogni modo possibile per giorni affinché rivelasse informazioni sui propri compagni. Non lo fece. Venne accecata e uccisa da una raffica di mitra e il suo corpo fu esposto pubblicamente perché tutti vedessero qual era la fine che toccava ai nemici del regime. Aveva 29 anni.

Molte di quelle ragazze erano adolescenti. Molte di quelle ragazze erano adolescenti, non avevano ancora il diritto di lavoro, ma stavano già scegliendo il futuro dell'Italia. E quella scelta aveva un prezzo reale. Il carcere, la tortura, la morte.

Alcune partigiane, finita la guerra, entrarono persino nell'assemblea costituente. Nilde Iotti, che aveva partecipato alla resistenza nei gruppi di difesa della donna, divenne una delle 21 donne costituenti e anni dopo la prima presidente della Camera.

Teresa Mattei, partigiana a 20 anni, contribuì alla scrittura dell'articolo 3 della Costituzione, quello che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Ma accanto a queste figure straordinarie c'era la moltitudine silenziosa delle donne comuni, quelle piegate dal lavoro fin dall'infanzia, indottrinate alla sottomissione, destinate nei casi migliori a una vita di obbedienza e nei peggiori a subire ogni sopruso, che avevano allevato i figli nella fame, sotto i bombardamenti, lavorato nei campi, fatto code interminabili per un pezzo di pane e poi contribuito a ricostruire un paese devastato dalla guerra.

Insomma: quelle che non sarebbero finite nei libri di storia e che raramente sono state ringraziate. Proviamo a immaginare cosa abbia significato per quei milioni di donne essere finalmente considerate cittadine, non più soltanto madri o mogli, ma persone. Titolari di una volontà politica e di diritti, essere convocate attraverso il voto a partecipare alle decisioni che riguardavano il futuro collettivo.

Si saranno percepite come gocce nel mare o come parte attiva di qualcosa di più grande? Con quale emozione avranno vissuto quel momento?

La giornalista Anna Garofalo raccontò così quei giorni: "Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame. Ripassiamo mentalmente la lezione, quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, da pari".

Da pari. Con quel gesto nasceva la promessa di una repubblica fondata sulla dignità e sull'uguaglianza.

La promessa di un paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire scegliere chi governa, partecipare alla vita pubblica senza paura.

Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall'obbedienza imposta.

L'effettiva parità salariale, la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità. Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute.

Dobbiamo lavorarci.

Dico ‘dobbiamo’ perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo, allora ogni cittadino può e deve fare la sua parte. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare. E quel diritto conquistato 80 anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla.

Oggi, festeggiare gli 80 anni della Repubblica Serve a tenere bene a mente quanto sia prezioso vivere in democrazia, che nessun tiranno decida per noi. Serve a ricordare da dove veniamo, a onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e a impegnarci ogni giorno a meritarla.

Irma Bandiera, prima di essere fucilata a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre: "Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l'ho tanto voluto io stessa".

Quelli dopo di lei siamo noi".

STRAORDINARIA!
Testo tratto dal post di LorenzoTosa

26/05/2026
21/05/2026
In occasione della Giornata Internazionale del 17 maggio contro l’omolesbobitransfobia, la Commissione Pari Opportunità ...
20/05/2026

In occasione della Giornata Internazionale del 17 maggio contro l’omolesbobitransfobia, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve ha promosso e finanziato la proiezione del film "Stranizza d'amuri".

La mattina, alle ore 8.30, hanno partecipato due classi di Enaip Conselve e una classe seconda della scuola media, mentre la sera, alle ore 20.45, la proiezione è stata aperta a tutta la cittadinanza.

Entrambi gli appuntamenti hanno visto una buona e sentita partecipazione, segno dell’attenzione e della sensibilità della comunità verso temi importanti come il rispetto, l’inclusione e la tutela dei diritti di ogni persona.

“Stranizza d’amuri” è un film particolarmente significativo perché racconta, con delicatezza e umanità, una storia vera di amore e libertà, mettendo in luce le conseguenze del pregiudizio e dell’odio. Attraverso il linguaggio del cinema, soprattutto per i più giovani, diventa uno strumento prezioso per educare all’empatia, contrastare stereotipi e discriminazioni e promuovere una cultura fondata sul rispetto delle differenze.

🌸 Conselve in Rosa – 12 giugno 2026🌸La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve è lieta di sostenere anche qu...
15/05/2026

🌸 Conselve in Rosa – 12 giugno 2026🌸

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Conselve è lieta di sostenere anche quest’anno Conselve in Rosa, la marcia non competitiva organizzata dal Gruppo Podistico Conselvano in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità.

📅 Venerdì 12 giugno 2026
🕗 Ore 20:00
📍 Prà Conselve

Un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza, all’insegna della condivisione, della solidarietà e della sensibilizzazione, con finalità benefiche a sostegno di importanti realtà del territorio impegnate nella ricerca e nel supporto alle persone:

🎗️ IOV - Istituto Oncologico Veneto
🎗️ Fondazione Città della Speranza
🎗️ Centro Veneto Progetti Donna
🎗️ LILT Padova

Partecipare significa contribuire concretamente a promuovere valori di inclusione, prevenzione e attenzione alla salute, attraverso un momento di comunità e partecipazione condivisa.
Vi aspettiamo numerosi per camminare insieme in una serata dedicata alla solidarietà e al benessere della comunità.

N.B.: I kit possono essere acquistati presso i rivenditori presenti nella locandina e presso il gazebo dedicato durante il mercato cittadino del mercoledì.

Indirizzo

Piazza Settembre XX, 32
Conselve
35026

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