30/04/2026
Denunciamo con forza una situazione che non può lasciarci indifferenti. Siamo di fronte a una violazione del diritto del mare, a un atto che ha tutti i tratti della pirateria, e che colpisce non solo chi è direttamente coinvolto, ma i principi fondamentali del diritto internazionale e dell’umanità.
Chiediamo con chiarezza la liberazione immediata degli attivisti, alcuni dei quali hanno sono stati recentemente ospitati al Porto di Cetraro dal comune e dal PD locale e lo sblocco degli aiuti umanitari. Non è accettabile che chi si impegna per portare sostegno e solidarietà venga fermato, ostacolato o criminalizzato. Gli aiuti non sono un favore: sono un diritto per chi vive in condizioni di emergenza.
Per questo il Circolo PD di Cosenza ha deciso di aderire al presidio di questo pomeriggio. È un segnale importante, un atto di responsabilità e di presenza politica che dimostra come i territori possano e debbano farsi sentire.
Ma non possiamo non fare anche una riflessione su ciò che accade nelle nostre istituzioni locali. Quando c’era una guida politica come quella del capogruppo Alimena, il Consiglio comunale era luogo di confronto, di dibattito vero, di prese di posizione coraggiose. È stato capace, ad esempio, di discutere e chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina attraverso una mozione chiara e significativa.
Invece, assistiamo oggi a un Consiglio comunale troppo spesso silente, ridotto a mero passacarte della giunta. Questo impoverisce la democrazia, svuota il ruolo delle istituzioni e allontana i cittadini dalla politica.
Crediamo che sia il momento di tornare a una politica viva, capace di prendere posizione, di difendere i diritti e di stare dalla parte della giustizia. Perché il silenzio, in momenti come questi, non è neutralità: è complicità.