04/12/2025
Quella di oggi non è stata una semplice inaugurazione: ma una giornata che intreccia memoria e futuro, radici e nuovi inizi.
L’incontro, intitolato “Memoria e futuro condiviso”, voleva proprio tenere insieme ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare.
La fusione tra la Cooperativa Unità Operaia Alto Canavese e la Cooperativa Giuseppe Di Vittorio, conclusasi proprio nel giorno del 54° anniversario della fondazione della UOAC – il 18 novembre scorso – non è solo un atto formale o giuridico.
È un passaggio verso il futuro che porta con se la testimonianza, il lavoro, l’esperienza e i sacrifici dei cooperatori che si sono succeduti negli anni. E’ stato un gesto di responsabilità verso la storia che abbiamo alle spalle e verso le generazioni che verranno.
Scegliere di concludere la fusione nel giorno del “compleanno” della UOAC è stato un modo per dire con chiarezza che nulla viene dimenticato, che la storia di questa cooperativa continua a vivere dentro un progetto più grande.
Oggi, inaugurando la Sezione Soci Alto Canavese nella già sede della Cooperativa UOAC, affermiamo con forza che questo luogo, questi muri, queste stanze, restano un punto di riferimento per il territorio, per i soci e per chi crede nella cooperazione.
Questa sezione non deve essere un semplice ufficio: ma una casa dei soci, uno spazio di ascolto, di incontro, di confronto, dove si costruiscono risposte concrete ai bisogni abitativi e sociali, ma anche dove si coltivano relazioni, solidarietà, mutualità.
È il modo con cui la Cooperativa Giuseppe Di Vittorio ha scelto di essere presente, con rispetto, in continuità con la storia dell’Unità Operaia Alto Canavese.
Oggi, però, ci sarà anche un altro motivo che rende questo momento particolarmente intenso: l’intitolazione di questa sezione a Domenico Iannello, storico Presidente dell’UOAC per oltre 25 anni.
Domenico non è stato solo un amministratore capace: è stato un punto di riferimento umano e morale. Ha dedicato anni della sua vita alla cooperazione, guidando la UOAC con passione e determinazione, tenendo insieme numeri e persone, conti e valori, progetti e relazioni.
Per tanti soci, amministratori e dipendenti, Domenico è stato un esempio di come si possa “fare cooperativa” mettendo al centro non le cose ma le persone.
Ha saputo ascoltare, mediare, cercare soluzioni condivise; ha affrontato problemi, momenti difficili, scelte complesse, sempre con l’idea che il bene della cooperativa dovesse coincidere con il benessere dei suoi soci e del territorio.
La sua capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, di unire e non di dividere, di guardare lontano senza perdere il contatto con la realtà di tutti i giorni, è stata ed è ancora oggi una risorsa preziosa.
Il suo stile non era fatto di grandi proclami, ma di impegno quotidiano, di presenza, di concretezza.
Oggi, certamente, sentiamo la mancanza della sua persona, della sua voce, dei suoi consigli. Ma allo stesso tempo sentiamo molto forte il suo lascito.
Intitolare a Domenico Iannello la Sezione Soci Alto Canavese della Cooperativa Giuseppe Di Vittorio non è un gesto simbolico di facciata, ma un impegno a camminare nel solco che lui ha tracciato, facendo sì che ogni scelta, ogni progetto, ogni decisione sia coerente con i principi di cooperazione, solidarietà, mutualità e responsabilità che lui ha incarnato.
La fusione tra UOAC e Giuseppe Di Vittorio e l’apertura di questa sezione soci non cancellano nulla: non cancellano una storia, non cancellano un nome, non cancellano un’identità. Al contrario, la ricompongono e la proiettano nel futuro.
La Cooperativa Giuseppe Di Vittorio raccoglie e rinnova il patrimonio di impegno sociale e cooperativo costruito in oltre cinquant’anni dall’Unità Operaia Alto Canavese, dalle sue donne e dai suoi uomini, da chi ha creduto che il diritto alla casa, alla dignità e alla comunità fosse un obiettivo da perseguire insieme, non da soli.
Da oggi in poi, questa Sezione Soci Alto Canavese – intitolata a Domenico Iannello – avrà il compito di mantenere vivo il legame con la storia dell’UOAC, essere un presidio di ascolto e di vicinanza ai soci del territorio, costruire nuovi percorsi di cooperazione, anche alla luce delle sfide di oggi: l’accesso alla casa per i più fragili, le trasformazioni sociali, le nuove povertà, i cambiamenti demografici, le esigenze delle nuove generazioni.