03/02/2026
"UN CONSIGLIO DI CLASSE IN BIBLIOTECA"
Lunedì 2 febbraio 2026 alle ore 17.00, si è svolto, presso la Biblioteca Comunale, un incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale di Contigliano per un confronto sull’andamento della mensa scolastica dell’Istituto Comprensivo Malfatti. La materia è di rilevante interesse e fin qui nulla di strano. Le stranezze si trovano nella modalità di comunicazione usata per indire la riunione, una convocazione firmata dall’assessora alle politiche scolastiche, fatta protocollare (n. 954/2026 del 28.01.2026) e pertanto a tutti effetti atto formale, dunque ufficiale.
Il documento si presenta formalmente scorretto già nell’oggetto, nel quale si legge “Incontro del 02.02.2026”: non è minimamente indicato il contenuto della comunicazione, ben chiaro nel dispositivo. Di primo impatto, chi legge ha l’impressione che si discuta di una data. Non solo l’Amministrazione invita ma firma un’assessore e non il sindaco. Ma la prima sostanziale stranezza si trova nell’elenco dei destinatari della comunicazione: i rappresentanti dei genitori degli alunni della scuola dell’infanzia e primaria, i rappresentanti del Consiglio d’Istituto di Contigliano, gli insegnanti che usufruiscono del servizio di refezione scolastica (le maestre e i maestri). Cioè sono state invitate tutte componenti della scuola. Allora è necessaria qualche precisazione di carattere normativo: i rappresentanti dei genitori vengono eletti all’interno della scuola, fanno parte di un organo della scuola chiamato consiglio di classe, presieduto da un soggetto della scuola chiamato Dirigente scolastico; il Consiglio d’Istituto è un organo elettivo della scuola, con un solo membro di diritto, il Dirigente Scolastico, un organo che, una volta chiamato in causa, risponde con tutti i membri - non solo con una parte (qui Contigliano) - e che nomina apposite commissioni per la gestione di alcuni servizi, nel caso specifico la commissione mensa; gli insegnanti sono lavoratori della scuola e, al pari dei genitori, fanno parte dei Consigli di Classe presieduti dallo stesso soggetto chiamato Dirigente Scolastico che li convoca attraverso comunicazioni ufficiali con la qualifica di docenti solo e soltanto all’interno dell’Istituzione scolastica. Ma la dirigenza scolastica non risulta tra gli invitati, sebbene, coadiuvata dal DSGA (Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi), sovrintenda al funzionamento del servizio mensa all'interno della scuola. Non interessa conoscere le motivazioni per cui tra i destinatari della comunicazione non compaia il capo d’Istituto, né interessa sapere che tipo di relazioni intercorrono tra amministrazione comunale e dirigenza scolastica; interessa invece sapere per quale motivo e con quale autorità un assessore utilizzi un atto formale per invitare ad una riunione i componenti di un’organizzazione sulla quale non ha alcuna competenza ed esclude una figura che invece su quell’organizzazione la competenza ce l’ha. Per superare questa indebita ingerenza sarebbe stato sufficiente che l'Amministrazione organizzasse un'assemblea, in via informale, aperta ai genitori degli alunni che usufruiscono del servizio mensa ed a generici operatori della scuola.
La seconda stranezza riguarda il giorno e l'orario dell’incontro e le modalità di trasmissione della comunicazione agli interessati. L’incontro viene fissato di lunedì alle ore 17.00. Per essere stata presidente del Consiglio d'Istituto e già responsabile della scuola nella precedente amministrazione, l’assessora che ha firmato il documento dovrebbe sapere che gli insegnanti interessati al servizio di refezione sono in gran parte docenti di scuola primaria impegnati nell’attività di programmazione ogni lunedì dalle 16.30 alle 18.30. Siamo sicuri che l'amministratrice comunale lo abbia dimenticato in buona fede. Ma se alla probabile dimenticanza aggiungiamo, come espressamente dichiarato, che il documento è trasmesso a due soli rappresentanti incaricati di provvedere all’inoltro ai rappresentanti dei genitori ed agli insegnanti in indirizzo, ad esclusione, sembra, dei componenti del Consiglio d’Istituto comunque indicati fra i destinatari ma dimenticati tra gli invitati, qualche perplessità è più che legittima: un’assessora del Comune incarica due soggetti, a lei estranei perché eletti per uno scopo nella scuola, di fare da tramite per una comunicazione che doveva essere trasmessa ad ogni singolo invitato. Tra le mail di molti invitati non c’era nulla: zero comunicazioni. L’esiguo numero di persone che ha risposto all’invito testimonia qualche difettuccio grossolano. Ebbene, per chiarezza anche verso i cittadini, si ricorda che un componente della Giunta comunale, in questo un caso po’ sprovveduto, oltre che presuntuoso, deve sapere che ogni funzionario o amministratore che firma una comunicazione per un incontro, formalizzata con numero di protocollo, ha l’obbligo di controllare che il contenuto sia corretto e inequivocabile, che il documento sia trasmesso puntualmente e per vie ufficiali a tutti gli invitati, che nel contenuto non ci siano elementi che travalichino le competenze dell’amministrazione e invadano quelle di altri soggetti giuridici. Un documento ufficiale non è un post e WhatsApp non è un canale istituzionale, sebbene utilizzato con insistenza da chi ha bisogno di assicurarsi il consenso.
Cittadini di Contigliano e del suo territorio che guardano, riflettono e denunciano perché amano la propria terra.