23/04/2025
Comunicato per il 25 Aprile
Libertà è anche poter scegliere davvero
Il 25 aprile ci ricorda che la libertà non è solo un bene da celebrare, ma una responsabilità da esercitare. È un’occasione per riflettere su cosa significhi, oggi, essere davvero liberi all’interno di una comunità democratica: non solo votare, ma poter partecipare in modo autentico ai processi decisionali.
Nel nostro contesto locale, però, questa partecipazione rischia sempre più spesso di assumere una forma ambigua. Si parla molto di coinvolgimento, di cittadinanza attiva, di iniziative “propositive” ma non sempre queste pratiche aprono spazi di libertà. Talvolta, al contrario, li chiudono.
Esiste infatti una forma di proattività negativa: è quella che veste l’apparenza del dialogo, ma nella sostanza guida il cittadino verso un percorso già definito. Si presentano scelte come condivise, ma sono il frutto di una regia stretta. Si promuovono incontri e laboratori, ma con obiettivi preconfezionati. Il risultato? Si partecipa solo per confermare ciò che è già stato deciso.
Un esempio ricorrente si trova nei progetti di rigenerazione urbana o culturale, dove le associazioni presentano proposte già definite, corredate da rendering, slide e cronoprogrammi, lasciando ben poco spazio alla discussione reale. Quando i cittadini pongono domande o sollevano dubbi, vengono tacciati di “fare polemica” o di “non voler cambiare le cose”.
In alcuni casi, i medesimi soggetti che promuovono queste iniziative occupano posizioni chiave sia in ambito associativo sia politico-amministrativo. Si crea così un ecosistema chiuso, in cui le stesse persone decidono cosa è utile, chi può partecipare e quali voci sono considerate “costruttive”. Chi propone alternative viene etichettato come ostile o inattuale.
I dati lo confermano: a Corio, nel 2024, ha votato solo il 54,9% degli elettori. Un dato che non può essere letto solo come disinteresse: è anche e soprattutto una spia di sfiducia. Quando i cittadini non sentono che la loro voce può davvero incidere, si allontanano. E questo allontanamento è un impoverimento per tutti.
Per questo il 25 aprile non deve limitarsi al ricordo. Deve essere anche uno stimolo: a chiederci che tipo di partecipazione stiamo favorendo, se stiamo costruendo una comunità realmente libera o se stiamo guidando i cittadini lungo strade già tracciate. La libertà non è solo fare, ma lasciare spazio agli altri di fare, di proporre, di dire “no” e di immaginare “altro”.
La vera partecipazione non si impone.
Si costruisce insieme, con tempo, ascolto e fiducia.
Carlo Marena
Capogruppo di "Buon Senso per Corio" in Consiglio Comunale