03/06/2026
Il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, è stato nominato vicepresidente dell’Associazione de ‘I Borghi più Belli d’Italia’. Un ruolo, definito nel corso dell’assemblea nazionale del sodalizio che si è svolta a Trevi lo scorso 30 maggio, maturato in seguito alla rielezione del primo cittadino dozzese all’interno del Consiglio Direttivo in rappresentanza dei Comuni dell’Emilia-Romagna dopo i consensi e i risultati centrati durante il mandato iniziato nel 2020. Una mansione sempre più rilevante e strategica, a fianco dello storico presidente del Club Fiorello Primi, in virtù della crescente incidenza dei 375 ‘Borghi più Belli d’Italia’ (più 1,9% rispetto al 2025 e più 24,6%, pari a 74 unità, aggiunte nel parallelo con il 2020) nello scacchiere della pen*sola.
Numeri che parlano chiaro e che concentrano nelle regioni del Centro Italia ben il 32% dei borghi legati all’associazione con un rilevamento massimo di 32 paesi in Umbria, 31 nelle Marche e 29 in Toscana e Liguria. Emilia Romagna, invece, a quota 18. Un dato complessivo di circa 19,8mila chilometri quadrati (6,6% del territorio nazionale) dove risiedono poco meno di 1,5 milioni di abitanti (2,5% del totale nazionale).
Un prezioso attestato di stima per Albertazzi che, oltre alla fiducia dei colleghi della regione, ha ottenuto la rappresentanza di tutto il Nord Italia per il prossimo percorso quinquennale con compiti, tra gli altri, di definizione del programma annuale delle attività, degli indirizzi generali e della politica gestionale del Club oltre alle competenze in materia di bilancio.
“Un’opportunità che mi riempie d’orgoglio anche perché, da dozzese, sono cresciuto con l’immagine del cartello de ‘I Borghi più Belli d’Italia’ posizionato all’ingresso del paese ben impressa nella mente – ha detto il sindaco Albertazzi -. Una nuova sfida fatta di stimoli e di tanto lavoro da portare avanti. Un riconoscimento che premia quanto materializzato in questi anni, attraverso una logica di rete sul territorio emiliano-romagnolo, per rendere sempre più concreto il peso istituzionale dei borghi. In tal senso, è una preziosa testimonianza la nascita della nostra associazione regionale che dialoga con continuità con la Regione su diversi temi e istanze sensibili per i territori dell’entroterra emiliano-romagnolo”. Non solo: “Una nomina importante per Dozza e la sua comunità – ha aggiunto -. Il mio compito sarà quello di lavorare su politiche sociali, attrattività turistica e valorizzazione culturale. In un mondo che cambia velocemente e che vive un periodo storico di crisi profonde, i borghi possono diventare laboratori sperimentali per lo scambio di buone pratiche e il contenitore ideale per elaborare proposte da rappresentare in seguito a livelli più alti”.