22/02/2025
Oggi è la giornata del pensiero, festa per tutti gli scout del mondo. Anche per me un giorno particolare: scelsi di giurare come premier proprio il 22 febbraio, undici anni fa.
Mi fa pensare che questa data sia da sempre associata agli sforzi per la pace. Baden Powell, fondatore dello scoutismo, era un generale. Avendo fatto la guerra, voleva la pace. Ma la pace è difficile, è complicata, è faticosa.
In queste ore nel dibattito politico internazionale, ma anche italiano, vanno di moda le semplificazioni. Vince chi la spara più grossa. E nessuno sembra interessato a un dibattito serio e profondo. Stanno riscrivendo l’ordine geopolitico del mondo e per la prima volta da secoli l’Europa non è al tavolo. La colpa è innanzitutto dei leader europei, privi di visione e vittime del loro populismo. Poi certo possiamo prendercela con Trump e le sue follie, possiamo urlare contro il mondo la nostra rabbia, possiamo piangerci addosso. Ma la verità è che senza leader capaci di fare politica, e soprattutto politica estera, l’Europa è finita.
Cinque anni fa dicevo che l’Arabia Saudita era lo snodo del futuro e mi prendevano in giro. Tre anni fa chiedevo un inviato speciale dell’Unione Europea a Mosca e Kiev e mi rispondevano con gli slogan. Cinque mesi fa abbiamo proposto gli Stati Uniti d’Europa e i presunti riformisti italiani hanno spaccato tutto pur di far vincere i sovranisti. La verità è che per costruire la pace ci vuole la politica. Ma anche in Italia ci sono troppi influencer che vivono di like e non sanno che per fare politica occorrono visione, coraggio e tempi lunghi. Buona giornata del pensiero a tutti