Oggi Corro Anch'io

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11/09/2022

REGALAGLI LA CALMA.
- Voglio dare qualcosa a mio figlio e non so cosa.
- Regalagli la calma
- La calma?
- Proprio così, calmati: quando tuo figlio si arrabbia, regalagli la calma, quando si stressa, regalagli la calma, quando c'è una situazione difficile, regalagli la calma, quando succede qualcosa di grave, regalagli la calma .
- Ma come gli dono calma quando mi arrabbio?
- Ecco perché è un dono, è qualcosa che ti sforzi di ottenere e non sempre hai, non è qualcosa che avanza, a qualcuno che ami non dai ciò che avanza. Alle persone che amiamo doniamo loro ciò che è più prezioso, diamo loro tempo ed energie che investiamo nel crescere come esseri umani per poter dare calma quando si avvicina la tempesta.
💗

02/04/2018
02/04/2018

2 aprile - Giornata Mondiale Autismo


Davide è il tuo nome
(poesia dedicata a un bambino affetto da autismo)

Dov’è fermo il tuo sguardo Davide?
Inciampasti nel dettaglio per non vedere l’insieme.
Non è facile decifrare la bussola dei sensi
in tale marasma di stimoli sociali.
E come sosterrò io la ricompensa
di quella biologia molesta?
Rispettare la mancata connessione
tra le tue abilità sensoriali
è fatica immane per noi così detti normali.
Sopperire coi gesti a un’attenzione condivisa,
portarti a esplicitare una richiesta,
sono finalità impellenti nella mia testa.
Davide è il tuo nome,
non sei per me diagnosi
né variante o falla di architettura genetica,
aspettativa disattesa,
precoce o tardivo intervento,
compromessa plasticità cerebrale,
disturbo dello spettro.
Davide è il tuo nome
il bambino che ama il dettaglio. . .
Indosserò il tuo sguardo,
ascolterò la tua confusa stereotipia,
scenderò a incrociare l’oggetto che ti attrae
per accorciare la distanza
che ti tiene relegato in una stanza.

Claudia Piccinno

Il tuo nome invece è ….., il tuo è …., il tuo è ……, perché tutti siamo, siete persone ………

19/02/2018

“Le persone Asperger sono computer Apple in un mondo di pc. Ma ogni essere umano ha una password di accesso: se la trovi, spesso scopri dei tesori”
(PietroSermonti)

Tutte le giornate come quella del 18 febbraio, ma anche l’ordinaria quotidianità
devono rappresentare uno stimolo a ricercare la chiave di accesso alla ricchezza insita in ciascuno, nessuno escluso.
E’ un dovere per tutti.
Per la scuola di più.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof.Bacecchi Pietro

02/04/2017

ISTITUTO COMPRENSIVO CREMA 2

Circ. int. n. 85
OGGETTO: 2 aprile – Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo
Con questa canzone racconto la mia esperienza di mamma di un ragazzo autistico, mio figlio Francesco di 22 anni. Non sono cantante, nè musicista, ma mi piace cantare e questo è il modo che ho trovato per esprimere alcune delle emozioni che ho provato e tuttora provo nel vissuto quotidiano con Francesco, una bellissima anche se a volte faticosa sfida.
CHIUDI GLI OCCHI (APRI IL CUORE) Vecchie foto dal passato / neanche tanto poi remoto / qui sei tu da piccolino / eri proprio un bel bambino / con il cappellino in testa / era la tua prima festa / ridevamo tutti come matti / con i sogni ancora intatti. Hai già lo sguardo un po’ sfuggente / ma noi non vedevamo niente / Qui sei più grande /e sembri assorto / e nessuno ancora si era accorto / che guardando più lontano / te ne andavi piano piano, Te ne andavi e il perché io non capivo / ma una stretta fredda al cuore già sentivo / qui camminiamo mano nella mano / una mamma spersa – e il suo piccolo alieno. / Poi le visite, i dottori / osservazioni, questionari. / -C’è un ritardo- che eufemismo / ci son voluti anni per chiamarlo – autismo. L’accettazione è dolorosa / è la caduta rovinosa / delle speranze, di tutti i sogni / restan solo i tuoi bisogni. / Il futuro, come un muro ormai crepato / m’è crollato giù per terra / Lenta l’ho ricostruito / Ho combattuto la mia guerra / contro una sorte assai malefica / ma se non ti uccide, ti fortifica / allora, visto che non siamo morti / forse questo significa che siam forti /… ma cosa vuoi che me ne importi. E a volte quando si fa più dura / rimango chiusa tra le mie quattro mura / e solo allora nel silenzio della stanza / confesso a me stessa di sentire la mancanza …/ … delle parole che non mi hai detto mai… / di tutte quelle che non mi dirai… – Ma se chiudo gli occhi un momento / le parole tue io sento / che col cuore le ho già lette / le parole tue non dette. / Perché il cuore sa sentire / in un modo suo speciale / perché se il tuo cuore vuole / non gli servono le parole / E’ il linguaggio dell’amore / che abbiamo imparato ad usare / è così che ci capiamo a pelle / ve lo giuro, non son b***e. / E se c’è chi sa capire / quello che tu non sai dire / è perché ha aperto il cuore / alla forza dell’amore… / che non potrà fallire mai…/ questo già lo so, tu già lo sai… / se chiudi gli occhi, allora lo vedrai… / quel che non capisci, capirai! / Chiudi gli occhi / apri il cuore (4 v.) Gli anni son passati / e sei cresciuto / sei diventato grande / ma sei rimasto muto / forte e bello come il sole / è proprio vero / ti mancan solo le parole / In questa foto / sei in primo piano / i tuoi occhi come sempre van lontano / ti guardo, e nel tuo sguardo mi perdo / ma questa volta voglio andare fino in fondo / con il cuore, per capire / per comprendere il tuo mondo / Di nuovo, ti guardo / e mi perdo nei tuo occhi / come Alice nel mondo degli specchi. Lì vedo solo un mare calmo / liscio come una tavola / ma sotto c’è dell’altro, come in ogni bella favola / perché quella piattezza / nasconde nel profondo / di vita una ricchezza, di emozioni tutto un mondo /…. Forse un tesoro, insabbiato nel suo fondo. – Negli occhi tuoi io vedo / almeno, così credo / una luce assai brillante / quella di un sole nascente / Il bagliore iridescente / di un arcobaleno luccicante / il riflesso sfolgorante / di una mente che non mente/ Un luccichio simile all’oro / lo sfavillio di un gran tesoro / irradia dal tuo cuore puro/ che conosce solo il vero / Un candore abbacinante / la purezza di un diamante / per sempre allo stato grezzo / una gemma senza prezzo / che non vedrai brillare mai…/ se col cuore non la guarderai…/ chiudi gli occhi / provaci, e vedrai! Chiudi gli occhi / apri il cuore (4v.) Ci vuole un bel coraggio a continuare questo viaggio / ma la vita di tutti in fondo è fatta di alti e bassi/ per quelli come noi magari son più montagne russe / eppure andiamo avanti proprio come se niente fosse/ A volte penso a ciò che credo di aver perso / forse un po’ di sonno, magari una vacanza…/ di sport, no, non ne sento la mancanza / di movimento ne facciamo già abbastanza / che certe volte, quando sei quasi allo stremo / pensi che viver questa vita sia già uno sport estremo! C’è qualcos’altro da poter desiderare… / vedere il mondo, magari, sì, viaggiare /ma se non posso, ormai ho imparato come fare / basta che chiuda gli occhi e potrai sentirmi dire / – Più in alto, su nel cielo / come un gabbiano in volo / sulla scia di un aeroplano /il mio cuore vola solo / In picchiata, e in un momento / verso il mare, in mezzo al vento / tra gli spruzzi e tra le onde / il mio cuore si nasconde / Ma anche nel profondo mare / il mio cuore sa nuotare / che l’abisso lo conosce / meglio di qualunque pesce / E poi, su un grande prato / il mio cuore, a perdifiato / corre e gioca a nascondino / con la gioia di un bambino / che non dovrà soffrire mai… / se col cuore tu lo guarderai … / chiudi gli occhi, provaci, e vedrai! Chiudi gli occhi, apri il cuore (4 v.)
Da parte mia circolare muta, solo ascolto riflessivo e tanto rispetto.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Prof. Pietro Bacecchi

03/02/2017
10/11/2016

Crema. 13 gennaio 2017. Fornire strumenti di intervento e per inclusione. Protocolli per educazione affettiva, pianificazione, gestione e socializzazione.

02/06/2016
24/05/2016

In un futuro non lontano l'autismo potrà essere diagnosticato su neonati di pochi giorni di vita con un «test dello sguardo», un esame semplice che consiste nel vedere se gli occhi del bebè siano o meno catturati da «stimoli sociali», come la vista di un viso, o il movimento di una mano, o ancora più schematicamente il movimento di una serie di punti astratti su un video che 'imitanò i movimenti di un braccio.

L'importante prospettiva arriva da uno studio italiano coordinato da Giorgio Vallortigara dell'Università di Trento, con colleghi delle università di Padova, di Exeter (GB) e dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma su bebè di 6-10 giorni di vita: neonati ad alto rischio di autismo, le cui reazioni a stimoli sociali sono state confrontate con quelle di neonati a basso rischio.

Secondo quanto riferito sulla rivista Scientific Reports, sono state evidenziate differenze notevoli nei comportamenti dei neonati a basso rischio di autismo rispetto ai comportamenti dei piccoli ad alto rischio - ovvero bebè con fratelli maggiori autistici che, quindi, hanno a loro volta un elevato rischio di ammalarsi in modo conclamato o comunque di manifestare lievi disturbi dello spettro autistico. «Nel nostro lavoro - rileva Vallortigara - per la prima volta in assoluto si studiano le reazioni di bimbi di pochissimi giorni di vita, 13 ad alto rischio e 16 a basso rischio di autismo».

Le differenze registrate sono sostanziali: i neonati ad alto rischio di malattia non sono interessati a stimoli sociali e perdono subito l'attenzione verso essi; i bebè a basso rischio, invece, prediligono in maniera evidente gli stimoli sociali, quindi fissano a lungo tali stimoli visivi mentre si disinteressano in fretta a oggetti inanimati. I bimbi ad alto rischio di autismo già appena nati sembrano disinteressati a stimoli sociali: non seguono con lo sguardo movimenti di «oggetti animati», come ad esempio gli occhi o la mano di un adulto.

Questo studio getta le basi per una «diagnosi precocissima», alla nascita, di disturbo autistico e quindi suggerisce la possibilità di interventi tempestivi sul bebè per tentare di contrastare la malattia al suo esordio, conclude Vallortigara. Lo studio, spiega Vallortigara intervistato dall'ANSA, è stato reso possibile grazie al contributo del network italiano coordinato dall'ISS «NIDA», rete per lo studio e monitoraggio di bambini ad alto rischio di Disturbi dello Spettro Autistico. L'autismo è una malattia complessa, con molti livelli di gravità. È caratterizzata da disfunzioni del cosiddetto «cervello sociale», ovvero di quelle aree della corteccia importanti per stabilire delle relazioni sociali, per provare empatia, per relazionarsi col prossimo.

Sempre più ricerche sembrano dimostrare che il disturbo autistico sia presente sin dalla nascita, e vi è infatti familiarità per la malattia. La diagnosi, comunque, ad oggi non può essere fatta ad oggi prima che il bambino abbia compiuto 2-3 anni di vita. Già in passato uno studio su Nature aveva mostrato che bimbi cui in seguito sarebbe stato diagnosticato l'autismo cominciano a perdere, già nei primissimi mesi di vita, il contatto con gli occhi degli altri e l'interesse visivo per stimoli di varia natura che guidano l'interazione sociale (ad esempio espressioni del viso o posture del corpo).

24/05/2016

Indirizzo

Crema
26013

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