11/08/2026
📌 TARI 2026: AUMENTI PER TUTTI, DATI PER NESSUNO
Nel primo post abbiamo spiegato quanto aumenterà la TARI per tutti, con un +40% per commercianti e attività.
Oggi vogliamo condividere altre criticità che, secondo noi, i cittadini di Dairago hanno il diritto di conoscere.
♻️ DOPO DUE ANNI DI TARIP, I DATI ANCORA NON CI SONO
La TARIP era stata presentata come una tariffa più equa: chi produce meno rifiuti paga meno, chi è virtuoso viene premiato.
Eppure, dopo oltre sette mesi, il Comune non dispone ancora dei dati definitivi del 2025 sulle esposizioni delle mastelle, suddivisi per numero di componenti delle famiglie.
Parliamo di dati che vengono rilevati elettronicamente durante la raccolta e che, in teoria, dovrebbero essere disponibili in tempo reale.
Non sappiamo quindi quante famiglie abbiano utilizzato tutti i conferimenti minimi, quante ne abbiano utilizzati molti meno, se quei minimi siano corretti, se sia possibile premiare davvero chi produce meno rifiuti.
Eppure, nonostante questa mancanza di dati, la TARIP 2026 è stata comunque costruita e approvata.
Il risultato?
Il sistema rimane sostanzialmente identico.
Nessun nuovo meccanismo premiale.
Nessuna riduzione per i più virtuosi.
Anzi: aumentano anche i costi dei conferimenti.
🗑️ E CI SONO ANCORA CIRCA 240 MASTELLE NON ASSOCIATE
Lo scorso anno erano circa 700 (dato non comunicato ai consiglieri in commissione).
Oggi sono diminuite, ma restano ancora circa 240 mastelle non associate a nessuna utenza.
Un problema tutt’altro che marginale.
Perché una tariffa “puntuale” funziona solo se sappiamo chi conferisce e quanto conferisce.
Se centinaia di conferimenti non vengono attribuiti correttamente, il principio del “paga per quanto produci” si indebolisce alla radice.
📈 E L’INDIFFERENZIATO?
La maggioranza ha dichiarato in Consiglio che il rifiuto indifferenziato è passato da 58 a 63 kg pro capite nell’anno utilizzato per costruire la TARI 2026.
Quindi l'indifferenziato è aumentato, non diminuito!
Ma la TARIP non doveva aiutarci a differenziare meglio?
⏱️ 76 GIORNI PER L’AMMINISTRAZIONE. POCHISSIME ORE PER I CONSIGLIERI.
Il Piano Economico Finanziario era nelle mani dell’Amministrazione dal 29 aprile.
È stato inviato al validatore il 14 luglio: 76 giorni dopo.
La commissione competente non ha potuto analizzare il documento definitivo, che è stato modificato fino a ridosso del Consiglio comunale.
La maggioranza lo sapeva, perché ha dettato lei i tempi di lavoro e ha comunque deciso di procedere.
E stiamo parlando dell’atto che determina quasi 800.000 euro di tariffe per famiglie e imprese.
Per noi, questo non significa mettere i consiglieri nelle condizioni di svolgere seriamente il proprio ruolo.
🪑 E L’ASSESSORE?
L’assessore che ha seguito tutta l’istruttoria della TARI non era presente al Consiglio comunale in cui la tariffa è stata discussa e approvata.
Parliamo di un assessore esterno, non dairaghese, non eletto dai cittadini, al quale sono state affidate competenze delicate e decisive.
Non conosciamo le ragioni della sua assenza, che potrebbero essere legittime, ma su un provvedimento che incide sulle tasche di migliaia di famiglie e attività, la sua presenza sarebbe stata importante.
Il Sindaco ha definito questa “la soluzione più indolore possibile”. Noi vediamo una situazione diversa:
- aumenta la TARI per le famiglie,
- aumenta molto di più per le attività,
- aumentano i costi dei conferimenti,
- l’indifferenziato è aumentato,
- mancano dati fondamentali sui conferimenti,
- ci sono ancora centinaia di mastelle da associare.
- Dov’è il beneficio promesso dalla TARIP per i cittadini virtuosi?
Noi abbiamo votato NO.
Non perché sia piacevole contestare una tariffa quando i costi aumentano, ma perché dopo due anni crediamo sia legittimo pretendere dati, trasparenza, programmazione.