Progetto Meridiano

Progetto Meridiano I nostri valori si riconoscono nell'articolo 3 della nostra carta Costituzionale Ripartire dal sud.

Dall’idea di riscatto etico, sociale ed economico che è insito nella storia di chi vive affacciato sul mediterraneo; una terra di confine si, ma di un confine valicabile per scambi, confronto e condivisione. La vera ricchezza del sud è l’incontro con l’altro e con l’oltre che genera una continua contaminazione e volontà di una felice mediazione. Ripartire, dunque, dal nostro patrimonio, dalla forz

a della nostra storia, con lo sguardo rivolto all'orizzonte e l’impegno alla progettualità; per ricostruire fiducia, ricomporre comunità e creare opportunità. Perché questo si realizzi, è necessario restituire onorabilità alla politica nel suo nobile ruolo di servizio e che le Istituzioni democratiche tornino ad essere punto di riferimento a difesa dei diritti sanciti dalla nostra carta costituzionale. Il Comitato, nasce dalla volontà di promuovere un processo di riaggregazione delle associazioni, dei singoli cittadini, dei gruppi e di tutte quelle realtà sociali che, in modo nuovo e spesso fuori dai partiti tradizionali, operano sul territorio promuovendo il riscatto civile attraverso idee e progetti per la difesa dei diritti e la tutela dell’ambiente. Il nostro, vuole essere un soggetto di coordinamento di idee che allo stesso tempo si propone d’innovare la politica dandole un volto ed un’organizzazione nuova, meno burocratica, che favorisca la nascita e la crescita di una nuova e libera classe dirigente, in grado di riconoscere e districare i nodi della Calabria. I nostri valori si ispirano all’articolo 3 della Costituzione. Le nostre azioni perseguono i principi di uguaglianza sociale, rispetto per l’ambiente naturale a tutela del benessere e della salute delle persone, contrasto alle mafie e alla loro pervasività nelle Istituzioni e nella società, il lavoro come libera-azione attraverso il quale l’individuo realizza sé stesso nella comunità, l’espressione artistica e l’accesso alla conoscenza come spazio di libertà, patrimonio culturale e bene comune.

La Sinistra distopicaFa specie non vedere nessuna adesione dei Partiti alla manifestazione di martedi 26 maggio 2026 mar...
26/05/2026

La Sinistra distopica
Fa specie non vedere nessuna adesione dei Partiti alla manifestazione di martedi 26 maggio 2026 marcando una distanza dalla Società civile che è davvero paradossale. La Sinistra partitica, per sua natura, dovrebbe sostenere le iniziative civiche quando il tema è d'interesse pubblico e riguarda diritti violati, mettendo cosi in rilievo il suo essere al servizio della cittadinanza e non pretendere il contrario. Nei Partiti si parla sempre di radicamento sul territorio e vicinanza alla gente e ai problemi ma non si chiarisce mai il come se poi sono le stesse segreterie a bloccare questo percorso per la fame di candidatura e posizionamento; infatti stando vicini ai bisogni veri e allargando le adesioni si ha meno facilità di controllo dall'alto del Partito. Le amministrative in Calabria segnano di nuovo il passo per la Sinistra che pure avrebbe dovuto raccogliere qualcosa dalla magnifica risposta di partecipazione popolare del Referendum, che ha dimostrato che sulle questioni di merito e a difesa della nostra Costituzione una parte del non voto, quello che da un valore politico a questa scelta si muove. Il risultato elettorale, a Reggio, a San Giovanni, per dirne alcune, dimostra che, se la Sinistra non fa la Sinistra, non attrae il non voto ed il resto vota a destra, dalla quale non ci si aspettano programmi, difesa dei diritti, redistribuzione delle risorse, ecosostenibilità e welfare. Oggi più che mai si chiede radicalità su questi temi ma a Sinistra si fanno orecchie da mercanti, si cerca di conservare più che rivoluzionare e naturalmente questo non funziona.

14/05/2026

L'intervento della Consigliera Rossella Gallo, nel consiglio comunale di Rende, è puntuale e preciso riguardo il nuovo regolamento comunale sui centri sociali, entrando nel merito dello stesso. Noi, come Associazione naturalmente interessati all'argomento, auspichiamo che tutte le Istituzioni comunali si dotino di regolamenti sulla gestione degli spazi comuni che facilitino la sussidiarietà dei cittadini e delle associazioni, sburocratizzandone l'accesso, senza gravarli di dazi e orpelli che minano l'idea di gratuità alla base dell'aggregazione, della partecipazione e del volotariato. Certamente il giudizio di Rossella Gallo, che sostanzia il suo voto contrario, può essere confutato, sempre nel merito, dalla maggioranza, o dall'Assessora al Welfare, che ha il diritto di difendere le proprie scelte ma ciò che risulta irricevibili sono gli improperi sulla pagina Facebook di Filorosso, di cui l'Assessora è una delle fondatrici, veri e propri vaneggiamenti sul fatto che Rossella Gallo, della quale ci onora la sua stima e amicizia, con il suo voto abbia voluto compiacere i compagni di Sinistra per Rende, che l'hanno sostenuta in campagna elettorale e che lei rappresenta in consiglio, definiti tristi e rancorosi, privi di visione politica, oppositori seriali e divisivi. Da chi si definisce di sinistra ci aspetteremmo più rispetto per la Democrazia e per il diritto altrui di dissentire senza per questo offendere e sminuire; questa si chiama arroganza. Purtroppo ormai, come nell'Area urbana c'è qualcuno che si sente più a nord di qualcun altro, cosi c'è una sinistra che si sente più a sinistra degli altri e magari anche più a nord e che smette di entrare nel merito e offende chi dissente. Noi di progetto Meridiano non possiamo fare altro, culturalmente e politicamente, nella pratica, nelle metodologia e nella forma mentis, che restare a Sud.

Dall’Eclissi del Verde al Deserto dell’Anima:​L’abbattimento sistematico degli alberi, ferocia evidente nelle città del ...
28/04/2026

Dall’Eclissi del Verde al Deserto dell’Anima:
​L’abbattimento sistematico degli alberi, ferocia evidente nelle città del Sud e non solo, non è un incidente tecnico ma il sintomo terminale di una scissione ontologica tra l’uomo e la vita. Questa iubris antropocentrica trasforma la natura in un elemento di disordine da cementificare, rinchiudendoci in scatole edilizie che sono prigioni psicologiche prima che fisiche. Vivendo ormai "davanti" al mondo e non più "nel" mondo, percepiamo l'esterno come sporco e pericoloso, rifugiandoci in un controllo artificiale che alimenta ansia e vuoto interiore.
​La privazione del verde è un assalto biologico: senza la stimolazione naturale di serotonina e ossitocina, la società precipita nella rabbia, che il sistema tenta di sedare non con la bellezza, ma con la medicina di sintesi e gli psicofarmaci. Questa decadenza è figlia di una classe dirigente priva di Paideia e formazione umanistica, tecnici e "titolati" che riducono l'albero a mero costo di manutenzione, ignorando la saggezza di Epicuro, Seneca e del Taoismo.
​La narrazione della "transizione ecologica" nasconde così la frattura metabolica del capitale che, come forza geologica, divora il futuro dei nostri figli. In questo deserto dei sensi, l'umanità rischia di sparire, diventando l’ingranaggio grigio di un meccanismo che ha dimenticato il colore dell'anima.

Dopo questo Referendum e conseguente al suo risultato, anche per come si è evidenziato geograficamente e anagraficamente...
25/03/2026

Dopo questo Referendum e conseguente al suo risultato, anche per come si è evidenziato geograficamente e anagraficamente, sono ancora più convinto che il potere, in quanto sostantivo, si sconfigga da se. In questa sorta di virus sono contenuti degli elementi, o impulsi, che stimolano gli anticorpi democratici e di coscienza. Questi elementi sono: l'arroganza, il senso d'impunità e di onnipotenza che confluiscono in un atteggiamento irriguardoso e irrispettoso sia delle componenti istituzionali, sia delle istanze che arrivano dalla Società civile in termini di dissenso. Tutto questo genera un vero e proprio distacco dalla realtà, un'incapacità di leggere gli avvenimenti, la distanza dalla società civile. Alla luce di questa premessa non vi è alcun dubbio sul fatto che questo voto contrario alla riforma della Giustizia di questo Governo, che personalmente ritenevo e ritengo assolutamente iniqua e ipocrita perché scritta più per autoassolversi e autoassolvere la politica, piuttosto che ve**re incontro a reali esigenze dei cittadini di questo Paese. Non si fa politica con la vendetta e il rancore, e Grillo ce lo ha dimostrato in maniera lampante. Proporre una riforma che va a minare una delle testate d'angolo della nostra Costituzione poggiandola sul senso di vendetta contro i Giudici delle persone, la ritengo, oggettivamente, insensata e autolesionista. Dunque un voto contrario più politico che nel merito della riforma ma particolarmente giustificato per quei giovani che hanno visto mortificata la loro coscienza pacifista e la loro sensibilità verso l'ingiustizia della guerra e del genocidio dei palestinesi operato a Gaza. Sono stati trattati senza rispetto, con violenza, sminuendo il loro impegno civile e derubricandoli come estremisti che non avevavano a cuore Gaza e la pace ma, semplicemente e superficialmente, dei reietti della Società, pregiudizialmente schierati contro il Governo e sabotatori dell'ordine Costituito e dell'ordine pubblico. Un atteggiamento cieco e ignorante del fatto che questa è la generazione dell'Erasmus, una delle pochissime vere conquiste di questa triste Unione europea, che ha potuto e scelto di viaggiare, di confrontarsi con visioni e culture altre e spesso si sono prestati come volontari nei Paesi dove si soffre per mancanza di giustizia e di condizioni di vita dignitose. Se ne fregano delle questioni di piccolo cabotaggio della politica odierna riguardanti la semplice contrapposizione destra/sinistra, le guerre di posizione, i giochi di potere interni ai partiti, di una politica piccolo borghese nella visione, capace di guardare solo fino alla punta del suo naso. Questo voto è figlio della situazione internazionale ed ha una valenza che va oltre i confini del nostro Paese. Nei numeri della partecipazione traspare, inoltre, un altro messaggio fondamentale, riguardante quella parte del non voto consapevole che se chiamato su temi concreti e credibili risponde, e oggi quei cittadini pongono una domanda di cambiamento, chiedono radicalità nell'impegno e nei temi riguardanti il nostro modello sociale appiattito sugli interessi della finanza internazionale, sul potere esercitato dall'economia turbo capitalistica e diseguagliante che nega le opportunità invece di ampliarle; i giovani in particolare chiedono coraggio e responsabilità. Se la sinistra, in questo nostro Paese marginalizzato sulla scena internazionale, che oggi giustamente festeggia, non si fa carico di queste istanze con responsabiltà e coerenza, radicalizzando la propria proposta di governo istituzionale, si butta alle ortiche una grande opportunità. Gli esempi li abbiamo: Sanchez, la rinascita democrat negli Stati Uniti a partire da Mamdani a New York, Catherine Connolly in Irlanda, le elezioni legislative in Francia del 2024 nel secondo turno. Le scelte su riarmo e guerre, la redistribuzione della ricchezza, i diritti, la sanità, il lavoro e il sostegno alle fasce deboli della popolazione, saranno dirimenti. Naturalmente c'è la necessità impellente di una ricostruzione della credibilità e dell'autorevolezza della politica e del centrosinistra. Aristotele, nella retorica, afferma che non basta convincere, anche con argomenti logici, ma c'è la necessità, oltre al Logos, dell'Ethos in primis, ma anche del Pathos, senza l'Ethos però il resto decade.
Sandro Scalercio membro del direttivo PM

17/03/2026
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28/02/2026

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Il segretario Pietro Tarasi accusa: «Disservizi continui e gestione inefficiente della rete». Chiesto un confronto pubblico a Sorical e Comune

21/02/2026

Domenico, il bimbo trapiantato a Napoli è morto. Lo rende noto l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi.

Abbandono progressivo del territorio.L'elevata situazione di rischio alluvione che l'area del Crati sta vivendo nelle ul...
13/02/2026

Abbandono progressivo del territorio.
L'elevata situazione di rischio alluvione che l'area del Crati sta vivendo nelle ultime 48/72 ore non è una casualità.
Da prima della pandemia, la nostra Associazione denuncia la perdita di centralità del fiume all'interno dell'ecosistema urbano, proponendo il modello di Bioregione urbana. L'assenza, infatti, di una visione e soprattutto di una pianificazione che tenga conto della complessa interazione tra aree urbane, rurali e naturali sta svuotando di significato il concetto di gestione del territorio. L'impegno da parte dai vari enti di governo nei confronti del cambiamento climatico fa "acqua da tutte le parti" in quanto ricorre a misure rimediali ed emergenziali obsolete. Non è sufficiente una pulizia sporadica e stagionale degli argini né le ordinanze prefettizie e sindacali per la chiusura degli istituti scolastici al fine di evitare conseguenze peggiori.
lo diciamo anche per non trovarci impreparati rispetto a condizioni climatiche di questo tipo. Bisogna investire risorse e attenzioni importanti con un approccio multidisciplinare. Una manutenzione sporadica e operata male come le spianate con le ruspe non risolvono problemi ma li amplificano. Il Comune ha fatto manutenzione nel fiume e la ditta preposta ha usato le ruspe spianando in modo indiscriminato il terreno; quando Il fondo del fiume viene appiattito così brutalmente, distrugge la biodiversità e gli habitat vitali per pesci, macroinvertebrati e organismi acquatici. Inoltre, rimuovendo ostacoli naturali come massi, ghiaia e vegetazione, l'acqua scorre più velocemente. La velocità maggiore aumenta l'energia distruttrice del fiume, elevando il rischio di inondazioni a valle. Le Amministrazioni, invece, dovrebbero individuare una diversa combinazione di strategie in base ai tipi di rischio, ai valori del contesto e alla sensibilità e alla capacità organizzativa delle istituzioni, puntando sul miglioramento del sistema di governance del territorio.
Siamo d'accordo con chi afferma, come il nostro amico Paolo Veltri che con coraggio e spirito attivista sta monitirando la situazione, che bisogna investire sul territorio e sulla questione idrogeologica tutte le risorse possibili e non sperperarle su grandi opere spesso inutili ma che soddisfano interessi milionari di parte.

Ci é davvero difficile accettare questa violenza a quei pochi presidi culturali di questa Cosenza allo sbando. I furti s...
31/01/2026

Ci é davvero difficile accettare questa violenza a quei pochi presidi culturali di questa Cosenza allo sbando. I furti subiti sotto minaccia dalla Ubik e dalla libreria per bambini "Raccontami" amareggiano ancora di più in considerazione di un mestiere tenuto in piedi solo per passione, non.certo per arricchirsi. Cosenza ha bisogno di più presidio sociale e più presenza delle Istituzioni sul territorio. Oltre alla delinquenza siamo in presenza di atti di bullismo operati da ragazzi molto giovani nel centro Città. Le risposte sono state fin'ora insufficienti. Il Prefetto e le forze dell'ordine si debbono anche porsi un problema educativo indagare le cause di questo degrado. Al Comune chiediamo un impegno sulla questione sicurezza che crediamo sia più importante per i cittadini dei rimpasti di giunta. A questi operatori e custodi della conoscenza va tutta la nostra solidarietà.

Due furti con scasso in due librerie cosentine. Giovedì 29 gennaio alle ore 14:00 ignoti hanno forzato la porta posteriore della libreria per bambini “Raccon...

Ora al Museo dei Bretti e degli Enotri "Crati da Pensare
30/01/2026

Ora al Museo dei Bretti e degli Enotri "Crati da Pensare

Indirizzo

Via Dante Alighieri 25
Cosenza
87100

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