La Base // Cosenza

La Base // Cosenza La Base non è soltanto un luogo, ma uno spazio politico. Questo peso deve trasformarsi in una forza propulsiva .

Siamo un'unione di persone, gruppi e comitati che negli ultimi decenni hanno condotto e promosso iniziative politiche, sociali e culturali. Abbiamo tutte e tutti un'impellente esigenza: organizzarci per cambiare tutto ciò che di ingiusto c'è nella nostra terra. Noi siamo alla base: con il nostro lavoro e le nostre vite produciamo la ricchezza e mandiamo avanti tutto, portando il peso delle ingiust

izie e delle disuguaglianze di questa società. Questo peso lo possiamo e lo vogliamo rovesciare su chi, al contrario di noi, è sempre stato al vertice. Vogliamo ribaltare il presente e la piramide di cui noi siamo alla base.

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Siamo aperti tutti i giorni dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 9. Alla Base, tra i vari servizi potrete trovare: WiFi gratuito, caffè e tisane, bevande fresche, spazio fasciatoio, colonnina per manutenzione e ricarica biciclette, ma soprattutto un luogo accogliente, sicuro e inclusivo.

Ecco il programma completo della quinta edizione di Laudomia, il festival letterario che racconta il mondo attraverso la...
26/08/2026

Ecco il programma completo della quinta edizione di Laudomia, il festival letterario che racconta il mondo attraverso la scrittura e trasforma il centro di Cosenza in un luogo di eresia, dove le parole, i libri, la musica e la buona cucina fanno “scialare” senza smettere di pensare.

Un festival indipendente e gratuito che, quest’anno, ruoterà attorno al neologismo “insilienza”, termine che allude alla capacità umana di “saltare sopra”, “arrampicarsi”, “sbucare fuori dal cemento” per dare vita a nuovi autunni caldi, imprevedibili e pregni di significato.

Ti aspettiamo giovedì 10, venerdì 11 e sabato 12 settembre tra piazza Kennedy e via Macallè.

Segna in agenda l’evento che preferisci e spargi la voce!

PSICOLOGO DI BASE IN CALABRIA: UNA VERGOGNA PROPAGANDISTICA SULLA PELLE DI CHI STA MALE.Roberto Occhiuto ieri è uscito c...
19/08/2026

PSICOLOGO DI BASE IN CALABRIA: UNA VERGOGNA PROPAGANDISTICA SULLA PELLE DI CHI STA MALE.

Roberto Occhiuto ieri è uscito con l'ennesimo annuncio sul tema della salute mentale in Calabria. Un tema delicatissimo, che va affrontato con urgenza, ma che in questa regione assume sempre e solo la forma della propaganda vuota, buona solo a far crescere il consenso. Una grande bugia sulla pelle di chi con la sofferenza psichica fa i conti ogni giorno.

Aldilà dei proclami, però ci sono i fatti. C’è la delibera per lo psicologo di base ad aprile 2026, ma a distanza di mesi le convenzioni con le ASP non sono ancora firmate. Nessuna ora di servizio, nessun compenso, nessun criterio di accesso comunicato. Pochissimi professionisti per un'intera regione. Il luogo dove dovrebbero lavorare? le Case di Comunità, che in Calabria non esistono ancora (dopo anni dalla loro istituzione). Chi ha bisogno di aiuto oggi non sa dove andare.

L’altro grande annuncio dell’ultimo anno è stato lo psicologo scolastico. Nella realtà, la grande riforma ha visto 44 professionisti per centinaia di scuole. Uno psicologo ogni 9 plessi nella migliore delle ipotesi, quasi 20 considerando tutta la regione. Uno studente in difficoltà trova uno sportello di passaggio, non un punto di riferimento. E tra tre anni, quando finiscono i fondi europei, tutto sparisce.

La salute mentale non è un favore, è un diritto sanitario, esattamente come curare il cuore o le ossa. E in Calabria viene trattata come un progetto pilota a scadenza, costruito su professionisti precari, senza continuità né garanzie. Il vero scandalo è quello che questa precarietà produce sui cittadini: un servizio che non regge nel tempo, un imbuto tra chi intercetta il disagio nelle scuole o negli sportelli e chi dovrebbe curarlo davvero.

Perché intanto Consultori, Centri di Salute Mentale e Neuropsichiatria Infantile restano al collasso, senza personale, senza concorsi, mentre ansia, depressione, disturbi alimentari e suicidi tra i giovani aumentano.

Non è prevenzione. È propaganda spacciata per sanità pubblica, sulla pelle di chi sta male e di chi, quel disagio, lo cura senza alcuna garanzia.
Servono soluzioni strutturali, serve guardare alla salute mentale come una priorità di questo Paese e di questo territorio e rendere le cure realmente accessibili a tutte e tutti.

NESSUNO SPAZIO A DUBBI. VOGLIAMO GIUSTIZIA  Non abbiamo mai avuto dubbi sulla dinamica che ha portato alla morte di Momo...
06/08/2026

NESSUNO SPAZIO A DUBBI.
VOGLIAMO GIUSTIZIA

Non abbiamo mai avuto dubbi sulla dinamica che ha portato alla morte di Momo. Le parole della famiglia e di diversi abitanti del quartiere sono state chiare sin dall’inizio. Questo video, pubblicato da Iacchitè stamattina, fuga ogni altro dubbio. Mohamed è morto sotto la custodia dei carabinieri, gli stessi che hanno impedito alla madre di raggiungerlo al suolo. Momo era ammanettato e il carabiniere Restaneo gli ha tolto le manette mentre il corpo stramazzava.

Le responsabilità delle forze dell’ordine sono chiare e purtroppo la morte di Momo ci ricorda che questo non è un caso isolato, ma rappresenta la gestione sistemica del disagio sociale, che non cura, anzi, reprime. In particolare non è un caso che la maggior parte degli abusi avvengano su persone razzializzate e povere. Il governo, incapace di dare risposte sul piano dei servizi sociali e della garanzia dei diritti, si presenta con il suo volto più violento nelle nostre case e nelle nostre strade.

Il “sistema Cosenza” fatto dalla connivenza tra Procura, pezzi di borghesia e mala politica, impegnato affinché nulla cambi, ha già deciso come deve finire questa vicenda: insabbiare e silenziare come già è successo per altri casi. Le istituzioni hanno già preso posizione chiara: fare finta di nulla sperando che il tempo contribuisca a fare finire nel dimenticatoio il volto di Momo.

Noi non possiamo permettere tutto ciò, la richiesta di giustizia deve farsi incessante. Cosenza non accetterà mai l’ennesimo abuso di potere, lo ha dimostrato e lo dimostrerà.

Corteo NO Ponte, 8 agosto 2026 – Chiudiamo la Stretto di Messina SpA   Quella del Ponte sullo Stretto è una storia di sp...
04/08/2026

Corteo NO Ponte, 8 agosto 2026 – Chiudiamo la Stretto di Messina SpA

Quella del Ponte sullo Stretto è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali e “buchi neri” finanziari.
Dalla legge istitutiva della Stretto di Messina SpA nel 1981 alla legge obiettivo del 2001; dalla rimozione del tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti della Stretto di Messina SpA alle deroghe in materia di appalti: un elenco infinito, in cui si intrecciano norme specifiche per il Ponte e una disciplina più generale che favorisce la grande imprenditoria della devastazione.

Nei Sud di questo paese lo sperpero di denaro pubblico e il tradimento delle promesse fatte alla cittadinanza rappresentano l’agire quotidiano della classe politica e dirigente. Si tratta di una modalità di governo ben precisa, che si presenta con le stesse caratteristiche in tutti i territori; “grandi opere” e “grandi eventi” sono utilizzate per posticipare in eterno la promessa di sviluppo per i territori, mentre sotto il tappeto si nascondono decenni di mancati interventi strutturali che hanno portato alla creazione di “zone di sacrificio”, dove violenza socio-ambientale, sfruttamento ed oppressione si alimentano reciprocamente: da Bagnoli a Taranto, passando per Crotone e per tutti quei luoghi aggrediti da forme di speculazione estrattiva, devastazione e saccheggio dei territori – come il Ponte sullo Stretto di Messina.

Come già evidenziato durante le tappe precedenti di questo percorso collettivo, i Sud sono stati storicamente laboratorio di modelli di sviluppo e di abitare mortiferi, fondati sulle disuguaglianze strutturali tra Nord e Sud e sui rapporti centro-margine, frutto di secolari logiche coloniali, patriarcali e genocidiarie. Modelli che negano sistematicamente il diritto all’abitare, la libertà di movimento e la possibilità stessa di esistere, producendo così una gerarchia dei territori e dei popoli che li abitano.

Per questo, la lotta che combattiamo a Messina, diventa simbolo e punto di partenza per tutte le plurime forme di resistenza sparse nei nostri Sud, nel determinare inediti spazi necessari di conflitto sociale ed autodeterminazione collettiva: quella del No Ponte diventa una lotta collettiva diffusa contro lo sperpero di denaro pubblico; contro le grandi opere inutili e dannose, che saccheggiano corpi e territori; contro una classe privilegiata fatta da grandi imprenditori, politici e soggetti legati alla criminalità organizzata che continua ad arricchirsi sui nostri lutti e dolori.

Le crisi strutturali (sanitarie, socio-ambientali ed economiche) che attraversano i Sud, ne alimentano la spirale di spopolamento/abbandono e li spingono verso il baratro della valorizzazione estrattiva e bellica, costituiscono il terreno concreto su cui qualsiasi riflessione politica è chiamata a misurarsi, assumendo come punto di prospettiva la questione irrisolta dei territori meridionali, delle isole e delle periferie, troppo spesso strumentalizzate o invisibilizzate.

Noi partiamo dalla proposta e rivendicazione collettiva di voler chiudere la Stretto di Messina SPA e tutti gli agglomerati economico-politici che sfruttano i fondi che vengono stanziati per i nostri Sud, per riprodurre marginalizzazione e precarietà.
Per questo torniamo in piazza, perché rifiutiamo di delegare una lotta che è delle persone che abitano i territori dello Stretto, dei Sud, e di chi ci accompagna in solidarietà.

L’8 agosto la marea di Messina diventerà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina SpA.

30/07/2026

Martedì, al Cafè Retrò, abbiamo raccontato per la prima volta MINAMÒ: le ragioni che ci hanno portato fin qui, il desiderio di costruire un festival diverso e tutto quello che immaginiamo per la Calabria.

Vedere così tante persone condividere questo percorso ci ha ricordato una cosa semplice: i progetti più belli nascono quando diventano collettivi.

Grazie a chi c'era, a chi ha ascoltato e a chi sceglie di camminare insieme.

Adesso manca davvero poco.

Ci vediamo il 6 e 7 agosto al Parco Bombarda, per dare vita alla prima edizione di MINAMÒ FEST.

Non aspettiamo. Minamò. ⚡

28/07/2026

Ieri abbiamo condiviso dolore e rabbia, e ci siamo promesse di trasformarli in pretesa di giustizia per Momo. Cosenza ha dimostrato di essere una comunità viva e coraggiosa, che non è disposta a sopportare la prepotenza del forte sul debole.

Ciò che è accaduto a Mohamed non è un caso isolato: è il segno di un sistema Paese che, incapace di dare risposte adeguate sul piano dei diritti sociali (dall’educazione alla sanità), sceglie di entrare nelle case di tante persone in divisa, con la violenza della repressione.

Mohamed è morto di incuria. La stessa incuria che ogni calabrese conosce bene: quando chiede un lavoro pagato con dignità e non lo trova, quando chiama un’ambulanza e questa arriva senza medico a bordo, quando rischia la vita ogni giorno su strade dissestate, quando affronta gli incendi contro cui nessuno fa prevenzione. È l’incuria di uno Stato che si accorge di noi solo per reprimerci, mai per prendersi cura di noi.

Noi vogliamo vivere in una città diversa: una città dove nessuno viene lasciato indietro, dove i diritti non sono un privilegio ma una garanzia per tutte e tutti.

Il rumore della cronaca passerà, ma noi, tutte insieme, dovremo continuare a stare accanto alla famiglia nella richiesta di giustizia. Non basterà però restare accanto: affinché tutto questo non accada mai più, dobbiamo proseguire nella costruzione di una città migliore, giusta, includente. Non possiamo cedere alla solitudine né alla rassegnazione.

Come abbiamo fatto ieri, fianco a fianco, attraversando le strade da via dei Mille fino al centro, dobbiamo tradurre le lacrime in impegno quotidiano.

🔴 COSENZA CHIEDE GIUSTIZIA PER MOMO ➡️ LUNEDÌ ALLE 18.30 MANIFESTAZIONEMinuto dopo minuto, la morte di Momo assume conto...
24/07/2026

🔴 COSENZA CHIEDE GIUSTIZIA PER MOMO

➡️ LUNEDÌ ALLE 18.30 MANIFESTAZIONE

Minuto dopo minuto, la morte di Momo assume contorni sempre più gravi e le responsabilità delle forze dell’ordine sono sempre più chiare. Di fronte all’ennesima ingiustizia nella storia di questa città, non possiamo tacere né rimanere in silenzio aspettando che qualcuno metta tutto sotto il tappeto.

La tragedia di Mohamed, che richiama a quanto accaduto a Fakir qualche giorno fa a Bologna, ci restituisce in modo drammatico le conseguenze della gestione della salute mentale in questo paese: contenimento e repressione al posto di cura e assistenza sociale. Quando la politica risponde alle disuguaglianze e al disagio con le manette anziché con i diritti, la violenza diventa uno strumento ordinario. È una realtà che in Calabria conosciamo bene, in un territorio abbandonato dove l’assenza di tutele per i più fragili uccide ogni giorno.

Cosenza ha sempre dato prova di non lasciare indietro nessuno e di saper rispondere a testa alta agli abusi di potere. La città in cui vogliamo vivere non è quella in cui chi è invisibile e in condizione di disagio sociale ed economico è destinato a morire.

Come comunità cittadina dobbiamo ritrovarci uniti per pretendere verità e giustizia.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare a una grande manifestazione popolare, lunedì dalle 18:30, a partire da via dei Mille, il quartiere di Mohamed.

Giustizia per Momo, giustizia per tutte e tutti!

MOMO. UNO DI NOI.

Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che lascia sconvolti e pieni di rabbia. Mohamed Amin Bessioud aveva 22 anni e ...
23/07/2026

Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che lascia sconvolti e pieni di rabbia. Mohamed Amin Bessioud aveva 22 anni e una fragilità psicologica profonda, già nota e documentata.

È inconcepibile che un ragazzo così vulnerabile sia finito al centro di un intervento drammatico, culminato nel più tragico dei gesti davanti a chi doveva tutelarlo. La denunce della famiglia tratteggiano un quadro agghiacciante: isolamento, minacce e il dolore di una madre a cui è stato persino impedito di soccorrere il figlio.

Non si può morire così, abbandonati dal sistema sociale prima e schiacciati dalla paura poi. Pretendiamo che sia fatta immediata e totale chiarezza su quanto accaduto e su ogni responsabilità. Mohamed meritava ascolto, supporto e protezione, non un epilogo simile.

Per lui e per la sua famiglia pretendiamo giustizia.

🎧🎤🎨 BACK TO BASICS a La Base! Una serata dedicata alla cultura hip hop come spazio di espressione, incontro e condivisio...
20/07/2026

🎧🎤🎨 BACK TO BASICS a La Base!

Una serata dedicata alla cultura hip hop come spazio di espressione, incontro e condivisione:
• Laboratorio di DJing con Dj Kerò
• Laboratorio di graffiti Lettere in Fuga con Street Art School
• Battle di freestyle con Versum Cosenza

A seguire, cena sociale. 🍝

Partecipare significa anche sostenere un progetto collettivo: il ricavato della cena sociale servirà a finanziare le attività de La Base, uno spazio di organizzazione, mutualismo e lotta che vive grazie al contributo di chi lo attraversa e lo rende possibile.

📍 La Base – Via Macallè 17, Cosenza
🗓️ Giovedì 23 luglio
🕕 Ore 18

In Calabria il turismo è un grande bluff che si regge sul nostro sfruttamento: 9 strutture su 10 sono irregolari.🛑Lavori...
14/07/2026

In Calabria il turismo è un grande bluff che si regge sul nostro sfruttamento: 9 strutture su 10 sono irregolari.🛑

Lavoriamo oltre 10 ore al giorno per paghe da fame, spesso sotto il sole cocente e senza tutele. ☀️🥵

Basta silenzio! La Base - Cosenza e USB Federazione del sociale Calabria lanciano l’Inchiesta dal Basso sul lavoro stagionale. 📋💪

Mappiamo gli sfruttatori, denunciamo i contratti farsa e organizziamoci per riprenderci tutto. ✊

Scrivici in DM o contattaci ai numeri nelle slides e organizziamoci: non siamo schiavi! 🚩

Indirizzo

Via Macallè 17
Cosenza
87100

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