Rifondazione Comunista Nucleo "26 Luglio 1953" Decimomannu-Assemini

Rifondazione Comunista Nucleo "26 Luglio 1953" Decimomannu-Assemini Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Rifondazione Comunista Nucleo "26 Luglio 1953" Decimomannu-Assemini, Partito politico, Decimomannu.

11/05/2026
Il Segretario del circolo PRC " P. Spina" di Elmas Gesuino Viola, ha espresso la posizione del circolo rispetto alle imm...
11/05/2026

Il Segretario del circolo PRC " P. Spina" di Elmas Gesuino Viola, ha espresso la posizione del circolo rispetto alle imminenti amministrative del comune del Cagliaritano, spiegando con lucidità e chiarezza le motivazioni che vedono il PRC di Elmas distante dalle due coalizioni e non prendere parte alla tornata elettorale.✊

25/04/2026
02/03/2026

VENERDI' 6 MARZO, ORE 17.00 IN VIA BURAGNA 20 CAGLIARI.
UN'UNICA ESPERIENZA DI LOTTA PER DIRE CHE UN'ALTRO SISTEMA SOCIALE OLTRE AL CAPITALISMO E' POSSIBILE.

02/03/2026

Non mancate all' appuntamento. Sempre dalla parte della classe operaia ✊🏽

24/02/2026

L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA.

La repressione dell'antifascismo militante raggiunge le aule di tribunale, o almeno questo è ciò che auspicherebbero le forze dell'ordine.
In questi giorni fioccano gli avvisi del Tribunale di Cagliari nei confronti delle compagne e compagni, 91 in totale, per aver manifestato in supporto alla Global Sumud Flottilla e contro la gravissima sfilata del Blocco Studentesco per le vie della città.
Non entreremo nel merito dei singoli avvisi. Non sono sentenze, ma la chiusura di indagini che attendono ancora di essere verificate nelle sedi opportune. Perciò non è nostra intenzione fare processi alternativi né sostituirci a chi dovrà giudicare.
I reparti della Digos si sono infatti ben premurati di identificare i compagni che al grido "Blocchiamo tutto" sono scesi per le strade cagliaritane anziché i neofascisti che sventolavano abilmente i loro neri vessilli e incitavano alla "Remigrazione", presentando il loro rapporto al Pubblico Ministero del foro di Cagliari.

Quello che riteniamo profondamente sbagliato è un'altra cosa: il fatto che oggi si stia sistematicamente criminalizzando chi non si allinea al governo o all'estrema destra. Due pesi e due misure.
Da un lato si tollerano dei neofascisti che desiderano una pulizia etnica (che a Cagliari e in Sardegna non saranno mai i benvenuti), dall'altro si persegue chi rifiuta a priori tali richieste surreali, chi ha il buonsenso di opporsi, anche senza usare violenza.
La partecipazione e organizzazione di manifestazioni, sit-in e scioperi in risposta alla violenza del sistema non può né deve essere considerata reato, e tantomeno il sostegno concreto all'antifascismo, ormai criminalizzato.
Al contrario sarebbe stato compito della questura impedire la passeggiata dei neofascisti dichiarati del 1 novembre, invece questa ha ben deciso di far schierare il proprio esercito contro coloro che, non solo a parole, si son dati da fare perché la città non venisse lasciata nelle mani dei fascisti in doppiopetto, e nonostante le dichiarazioni per cui non sarebbe stato negato il diritto di manifestare ad entrambi, ponendo fascismo e antifascismo sullo stesso piano.
Intanto, mentre il sindaco e la giunta lasciavano fare, si leggeva su un quotidiano regionale: "Il partito dei Progressisti, che a Cagliari esprime il sindaco Massimo Zedda, ha annunciato che i suoi rappresentanti saranno in piazza accanto agli antifascisti", per poi dissociarsi prontamente all'indomani dei cortei.

Queste misure, in accordo con la linea repressiva portata avanti dal governo italiano, si pongono in netto contrasto con il diritto dei cittadini a poter scioperare e manifestare il proprio dissenso nei confronti dei governanti che invece appoggiano criminali di guerra, mentre il popolo è vittima dei loro abusi e dispotismo.
Come Partito della Rifondazione Comunista e come Giovani Comunisti/e esprimiamo la nostra totale solidarietà alle compagne e compagni inquisiti, e la nostra ferma condanna nei confronti dell'abuso del potere da parte del governo e del loro braccio armato.
Noi a prescindere da tutto saremo sempre antifascisti, consci di essere dalla parte giusta della storia. E soprattutto, consapevoli di non aver mai girato lo sguardo davanti a questi avvenimenti.
Le intimidazioni e la repressione non fermeranno la lotta antifascista, anticapitalista e anticolonialista, non sarà infatti la politica dei lacrimogeni, dei manganelli e della magistratura asservita all'esecutivo (come vorrebbero che avvenisse il prossimo marzo) a fermare il disagio, la rabbia e il dissenso dei cittadini privati dei proprio diritti.

Enrico Lai - Segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista Sardegna
Efisio Marcìa - Coordinatore Giovani Comunisti Sardegna

15/01/2026

I TETTI CROLLANO, I TERMOSIFONI SPENTI... MA PER LA SCUOLA E' PIU' IMPORTANTE FARE I PROGETTI CON LE FORZE ARMATE.
NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA.

La scuola italiana, quella della Costituzione, crede fermamente nell’articolo 11 della stessa carta, il quale afferma:

“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".

La scuola dovrebbe essere un luogo di costruzione della pace, una palestra di vita in cui sviluppare lo spirito critico di ogni singol* studente e studentessa.
Ma qual è oggi la situazione reale della scuola italiana?
La scuola corre il serio rischio di diventare un campo di arruolamento, un luogo deputato alla formazione di bravi soldati e difensori della patria da fantomatici nemici esterni.
La retorica bellica è già entrata, senza neanche creare troppo scalpore, all’interno del
sistema scolastico italiano.
Molteplici sono le iniziative, spesso obbligatorie per gli studenti, che vedono l’ingresso dei militari all’interno delle scuole di vario ordine e grado, anche in Sardegna, in cui si arriva a rasentare un clima vergognoso di addestramento delle coscienze sin dall’infanzia.
Il tentativo di normalizzare il concetto di guerra e di preparazione alla stessa riempiendo sempre più gli arsenali e svuotando le tasche dei cittadini italiani è qualcosa che noi di Rifondazione Comunista Sardegna denunciamo da mesi e verso cui guardiamo con seria preoccupazione.
I giovani vedono nell'arruolamento un'opportunità lavorativa concreta, sicura e duratura. I cittadini, sempre più privati dei diritti fondamentali nonché dei beni primari, sono sempre più fragili ed è proprio in questo frangente che si crea il terreno fertile per la politica della militarizzazione delle nuove leve.
Se questa normalizzazione del “bellicismo” diventa poi anche educazione, con il consenso più o meno consapevole, di un corpo
docente sempre più schiacciato da una burocratizzazione che spegne il senso più profondo dell’insegnamento, cioè la creazione di coscienze critiche, allora dobbiamo prendere atto del grosso pericolo che stiamo correndo. A rendere il quadro ancora più grave e inquietante è il paventato ritorno della leva militare obbligatoria, motivo per cui il governo italiano ha pensato di somministrare un questionario mirante a sondare l’opinione degli studenti sull’eventuale reintroduzione del servizio militare o sulla eventuale disponibilità a partire in guerra qualora fosse necessario.
Rileviamo con sollievo che quasi il 70% dei giovani si dichiara contrario alla leva e alla chiamata alle armi.
Insomma, mala tempora currunt sed peiora premunt, dicevano i latini.
In un tempo afflitto da guerre e nuovi olocausti abbiamo bisogno di ritornare a parlare di pace, di riportare i temi della cooperazione e della solidarietà al centro dei programmi scolastici, di abbattere l’educazione al concetto di "Occidente dominante" e, soprattutto, di eliminare quell’orribile paradosso della pace armata.
La scuola non ha bisogno di militari, la scuola ha bisogno di docenti e discenti (parafrasando un po’ Gramsci) che insegnino e apprendano la bellezza del mondo.
Rifondazione Comunista Sardegna e Giovani Comunisti/e Sardegna rivolgono un appello alle famiglie e student* per salvaguardare la scuola che dovrebbe essere luogo di pace, dinnanzi al rischio di militarizzazione della didattica, si propone il boicottaggio degli eventi promossi negli istituti sardi come atto di responsabilità civile.

01/09/2025

[red] Pubblichiamo il comunicato stampa della segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista in Sardegna sulla misura da un milione di euro presentata dall’assessora regionale al lavoro Manca relativo alle stabilizzazioni a tempo indeterminato da parte della Regione Sardegna. Come P...

01/09/2025

Cagliari, 24 luglio 2025 - "Consentire ai lavoratori di guardare al futuro con fiducia, di programmare tempi di vita e orizzonti familiari, ma soprattutto di poterlo fare in Sardegna e non essere più costretti a emigrare alla ricerca di opportunità occupazionali dalle prospettive più solide. Ques...

Indirizzo

Decimomannu
09033

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