12/08/2026
82 anni fa, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema, 560 persone tra donne, anziani e bambini furono trucidate dalle SS naziste con la complicità fascista.
L’Emilia-Romagna condivide con questo territorio il dolore e l’orgoglio di comunità che hanno saputo resistere, rialzarsi e custodire la memoria come fondamento della nostra Repubblica.
Senza la scelta di tanti uomini e donne che in quei mesi drammatici decisero di combattere, anche a costo della propria vita, contro la barbarie nazifascista, non ci sarebbe l’Italia che conosciamo oggi.
Quest’anno quel legame si è fatto ancora più concreto con l’inaugurazione del Cammino ’44, che unisce Sant’Anna di Stazzema a Monte Sole lungo oltre 180 chilometri attraverso la Linea Gotica. Un percorso che attraversa Toscana ed Emilia-Romagna e che trasforma la memoria in un cammino condiviso, capace di unire territori e generazioni nel nome della pace, della libertà e della democrazia.
Sant’Anna di Stazzema e Monte Sole rappresentano due delle più efferate stragi nazifasciste compiute sul suolo italiano: oltre 1.100 vittime civili innocenti, nell’estate del 1944, per mano della stessa divisione tedesca, la XVI SS “Reichsführer”.
Ricordare l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema significa respingere ogni forma di odio, di negazionismo e di revisionismo.
Significa difendere la pace, la libertà e la democrazia.
Significa non lasciare mai sole le comunità che custodiscono una ferita che appartiene all’intero Paese.
Alla comunità di Stazzema e a tutta la Toscana va il rispetto e l’affetto dell’Emilia-Romagna.
Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Repubblica trova qui alcune delle sue radici più profonde.
E noi continueremo, insieme, a prenderci cura di questa eredità, perché la memoria non appartenga soltanto al passato, ma continui a guidare il futuro della nostra democrazia.