05/09/2026
🔴Energia: Lorefice (M5S), si tassino extraprofitti veri, non i Comuni
Roma, 4 set. (LaPresse) - “La valanga di profitti conseguiti negli ultimi anni dai colossi energetici andrebbe sicuramente tassata per una sacrosanta redistribuzione a favore di famiglie e imprese oggi mangiate vive dall'inflazione energetica nel suo complesso. Ma non si può brandire un ambiguo concetto di 'extraprofitto' per negare risorse ai Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, che gestiscono impianti rinnovabili e che hanno bisogno di risorse per continuare a investire, per esempio nelle Comunità energetiche, uno dei principali strumenti per sottrarre gli italiani alla ghigliottina del caro energia. Purtroppo invece emergono realtà in cui il Gse, la società pubblica che gestisce gli incentivi alle rinnovabili, sta mettendo alle strette i Comuni stessi con richieste di restituzioni di soldi, a titolo di 'extraprofitto', su cui occorre riflettere con grande attenzione. Nel 2022, durante la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina e ai rincari del gas, il governo Draghi introdusse un meccanismo di compensazione per i produttori di energia da fonti rinnovabili. In pratica venne fissato un prezzo di riferimento e se il prezzo di mercato dell’energia risultava superiore a quella soglia, la differenza, il cosiddetto 'extraprofitto', doveva essere restituito. Se risultava inferiore, il Gse integrava la differenza. I Comuni sono coinvolti perché molti di essi, soprattutto piccoli e medi, sono titolari di impianti rinnovabili incentivati. Chiedere la restituzione di queste risorse, come sta facendo a tappeto il Gse sulla base del suddetto meccanismo, è molto rischioso. Lo stesso meccanismo del 2022, del resto, nasceva per colpire i profitti 'inattesi' di chi produceva energia rinnovabile in un momento di prezzi estremamente alti. L’intento originario aveva una logica di equità, per evitare che la crisi generasse rendite eccessive. Tuttavia, applicarlo in modo automatico e retroattivo agli impianti di proprietà pubblica dei Comuni crea un paradosso: si prelevano risorse da enti che usano (o dovrebbero usare) quei proventi per servizi essenziali, riduzione dei costi energetici locali o investimenti sul territorio. Per questo, come M5S, siamo pronti a ve**re incontro ai Comuni, salvaguardando le prerogative del Gse, proponendo modifiche normative, anche in vista della prossima Manovra. Riteniamo per esempio che si potrebbero valutare alcune ipotesi: l'esclusione o la sospensione del recupero di risorse economiche per gli impianti di proprietà o in gestione diretta dei Comuni, soprattutto se i proventi sono destinati a finalità pubbliche; la rateizzazione lunga e senza interessi per gli enti locali già in difficoltà di bilancio, per evitare tagli ai servizi; la riforma del meccanismo in modo che non disincentivi gli investimenti pubblici e delle Comunità energetiche rinnovabili; una richiesta di maggiore trasparenza al Gse, per criteri, tempi e modalità di calcolo, evitando prelievi forzosi unilaterali sugli incentivi in corso. Insomma, sì alla lotta agli extraprofitti, no a un recupero punitivo e automatico che impoverisce i Comuni e frena la diffusione delle rinnovabili pubbliche e di comunità”. Lo comunica il senatore Pietro Lorefice, segretario di Presidenza del Senato e capogruppo M5S in Commissione politiche Ue.