28/05/2026
“8.6 gradi di separazione” di Giulia Scomazzon e “Non scrivere di me” di Veronica Raimo – novità recensite per noi da Aurora Tosi
Alice ha perso i genitori in un incidente d’auto, vive sotto l’effetto di benzodiazepine e alcol, molto alcol anche per una ragazza della provincia veneta, dove bere è la normalità. S., invece, ha creato una vita fittizia per far credere ai genitori di essersi laureata, ma la realtà è che non ha terminato gli studi e lavora come cameriera in un locale di Roma, dopo una relazione con l’attore e regista Dennis May, che ha segnato la sua vita.
La vocazione di entrambe le protagoniste dei libri di Giulia Scamazzon e Veronica Raimo è quella di stare ai margini. Alice ha trent’anni e rifiuta una vita da sobria, conduce un’esistenza in disparte ai limiti dell’invisibilità, i suoi amici sono quelli di sempre, con i quali il passatempo principale è ubriacarsi, non riesce a costruire relazioni stabili, anestetizza la sua angoscia e le sue paure con le sostanze. S. ha trentacinque anni e ha permesso all’ossessione amorosa per Dennis May di condizionare la sua vita, coltivando una devozione che l’ha portata a negare anche la brutalità e la violenza di quell’uomo che ora non c’è più. Perché Dennis è morto, e così l’attesa in cui ha vissuto S. è finita: non ci sarà nessun altro incontro in cui Dennis potrà dare parole a quanto accaduto, dargli un senso.
Perciò sarà S. stessa a doverlo fare.
Alice e S. sono due antieroine contemporanee, autosabotatrici, ostinate nel negare il proprio vissuto, due donne che sperimentano il fallimento, che vivono una solitudine più o meno scelta, o almeno non evitata, intessono relazioni disfunzionali e traumatiche, stanno in disparte anche di fronte alle loro esistenze, che osservano con uno sguardo ironico e al tempo stesso drammatico.
Sono vittime che la maggior parte del mondo addita come colpevoli.
Ma ci sarà qualcuno in grado di riconoscere la loro verità.