07/06/2017
Le nostre vallate indimenticabili...
Grazie Andrea Scanzi..
I diari della motocicletta (La circumnavigazione di Cortona)
“Calzolaro”, chi era costui? Un paese del comune di Umbertide. Sarà il mio punto di riferimento nel viaggio odierno. E sia messo agli atti che non usavo “odierno” dal ’77. L’idea è quella di circumnavigare Cortona, lambendo parte di quelle strade che facevo a cavallo (m***a western, please) quando avevo meno anni e più tempo. Percorro i trenta chilometri da Arezzo a Cortona con la consueta sicumera crassa, che non è tanto mia quanto di Abigail: me la passa lei per osmosi. Prima di salire per Cortona devio per Fratta Santa Caterina. Ci ho vissuto quattro anni, quando più o meno è cambiato tutto. Non vedo la mia vecchia casa da due anni. Parcheggio Abi davanti al cancello e scatto una foto. Poi riparto. Cortona brulica di turisti, auto parcheggiate alla nardella e centauri della domenica proprio come me. Salgo in direzione Torreone e, una volta oltrepassata, non c’è più traffico. Non c’è più nessuno. Solo curve, tornanti, un’idea lontana di Lago Trasimeno e verde ovunque. La strada è splendida e Abi la asseconda con garbo. Stamani è particolarmente in forma. Giungo a Portole e ogni scorcio, qui, sarebbe da foto. A sinistra c’è la locanda. La saluto e proseguo in direzione Città di Castello. La strada scende, si perde nel bosco ed è ancora nowhere. Un rettilineo mi conduce al passo di Cerventosa. E’ qui che la natura diventa deliberatamente satolla di quella bellezza che, a ogni angolo, sembra ripeterti: “Non vedrai mai più nulla di così sublime”. C’è dell’arroganza meravigliosa, in tutta questa bellezza. Un’arroganza che ti fa bene. Scatto un'altra foto e poi riparto verso il nulla. Ogni tanto qualche agriturismo, case fuori dal tempo e qualche ciclista che sbuffa. Ne affianco uno, lo saluto e lui mi risponde: “Nardella per sempre”. La gente è strana e c’è disagio vero in giro. Ecco Teverina, frazione di Cortona. Pochi chilometri e siamo in Umbria. Il passaggio di regione è salutato da un manto stradale che diviene allegramente inaccettabile per un po’. La strada si fa meno paesaggistica. Incontro piccoli paesi ora nel comune di Città di Castello e ora di Umbertide: San Leo Bastia, Molino dei Lunghi, San Pietro a Monte. Poi, finalmente, Calzolaro. Fotografo il cartello stradale e, giustamente, mi guardano tipo “Che c***o fotografi?”. In effetti. Verna e Montecastelli coincidono con l’interregno tra Città di Castello e Umbertide. Punto la seconda, perché devo prendere Cortona a tradimento. Quindi alle sue spalle. Giro per Niccone e, qui, per quindici chilometri la strada è garbata come piace a me. Poche case, spazi aperti. Molino Vitelli, Spedalicchio, Sant’Andrea di Sorbello. Quanto sono strani, i nomi dei posti. Abi è felice come i cavalli quando hanno l’illusione di essere liberi. Arriviamo a Mengaccini e poi Mercatale in un attimo: siamo tornati nel comune di Cortona. E’ la Pierle Valley. Vi piace? A me sì, e non poco. A destra c’è la Rocca di Pierle. Salgo e mi lascio affascinare da questo borgo felicemente sospeso in un cucuzzolo discreto. Parcheggio sotto una casa antica, le finestre sono aperte e una donna sta gridando al marito che è un id**ta. Si vola. Meglio ripartire. Questa strada l’ho fatta altre volte, però in auto. E’ la statale della Val di Pierle. L’ho sempre adorata: tornanti cattivi, ma non cattivissimi. Scanizza, La Dogana, Pergo. Abi borbotta con supponenza fiera. Quindi saliamo a destra e - in cambio di quattro chilometri ansimanti - abbiamo in dono Cortona. Ancora più auto, e turisti, di due ore prima. Sono tutti vestiti da estate, mentre io sono un cowboy con tanto di stivaloni e foulard. Tamarri si nasce, e per fortuna si rimane. Parcheggio alle porte del centro storico e vado da Arnaldo. Taverna Pane e Vino, giusto davanti al Teatro Signorelli. Vini naturali come se piovesse: la sua carta dei vini è così. Due bruschette, un’insalata e un buon bianco. Magari rifermentato in bottiglia. E’ sufficiente per il pranzo. Passa un tempo imprecisato, poi si può tornare. All’altezza di Policiano, Abi festeggia i suoi primi 2mila chilometri. Oggi, insieme, ne abbiamo fatti 160. Presto ne verranno altri.