07/08/2026
Ponte di Via Cadorna: dieci anni di ritardi, oltre 350.000 € per progetti buttati e cittadini lasciati senza risposte.
La vicenda del Ponte di Via Cadorna è un caso emblematico di come non si dovrebbe gestire un'opera pubblica:
progetti avviati e abbandonati, milioni di parole spese e pochi fatti concreti, un'infrastruttura tenuta aperta per anni nonostante criticità note e poi chiusa da un giorno all'altro.
Un percorso che pesa sui cittadini, sulle famiglie e sulle attività economiche del territorio.
Una gestione fatta di annunci e rinvii, Il ponte è monitorato da quasi dieci anni per problemi statici.
In questo periodo sono stati elaborati tre
diversi progetti: due sono stati accantonati, per un costo complessivo a carico della collettività
superiore a 350.000 euro.
Una gara d'appalto avviata nell'inverno 2021 e assegnata a febbraio 2022 per l’importo di 892.967 euro si è chiusa senza esito nove mesi dopo, con il progetto abbandonato senza
sapere perché.
Da allora si sono susseguiti annunci, correzioni di rotta e rinvii: dal ponte provvisorio scartato nel 2024, alla data dei lavori spostata prima al 2025 e poi al 2027 — guarda caso dopo le prossime elezioni amministrative.
Sicurezza e trasparenza: le contraddizioni da chiarire:
Colpisce in particolare il contrasto tra la lunga fase di monitoraggio per problemi statici e la chiusura improvvisa del ponte a giugno 2026, disposta come se le criticità fossero emerse dall'oggi al domani.
Se il rischio era noto da anni, va chiarito perché il transito — anche pedonale — sia stato consentito così a lungo; oggi mancano anche i controlli sul divieto di attraversamento, per passare il ponte alcuni cittadini scavalcano la struttura, con grande rischio per la loro incolumità.
In dicembre 2025 la maggioranza ha inoltre respinto gli emendamenti di bilancio della minoranza che chiedevano ristori estesi ai cittadini e un impegno immediato su viabilità e mobilità alternativa.
Attività economiche e mobilità: risposte parziali:
Nonostante l'impatto prevedibile del cantiere sulle attività economiche locali, la Giunta ha disposto ristori limitati nell'importo e nella durata, previsti solo fino a settembre. I progetti di un ponte provvisorio e di un sovraponte sono stati più volte annunciati e rinviati: l'incarico risulta oggi assegnato, ma permangono dubbi su fattibilità e tempistiche.
Nel frattempo, la richiesta — avanzata da tempo— di attivare navette gratuite verso Crema per alleggerire i costi sui cittadini, ridurre il traffico veicolare e sostenere chi è in difficoltà non ha ancora trovato risposta, con la riapertura delle scuole fissata per il 12 settembre.
Le nostre richieste:
• Tempi certi e vincolanti per l'avvio e la conclusione dei lavori, resi pubblici e verificabili. (In vista della riapertura delle scuole il 12 settembre si prospetta un incubo sulla viabilità cittadina e del territorio)
• Trasparenza totale sui costi sostenuti finora e sulle responsabilità dei progetti abbandonati.
• Ristori adeguati, per importo e durata, alle attività economiche colpite dalla chiusura del ponte.
• Attivazione immediata di un servizio navetta gratuito verso Crema, in vista anche della riapertura delle scuole il 12 settembre.
• Chiarezza definitiva su fattibilità, costi e tempi del ponte provvisorio e del sovraponte.