15/08/2026
La storia di Courmayeur vive anche attraverso gli abiti delle donne di un tempo.
Quegli abiti riservati alle feste, sapientemente cuciti e decorati dalle mani femminili che, durante le lunghe giornate d’inverno, tessevano la lana e confezionavano in casa i propri vestiti.
Quegli abiti custoditi con cura e tramandati di madre in figlia.
Nell’Ottocento, il costume delle feste aveva ampie gonne di lana, portate su pesanti sottogonne, blusotti corti, una cuffia nera aderente e un grande grembiule di seta: nero per le donne più anziane, multicolore per le più giovani.
Negli anni Trenta l’abito cambia: si accorcia l’orlo del lungo vestito di lana nera, decorato da una benda rossa, mentre il corpetto diventa rosso e viene orlato di velluto nero. Sotto, una camicetta bianca con collo e polsini di pizzo; al collo, un nastrino di velluto nero con un piccolo cuore o una croce. È l’abito che si vede indossa anche Maria José del Belgio, quando passa a Courmayeur durante il viaggio di nozze insieme al consorte, il principe Umberto di Savoia.
Oggi questo abito è diventato il costume caratteristico dei Badochys, il gruppo folkloristico di Courmayeur che mantiene viva la tradizione della Badoche con musiche e balli, durante la festa patronale e nelle ricorrenze più importanti, come la Festa delle Guide.
E così, ancora oggi, quando un abito tradizionale attraversa le strade di Courmayeur per una giornata di festa, non è soltanto un costume: è una tradizione che torna a vivere.