01/09/2020
Corigliano-Rossano - Col Sindaco Flavio Stasi si è caduti dalla padella nella brace
Cosenza 29 agosto 2020 - E’ come dire si stava meglio quando si stava peggio.
Altra delusione quella dell’elezione di Flavio Stasi a Sindaco del Comune di Corigliano-Rossano. In effetti si ha la percezione che il Comune sia destinato ad una preoccupante deriva che non lo farà uscire dalla crisi che lo attanaglia e lo soffoca nella crescita, negandogli il ruolo che invece la fusione dovrebbe assegnargli.
Difatti il potenziale di una nuova città autonoma anche economicamente, viene mortificato da chi dimostra di non conoscere gli elementi basilari della democrazia che vuole il rispetto verso il prossimo e non l’arroganza del potere.
Investito direttamente, dopo il fallimento di portare alla ragione ancorché alla legalità sul diritto del nostro dirigente Sindacale e dipendente del medesimo Comune di percepire la retribuzione con conseguente riconoscimento della relativa contribuzione, dal 16.07.2011 al 30.04.2012, per avere utilizzato la previsione della legge dello Stato italiano 151/2000, è fatto che non può essere circoscritto al caso ma ad una regola insita nell’arroganza di un giovane evidentemente ancora in erba politicamente per poter guidare il cambiamento di un Comune come Corigliano-Rossano.
La vecchia politica di dimenticarsi dell’elettore dopo il voto – come affermava il grande Antonio De Curtis in arte Totò, non paga più, come non paga più il richiamo all’antifascismo su cui amici del Sindaco Stasi, hanno costruito le loro fortune, cavalcandolo per circa 70 anni.
Oggi il popolo vuole vedere i fatti e possibilmente toccarli con mano.
Non dare neppure una semplice risposta, seppure negativa, alla cortesia riservatagli dalla Casil, investendolo direttamente della problematica che non onora nessuna comunità pubblica, e tantomeno un Comune delle dimensioni di Corigliano-Rossano, è fatto grave che mina la democrazia ed evidenzia in termini esponenziali il discrimine e l’abuso che si mette in atto approfittando della leva di comando, atteso che ad altri il Comune ha riservato ben altro atteggiamento, riconoscendogli quanto dovuto per legge dello Stato, ma negato da circa un decennio a persona evidentemente scomoda o non allineata, perché pensante.
Neppure una nota dell’Ispettorato del Lavoro di Cosenza ha sortito gli effetti dovuti, a conferma di quanta sia grande la cultura istituzionale di certi democratici.
Evidentemente con l’avvento del giovane Stasi, il Comune di Corigiano-Rossano si è posto al di fuori delle regole dello Stato Italiano, autodeterminandosi Repubblica autonoma.
Fare il politico non è una professione e non è neppure ordinata dal medico curante. Ne consegue che in luogo di attaccarsi ad una poltrona a danno della cittadinanza sarebbe il caso di trovare altro impegno.
Cosicché non possiamo che definire pessima l’amministrazione guidata dal Sindaco Stasi, il quale ha anche dimostrato di essere un muro di gomma sul quale imbattere anche i suggerimenti costruttivi utili ad una crescita di società civile.
Abbiamo sbagliato a sottoporre all’attenzione del Sindaco Stasi ciò che gli amministrativi eludono ? In termini di correttezza istituzionale certamente no, benché il passaggio ha fatto perdere ulteriore
tempo al riconoscimento dei diritti del lavoratore.
Si vede che Stasi è un altro Sindaco dedito alla resistenza giudiziaria, tanto a pagare è sempre pantalone.
Ma ha sbagliato e di grosso il Sindaco Stasi a non accusare neppure la ricezione della nostra garbata lettera, atteso che non tralasceremo alcuna azione per portare alla democrazia, oggi sospesa, la gestione del Comune di Corigliano-Rossano, che non ha bisogno di un Sindaco della raccomandazione ma del rispetto del diritto e per tutta la collettività nel rispetto delle regole, e che Stasi forse ritiene essere un opzional.
Ed in questo quadro che la Casil ha chiesto ed ottenuto un fermo intervento dell’Ispettorato della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , il quale ha ricordato al Segretario Comunale, anch’egli sordo alle numerose sollecitazioni del lavoratore che il Comune è obbligato a rispondere entro 15 giorni.
Ma è notorio che il cattivo odore del pesce proviene dal capo.
Ed infatti non ha avuto diversa sorte la nota di richiamo agli obblighi della Pubblica Amministrazione, dell’Ispettorato della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non è detto che a questo punto non addiveniamo a chiedere una visita ispettiva e comunque l’azione penale ed il ricorso d’urgenza con la nomina di un commissario ad acta.
Il Covid 19 doveva rappresentare un momento di riflessione ma anche di riorganizzazione della macchina comunale, obbligando i dipendenti con grado a rispettare il prossimo evadendo le richieste sia in positivo che in negativo, anche elaborando un documento utile per tutte le occasioni, da inviare anche senza avere dato importanza alla richiesta, ma per dare almeno una parvenza che l’utente è ascoltato.
L’arroganza del potere c***a con le buone intenzioni in campagna elettorale per usurpare il voto.
Non c’è più spazio per ritenere la poltrona un impiego, essa dev’essere scomoda se si vuole fare gli interessi della collettività.
Non sono sufficienti né scaricabarile e neppure il silenzio. Necessita fare, anche sbagliando ma mai privilegiare l’arroganza.
Comunque riteniamo che per la comunità di Corigliano-Rossano l’elezione del Sindaco Stasi sia stata una iattura, al quale consigliamo di farsi da parte. Non è cosa sua governare un Comune dalle dimensioni e delle aspettative ed importanza come Corigliano-Rossano.
Dal canto nostro, oggi, abbiamo sollecitato l’Ispettorato per la funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri di adottare fermi provvedimenti contro il Segretario Generale del Comune di Corigliano-Rossano, per aver disatteso il richiamo agli obblighi della pubblica amministrazione, mentre abbiamo dato mandato ai nostri legali per la evidente rilevanza penale.
Franco Scrivano Segretario Generale Casil