Movimento 5 Stelle GT Valdichiana

Movimento 5 Stelle GT Valdichiana Pagina ufficiale degli attivisti del MoVimento 5 Stelle della Valdichiana e luogo d'incontro virtuale per tutti Il M5S ha un Programma discusso in Rete.

Il MoVimento 5 Stelle ha regole semplici riassunte nel Non Statuto: chi è incensurato, non abbia svolto due mandati elettivi e non sia iscritto a partiti può candidarsi. Non è necessario altro. L'eletto del M5S risponde solo alla sua coscienza e all'applicazione del programma, non a fantomatici comitati sul territorio. L'obiettivo del M5S è che i cittadini si occupino direttamente della politica a

livello locale e nazionale, non quello che diventino dei politici. La forza del M5S è nell'indipendenza dei suoi eletti e dei suoi attivisti. Nel loro essere persone che svolgono un incarico sociale senza secondi fini. E' un movimento open source senza indirizzi, assemblee, coordinamenti. Non è un partito e non lo diventerà. Il Movimento Cinque Stelle include chiunque.

02/09/2026

Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali.

Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza.

P.S. Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui.

Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato.

01/09/2026

Oggi, 31 agosto, la Commissione europea traccia ufficialmente la linea finale: si chiude la fase di attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dai Piani nazionali di ripresa e resilienza. Da domani, nessun nuovo intervento potrà più essere conteggiato da Bruxelles.
Mentre altri grandi Paesi dell'Unione europea, come la Spagna, la Francia o la Germania, hanno sfruttato appieno la regia della Commissione europea per trasformare in modo strutturale i propri sistemi industriali, accelerare la transizione ecologica e digitale e pianificare la crescita dei prossimi decenni, in Italia il bilancio finale lascia un'amarezza profonda.

In Italia ricorderemo sempre da dove nasce questa svolta epocale: dalla straordinaria battaglia diplomatica condotta da Giuseppe Conte nelle stanze di Bruxelles, capace di conquistare per la nostra Nazione la quota più alta dell'intero NextGenerationEU, ben 209 miliardi di euro.
Oggi che cala il sipario, appare ancora più chiaro un fatto storico: il motivo reale per cui Conte fu estromesso da Palazzo Chigi furono proprio i troppi appetiti politici ed economici mossi dal desiderio di posare le mani su quella montagna di risorse senza precedenti.
E cosa ha fatto il governo Meloni con questo patrimonio unico?
Invece di moltiplicare il valore del "tesoretto" lasciato in eredità, abbiamo assistito a tagli ai progetti per i comuni, ritardi cronici, spostamenti di risorse e una palese assenza di visione strategica. La gestione dei fondi UE da parte dell'esecutivo si è trasformata in uno spreco di opportunità storiche.

Dalle sfide europee e dalla capacità di costruire il domani si misura il valore di un leader e la forza di un governo. E i fatti, oggi più che mai, parlano chiaro.

01/09/2026
31/08/2026

Questa sera in tv ⤵️

29/08/2026

Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Di Battista e la “polvere” di Cuba. L’ex M5S è ricoverato d’urgenza" pubblicato il 30 Agosto 2026 a firma di Luca De Carolis

29/08/2026
Forza Alessandro!
29/08/2026

Forza Alessandro!

Ho appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con molta preoccupazione.

Ale tu sei un grande Guerriero combatti come hai sempre fatto!

Spero di avere notizie positive nelle prossime ore

Un abbraccio grande a Sahra Andrea e Filippo ♥️

27/08/2026

«C’è una cosa che non dobbiamo più dire».

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢?
«Che ci candidiamo per impedire che Meloni continui a governare», risponde il capogruppo dei deputati del M5S.

𝐀𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚.
«Dobbiamo spiegare che abbiamo un progetto per far diventare l’Italia un’avanguardia nei diritti sociali e civili, nel multilateralismo, nel pacifismo. Non dobbiamo essere l’argine a Meloni, dobbiamo essere il fiume».

𝐕𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞, 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨?
«Abbiamo un’idea di Paese e di mondo migliore, diversa da una destra che guarda solo agli affari dei potenti».

𝐁𝐨𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐧𝐚. 𝐏𝐞𝐫 𝐥𝐞𝐢 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐥 𝐝𝐞 𝐬𝐚𝐜?
«Non una via di uscita da un cul de sac, ma un’occasione di mobilitazione popolare e di crescita, per far vedere la proposta di Paese che ha la coalizione progressista».

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞̀.
«Si cade troppo nel tranello di tanta stampa di destra che vuole sottolineare le divisioni nelle tre forze, M5S, Pd e Avs. Dovremmo concentrarci sulle tante cose che abbiamo in comune. Abbiamo governato insieme il Paese, governiamo tante città e Regioni, in Parlamento abbiamo fatto insieme l’80% delle votazioni».

𝐒𝐜𝐡𝐥𝐞𝐢𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢? 𝐎 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐦 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐫𝐥𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨?
«Sia Schlein sia Conte hanno le carte in regola per aspirare a guidare la coalizione e il Paese».

𝐏𝐢𝐮̀ 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐒𝐜𝐡𝐥𝐞𝐢𝐧, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐝𝐚𝐠𝐠𝐢
«È chiaro che per me il presidente Conte è il miglior premier che l’Italia potrebbe esprimere. Ha già dimostrato la sua capacità di guidare il Paese con forze variegate. Con le primarie, la sua candidatura sarebbe ancora più forte».

𝐈 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐥𝐞.
«Sono convinto del contrario, non si partecipa per testimonianza».

𝐒𝐞 𝐒𝐜𝐡𝐥𝐞𝐢𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐃 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐚 𝐞 𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝟓𝐒 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚.
«Io inverto l’ipotesi. Se dovesse essere scelto il candidato premier in una riunione di quattro segreterie di partito, gli elettori la prenderebbero più favorevolmente? Nel M5S la stragrande maggioranza è entusiasta delle primarie e accetterebbe lealmente l’esito».

𝐍𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨?
«Si, sanno che le regole del gioco sono queste. Sarebbe peggio imporre un candidato che non è il frutto della volontà popolare».

𝐂’𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐃𝐢 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨.
«Non ne ho idea, non posso dare un giudizio. Presentarsi alle elezioni non è una cosa che può nascere dall’oggi al domani, anche se molti dei temi che lui solleva io li riporto in Parlamento».

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐨𝐢 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐞?
«Regole di buon senso. Individuiamo prima i principi e i valori e le apriamo a chiunque, anche online, senza preregistrazioni o tessere che allontano la partecipazione. Si possono fare a turno unico».

𝐍𝐨𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐞𝐭𝐞 𝐥’𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚?
«Non sono preoccupato, chiunque vincerà sarà il candidato ideale del centrosinistra. Più gente andrà votare e meglio sarà».

𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐞̀ 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀?
«Leali saremo noi e dovranno esserlo tutti».

𝐄 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢?
«Le primarie saranno il modo migliore per evitarlo. Chiaro che tra i partiti ci sono visioni diverse su Ucraina, riarmo e aspetti della politica sanitaria, fiscale ed energetica ed è giusto che questi temi siano al centro del dibattito delle primarie».

𝐏𝐞𝐫 𝐒𝐜𝐡𝐥𝐞𝐢𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚
«Le primarie devono essere una bella sfida aperta. Ci confronteremo e chi vincerà darà un indirizzo».

𝐄𝐬𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐡𝐥𝐞𝐢𝐧 𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 «𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐧𝐨𝐦𝐞»?
«Con quale legittimazione un terzo nome scelto dalle segreterie può sfidare Meloni? Il referendum ha dimostrato la voglia enorme di partecipazione che c’è. Portiamo 2 milioni di persone alle primarie e chi prenderà un voto in più sarà il candidato premier».

L'intervista sul Corriere della Sera

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