08/03/2025
Oggi ricorre la Giornata Internazionale della Donna. L’8 marzo NON È la Festa della Donna.
Fino a quando una donna non sarà libera di scegliere cosa fare del proprio corpo, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando qualcuno penserà di poter decidere sul corpo di una donna, imponendole una maternità non desiderata, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando una donna vittima di stupro si sentirà dire che doveva vestirsi diversamente o bere di meno, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando definirsi donna significherà rimanere ingabbiata in un ruolo imposto da altri, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando verrà insegnato ai bambini che “la mamma lava e stira” e “il papà lavora”, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando sarà considerato normale insultare una donna che vive liberamente la propria sessualità, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando gli insulti generici faranno riferimento alla sessualità della donna (— zo***la, pr******ta, pu***na —) non ci sarà niente da festeggiare.
E finché qualcuno riterrà normale abusare, molestare, picchiare, stuprare una donna, non ci sarà niente da festeggiare.
Fino a quando qualcuno dirà a una donna, nella quotidianità ma soprattutto nei luoghi di lavoro, “STAI ZITTA”, non ci sarà nulla da festeggiare.
Finché un uomo non lotterà per garantire la parità di genere, non ci sarà nulla da festeggiare.
Perciò auguro a tutte le donne, ma soprattutto a tutti gli uomini, che questa giornata sia un momento di riflessione per prendere consapevolezza di ciò che è stato fatto da chi ci ha preceduto e di quanto ancora resta da fare, affinché ogni giorno si ribadisca che nessuno ha il diritto di limitare la vita degli altri, privandoli dei loro diritti e distruggendo i loro sogni.