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APS Noi Sorgente ETS Noi Sorgente APS promuove volontariato, inclusione e progetti sociali.

03/09/2026

🌿LE PAROLE DELLA PSICHE🌿
Prima il noi. Senza perdere l’io.
Viviamo in un tempo in cui ci viene insegnato molto presto a pensare in termini di io. Io voglio. Io scelgo. Io merito. Io devo stare bene. E imparare ad ascoltare se stessi è importante. Ma c'è una parte della nostra vita che nessun io può vivere da solo. Abbiamo bisogno degli altri. Abbiamo bisogno di sentirci appartenere a qualcosa. Di avere qualcuno con cui condividere una gioia, una paura, una difficoltà.
Perché l'essere umano non costruisce la propria identità soltanto guardandosi dentro. Ci scopriamo anche attraverso le relazioni. È nel rapporto con gli altri che impariamo chi siamo, cosa sentiamo, cosa desideriamo e anche quali sono i nostri confini. Ma attenzione: mettere il noi prima dell'io non significa annullarsi. Non significa sacrificare sempre i propri bisogni. Non significa dire sempre sì.
Non significa restare in relazioni che ci fanno male soltanto per non perdere qualcuno. Un noi sano non chiede all'io di scomparire. Gli permette di esistere senza sentirsi solo. Forse è proprio questa la differenza tra appartenenza e dipendenza. Nella dipendenza penso:
“Senza di te non sono nessuno.” Nell'appartenenza posso dire: “Io sono io. Tu sei tu. E possiamo scegliere di esserci l'uno per l'altro.” È una delle forme più mature della relazione. Non avere bisogno di diventare qualcun altro per essere amati. Non chiedere all'altro di rinunciare a se stesso per amarci. Ma riuscire a costruire uno spazio in cui due identità possano stare insieme senza perdersi. E forse questo vale per una coppia, per una famiglia, per un'amicizia. Ma vale anche per una comunità.
Perché una comunità sana non è quella in cui tutti pensano allo stesso modo. È quella in cui persone diverse riescono a sentirsi parte di qualcosa senza smettere di essere se stesse. Forse il vero equilibrio è questo: non scegliere tra io e noi. Ma imparare a dire: “Io sono importante.
Tu sei importante. E anche ciò che costruiamo insieme lo è.”
“Un noi sano non cancella l’io. Gli insegna a non essere solo.”
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01/09/2026

🌿 LE PAROLE DELLA PSICHE🌿
Un figlio non ha bisogno di sapere che hai sempre ragione. Ci sono momenti in cui essere genitori è difficile. Un figlio risponde male. Non ascolta. Alza la voce. Fa qualcosa che non dovrebbe fare. E noi reagiamo. Perché siamo stanchi. Perché abbiamo paura. Perché pensiamo di dover essere autorevoli. Perché, a volte, confondiamo l'autorevolezza con il bisogno di avere l'ultima parola. E allora diciamo:
“Perché lo dico io.” La conversazione finisce. La porta si chiude. E apparentemente abbiamo ristabilito l'ordine. Ma cosa è successo davvero dentro quella relazione? Educare non significa lasciare che un figlio faccia tutto ciò che vuole. I limiti sono importanti. Le regole sono importanti.
L'autorevolezza è importante. Ma un limite può essere fermo senza diventare un muro. Possiamo dire: "Quello che hai fatto non va bene." E, nello stesso tempo: "Ma voglio capire cosa ti è successo."
Possiamo non essere d'accordo con nostro figlio senza fargli sentire che non siamo più dalla sua parte. Perché un figlio deve poter imparare che una cosa che ha fatto può essere sbagliata, senza arrivare a pensare: “Allora sono sbagliato io.” Questa distinzione è fondamentale. Il comportamento si può correggere. La persona non deve essere umiliata.
E forse è proprio qui che l'autorevolezza incontra l'ascolto. Non nel lasciare sempre l'ultima parola al figlio. Ma nel lasciare sempre aperta la porta della relazione. Perché arriverà un giorno in cui nostro figlio non avrà più bisogno che gli diciamo cosa fare. Avrà bisogno di sapere che può ancora ve**re da noi quando non saprà cosa fare. E quella fiducia non si costruisce nei grandi discorsi. Si costruisce nelle piccole conversazioni di ogni giorno. Anche dopo una porta sbattuta. Anche dopo una discussione.
Anche dopo un errore.
Forse educare è anche questo: mettere dei confini senza interrompere il legame. Dire “no” senza dire “non ti capisco”. Correggere senza umiliare. Ascoltare senza necessariamente approvare. E ricordarsi che crescere un figlio non significa vincere ogni discussione. Significa accompagnare una persona verso l'autonomia, lasciandole la certezz

30/08/2026
29/08/2026

🌿 LE PAROLE DELLA PSICHE🌿
Non serve essere genitori perfetti. Serve saper riparare.Ci sono giorni in cui un genitore perde la pazienza. Alza la voce.
Risponde male. Dice una cosa che avrebbe voluto non dire. E poi, quando la casa torna silenziosa, arriva il senso di colpa:
“Forse ho sbagliato tutto.” Ma crescere un figlio non significa riuscire a essere sempre pazienti, sempre presenti, sempre equilibrati.
Significa anche saper riconoscere quando abbiamo sbagliato e tornare nella relazione. Un bambino non ha bisogno di un adulto che non sbaglia mai. Ha bisogno di un adulto che sappia dire: "Prima ho sbagliato." "Ero arrabbiato, ma non avrei dovuto parlarti così."
"Mi dispiace." "Possiamo riparlarne?" Queste parole non tolgono autorevolezza al genitore.
Insegnano qualcosa di molto più importante dell'essere perfetti: insegnano che le relazioni possono essere riparate. Perché nella vita ci saranno conflitti. Ci saranno incomprensioni.
Ci saranno parole dette nel modo sbagliato. E proprio per questo un figlio ha bisogno di imparare che una frattura non significa necessariamente la fine di un legame. La riparazione insegna che possiamo assumerci la responsabilità senza vergognarci. Che chiedere scusa non significa essere deboli. Che amare qualcuno non significa non ferirlo mai.
Significa anche avere il coraggio di tornare quando ci siamo allontanati. E forse è proprio questo uno dei regali più importanti che possiamo fare ai nostri figli: non una famiglia senza conflitti, ma una famiglia in cui, dopo il conflitto, ci si ritrova. “I figli non hanno bisogno di genitori perfetti. Hanno bisogno di adulti capaci di tornare, dopo essersi allontanati.”
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27/08/2026

🌿 LE PAROLE DELLA PSICHE🌿
Forse non ti manca quella persona. A volte pensiamo di sentire la mancanza di qualcuno.
Della sua voce. Delle sue mani. Delle abitudini condivise. Dei luoghi, delle serate, dei piccoli rituali. Eppure, qualche volta, ciò che ci manca davvero è la persona che eravamo quando quella relazione esisteva. Quella versione di noi che si sentiva desiderata. Che aveva dei progetti. Che rideva di più. Che si sentiva al sicuro. Che guardava il futuro con occhi diversi. Ed è qui che la nostalgia può ingannarci. Perché possiamo confondere la mancanza di una persona con la mancanza di come ci sentivamo accanto a quella persona. E allora continuiamo a guardare indietro, chiedendoci se dovremmo tornare. Ma forse la domanda più importante non è: “Mi manca ancora?” È: “Che cosa di me mi manca?”
La risposta può essere dolorosa. Ma può anche diventare l'inizio di qualcosa. Perché quella parte di te che hai conosciuto in quella relazione non apparteneva all'altra persona. Era tua. Forse era soltanto rimasta sepolta sotto una storia che è finita. E allora il percorso non è necessariamente tornare indietro. A volte è imparare a ritrovare, dentro di noi, ciò che pensavamo di aver perso insieme a qualcuno. “Non tutto ciò che ci manca deve essere recuperato. Alcune cose devono essere ritrovate dentro di noi.”
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24/08/2026

🌱L’Associazione Noi Sorgente APS è un ente del Terzo Settore impegnata nella promozione del benessere psico-sociale, nella prevenzione del disagio giovanile e nella realizzazione di interventi educativi e psicologici rivolti a minori, giovani adulti e famiglie in condizioni di vulnerabilità.
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Oggi puoi diventare "promotore di inclusione" contribuendo, tramite donazione, al cofinanziamento dei progetti di integrazione sociale per la prevenzione del disagio giovanile in condizioni di vulnerabilità.🌱
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18/08/2026

Ci sono pesi che nessuno vede.
Pensieri che diventano troppo rumorosi.
Momenti in cui andare avanti sembra più difficile del solito.

Ed è proprio lì che avere qualcuno che ascolta può fare la differenza.

Per questo nasce il nostro
🌿 CENTRO ASCOLTO PSICOLOGICO 🌿

Uno spazio sicuro.
Un luogo umano.
Dove poter parlare liberamente, senza sentirsi giudicati.

Qui puoi:
✨ esprimere ciò che senti
✨ condividere le tue difficoltà
✨ ritrovare nuovi strumenti e nuove prospettive
✨ ricominciare da te

Chiedere aiuto non è debolezza.
È un atto di coraggio verso se stessi.

💛 Noi Sorgente APS è accanto a chi sente il bisogno di essere accolto, ascoltato e sostenuto.

📞 348 419 6248
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A volte basta un primo passo per iniziare a stare meglio.

✨ Non sei solo. Noi ci siamo.

NonSeiSoloRipartenzaAiutoInsiemeSiPuò

17/08/2026

🌱LE FAVOLE DELLA PSICHE🌱
🌱La donna che aspettava di essere felice.🌱
C'era una donna che diceva sempre: "Sarò felice quando..." Quando avrò meno problemi.
Quando avrò più tempo.
Quando tutto sarà finalmente a posto. Quando arriverà la persona giusta. Quando riuscirò a lasciarmi alle spalle ciò che è successo. Così continuava a camminare.
E mentre aspettava quel giorno perfetto, gli anni passavano. Un mattino si fermò davanti alla finestra e si accorse di una cosa dolorosa: aveva trascorso troppo tempo aspettando di iniziare a vivere. Fu allora che comprese. La vita non le aveva promesso giorni senza dolore. Ma le aveva comunque regalato momenti belli, piccoli e imperfetti. Un caffè bevuto lentamente.
Una telefonata inattesa. Una risata. Un abbraccio.
Un tramonto. Momenti che aveva sempre considerato troppo piccoli per chiamarli felicità. Da quel giorno smise di aspettare che la vita diventasse perfetta. E cominciò finalmente ad abitarla.
🌱La riflessione psicologica🌱
Quante volte anche noi rimandiamo la nostra vita a un momento futuro? "Sarò sereno quando avrò risolto questo problema. "Starò bene quando questa persona non mi farà più soffrire."
"Mi sentirò finalmente felice quando avrò raggiunto quel traguardo." Senza rendercene conto, possiamo trasformare il futuro in una condizione necessaria per poter stare bene nel presente. È una forma di procrastinazione emotiva: non rimandiamo soltanto ciò che dobbiamo fare, ma anche ciò che vorremmo sentire. Aspettiamo di sentirci pronti. Aspettiamo di non avere più paura. Aspettiamo che tutto sia finalmente sotto controllo. Ma la vita non diventa mai completamente priva di difficoltà. E se aspettiamo che il dolore finisca prima di concederci il permesso di vivere, rischiamo di perdere proprio quei momenti che, nel frattempo, avrebbero potuto darci respiro.
Questo non significa negare la sofferenza o obbligarci a essere felici.
Significa imparare a fare spazio a entrambe le cose. Possono esistere un dolore e una risata nello stesso giorno. Una ferita e un momento di gratitudine. La paura e contemporaneamente il desiderio di andare avanti. La salute psicologica non è una vita sen

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Via Guglielmo Tocci, 1
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