14/07/2023
Si è da poco conclusa la seduta della commissione consiliare istruzione, cultura e sport, con la discussione della bozza del nuovo regolamento per la gestione degli Asili Nido Comunali.
Insieme al gruppo del Partito Democratico Di Cormano, abbiamo deciso di presentare 5 emendamenti (allegati di seguito), con l'obiettivo di giungere ad un risultato che tutelasse il diritto di tutti i bambini cormanesi (e non solo) a usufruire del servizio pubblico del nido.
Ciò che ha guidato il nostro lavoro, è stata la profonda convinzione che il nido rappresenti una tappa fondamentale per l'educazione e lo sviluppo sociale e culturale dei bambini.
Il testo originale non ci ha convinti, in particolare negli articoli riguardanti:
-La non ammissione al servizio per coloro che risultano morosi dagli anni precedenti e le dimissioni d'ufficio in caso di mancato pagamento della retta per tre mesi:
la maggioranza ci tiene ad evidenziare la loro vicinanza alle famiglie, soprattutto a quelle che vivono in condizioni economiche più svantaggiose, e, al contempo, rivendica l'utilizzo del "pugno di ferro" contro i "furbetti"; ne fa una questione etica e di correttezza nei confronti di chi paga regolarmente. Per questo motivo, ha deciso di bocciare il nostro primo emendamento. Come opposizione, pensiamo che non sia giustificabile in nessun modo l'esclusione di un bambino dal servizio e che esistano degli strumenti alternativi - e decisamente più efficaci - a disposizione del comune per il recupero dei crediti (strumenti che, a loro dire, stanno usando, con ottimi risultati). "Le colpe dei genitori non dovrebbero ricadere sui figli", eppure questi articoli, che di etico hanno poco, sembrano più una vendetta attuata sulla pelle dei piccoli cormanesi, che un effettivo deterrente per i genitori.
-I criteri per l'assegnazione dei punteggi ai fini della compilazione della graduatoria:
nel testo originale sono previsti 25 punti nel caso di entrambi i genitori lavoratori, 10 punti nel caso di un solo genitore occupato, 3 punti nel caso di entrambi i genitori non occupati. Gli assessori presenti e i consiglieri di maggioranza ripetono più volte un concetto che, a loro dire, costituisce la ratio di questo regolamento: il servizio del nido è pensato principalmente come supporto per le famiglie che non possono occuparsi dei propri figli per motivi lavorativi. Tuttavia, leggendo il secondo articolo del medesimo regolamento, "definizione e finalità del servizio", non si riscontra alcun riferimento a tale concetto; al contrario, viene evidenziata la centralità del bambino come vero beneficiario del servizio. Se da un lato anche noi riconosciamo l'importanza della funzione del nido di supporto ai genitori lavoratori, dall'altro ci sentiamo di rimarcare il contenuto del secondo articolo, a cui non viene dato seguito nel resto del regolamento. La nostra proposta (emendamento 2: bocciato) di modifica dei punteggi tenta di diminuire i divari e permetterebbe, ad esempio, ad una famiglia con entrambi i genitori non occupati (5 punti) e uno o entrambi i genitori con una invalidità riconosciuta uguale o superiore al 75% (15 punti) - 20 punti totali - di ottenere un punteggio superiore ad una famiglia con entrambi i genitori lavoratori - 15 punti (confronto che, secondo i criteri del testo originale, favorirebbe la seconda situazione).
-Sempre nell'articolo sulla graduatoria, viene scritto, nel testo originale, che "i genitori studenti sono assimilabili ai lavoratori nel caso in cui documentino che la frequenza ai corsi sia obbligatoria". La nostra proposta (emendamento 3) è stata di eliminare il riferimento all'obbligatorietà della frequenza. Dall'assessora competente arriva la proposta di ulteriore modifica: "i genitori studenti fino a un'età di 26 anni sono assimilabili ai lavoratori". Perfettamente in linea con la politica del governo, che decide di inserire il termine "merito" nella denominazione del ministero dell'istruzione, si introduce un criterio per stabilire quali bambini meritino e quali no di accedere ad un servizio essenziale (come lo è il nido), sulla base del supposto merito dei propri genitori (avere o meno completato gli studi universitari "in tempo"). È scontato dire che questa proposta non ci soddisfa. Tuttavia, dovendo fare di necessità virtù, abbiamo deciso di accogliere la modifica all'emendamento, che riteniamo comunque migliorativa rispetto al testo originale.
-La non previsione di alcun tipo di rimborso in caso di assenza:
lo chiede la Regione: è necessario ottimizzare le operazioni di contabilità del servizio nido. Via gli inutili ed eccessivamente complicati calcoli per la quantificazione del rimborso in caso di assenza, anche per assenze giustificate (come in caso di malattia) e prolungate nel tempo. La nostra proposta di prevedere un rimborso in caso di assenza per più di 10 giorni (emendamento 4), è stata bocciata. Alla faccia della vicinanza alle famiglie!
Matteo De Berardinis - Consigliere - Lista Civica Cormano per Alessandro Milani