06/10/2020
Ancora a proposito di PUC, chiariamo oggi una FAQ, per non dire una finta scusa, prendendo a prestito le parole di un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano a firma di Luisiana Gaita il 2 Ottobre scorso:
"CHI PAGA – Eppure nella stragrande maggioranza dei Comuni italiani non sono stati neppure presentati i progetti. Alcune amministrazioni lamentano costi eccessivi, dall’assicurazione sugli infortuni alla formazione. “Per formazione, visite mediche e acquisto vestiario – replica l’assessore del Comune di Pescara – c’è una quota a parte della voce Servizi nel Fondo Povertà (annualità 2019)”. A valere sul fondo, infatti, 322 milioni per il 2019 e 562 per il 2020 sono destinati al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali “compresi eventuali costi per l’adeguamento dei sistemi informativi dei comuni, singoli o associati, nonché gli oneri per l’attivazione e la realizzazione dei Puc. Per quanto riguarda l’assicurazione per gli infortuni, il decreto attuativo dei Puc – come conferma a ilfattoquotidiano.it il ministero del Lavoro – “prevede che sia i costi assicurativi (articolo 4 comma 4) che i costi generali di attuazione dei Comuni (articolo 5 comma 1) sono a carico del Fondo povertà e del PON inclusione”. In particolare, per semplificare gli oneri amministrativi in capo ai Comuni è stato predisposto un modulo della piattaforma Gepi “all’interno del quale indicare beneficiari e progetti, con indicazione trimestrale delle giornate svolte, esonerando i comuni stessi dalle registrazioni, comunicazioni e versamenti all’Inail”. E’ l’istituto stesso, una volta acquisiti i dati trimestrali dal Ministero, a calcolare il premio dovuto e fare richiesta di rimborso. Nessun costo, insomma, e nessun adempimento burocratico a carico delle amministrazioni."
Beh, a questo punto non ci sono più alibi!