12/01/2015
NURAGHE RIO PELDOSU
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Una cosa molto singolare. Gran parte dei nuraghe che ho visitato si trovano in territorio di confine, quasi come fossero utilizzati in passato come strutture per delimitare le linee di demarcazione dei vari comuni. Cosi è per l'imponente nuraghe Rio Peldosu (in mariese) o Arriu Perdosu ( con la r al posto della l). Si tratta di una struttura troncoconica , quindi nuraghe propriamente detto, composto da 2 torri, una che scruta il mare e l'altra rivolta a nord. Ipotizziamo quindi un nuraghe complesso, che dal suo lato sud guarda il mare. L'ingresso non è individuabile, mentre una finestrella aperta dai cosiddetti curiosi ci permette di intravedere un interno fantastico. Allo stato attuale mi sembra sia uno dei nuraghe meglio conservati, con la sua forma che si riallaccia alla forma del nuraghe tipico che ha reso celebre la sardegna nel mondo.
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"Mi immagino i miei avi, che dall'alto di queste torri scrutavano il mare, crocevia di genti amiche e nemiche, di scambi e di traffici, e mi immagino Portus Herculis, o Amal Fatah, (Malfatano), controllato da questo faro ante litteram, da dove le genti antiche aspettavano il ritorno dei loro consanguinei, gli shardana, braccio armato di una popolazione che viveva in simbiosi col mare con la natura, col cielo e la terra""
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Nuraghe vuol dire, mucchio, cavità, ma anche fuoco: poiché ignoriamo cosa realmente si facesse nella sommità di queste imponenti strutture, non sappiamo a cosa esse servivano. Ma so che a oggi possono aiutare la Sardegna a ritrovare la sua vera identità.