26/07/2026
KO incrociato: la Corte dei Conti mette alle corde l'Amministrazione, così come l'Amministrazione mette al tappeto lo sport coratino.
Ha suscitato grande clamore la Deliberazione n. 142/2026 della Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti pugliese.
Ciò che emerge è la presenza costante di un cancro che sta consumando dall'interno l'Amministrazione Comunale di Corato che si chiama improvvisazione.
Manca una visione organica di breve, medio e lungo periodo.
Tutto è estemporaneo e niente è sistematico.
Dalla lotta all'evasione che è risultata un'azione occasionale al gravissimo rischio che accompagna le opere PNNR di cui, visto il modus operandi superficiale, non solo si rischia di perdere i finanziamenti ma manca di certo la predisposizione nel bilancio di quelle poste che assicurino nel tempo la sostenibilità degli oneri di gestione, funzionamento e manutenzione.
Anche lo sport cittadino registra una grave crisi.
Prova ne è la fallimentare gestione degli spazi ad esso destinati.
Il sindaco ha dichiarato di aver mantenuto aperto il palazzetto, grazie ad una sua firma. Dimentica che ora lo lascerà chiuso senza spazi sostitutivi. Dimentica che la stessa firma non la mise per tenere aperto lo stadio.
Quindi, ieri e ancora oggi, lo sport coratino si ferma e non si iscrive ai campionati.
*C'è una retorica narrativa emozionale che spende in modo sconsiderato e supponente copiose risorse finanziarie in ambiti propagandistici, con metodologie anti economiche che non mirano al risparmio delle esigue risorse pubbliche.* Una retorica che non è in grado di formulare cronoprogrammi di spesa e di corrispondente azione gestionale.
I cittadini, sono condotti all'interno della torre di babele o del Titanic.
Il rischio è un dissesto finanziario, lo stesso che in tempi non remoti ha vissuto la vicina città di Andria.
Il rischio è una città che anziché portarsi avanti, si aggroviglia su se stessa.
L'Amministrazione assuma reali misure correttive, a partire da un potenziamento della macchina amministrativa, sguarnita nei suoi punti nevralgici di gestione e la smetta di scaricare responsabilità e possibili danni erariali sul personale.