che giustificano la presenza stanziale dell'uomo dediti alla pastorizia e all'agricoltura. Una terra meravigliosa che domina tutta la piana e a difesa di questo villaggio in seguito furono costruite cinta di mura poligonali dette anche ciclopiche o pelasgiche, costruite probabilmente dagli Eburini, una delle dodici popolazioni confederate dei Lucani. I resti di queste mura V-IV secolo a. sono anco
ra visibili sul versante meridionale dei Monti Picentini, a ridosso del torrente Tufara in Località Ermice ad Eboli. L’Embrice, oggi conosciuto come Ermice, viene menzionato nei protocolli notarili già nel 1130. Difatti, nell’aprile del 1130, ai tempi di Ruggero II, “glorioso principe e duca”, Cennamo, figlio del fu Guaiferio, vende a Columbo un pezzo di terra con vigna e alberi fruttiferi alla località “Imbriaci” per 97 tarì d’oro. Ritroviamo menzionata la località nel luglio del 1152, “anno 22° del regno di Ruggero II”, quando Giovanni Capobianco, figlio di Maraldo, e sua moglie Trotta offrono al monastero della Santa Trinità di Cava tutti i loro beni, tra i quali due terre con vigna alla località “Imbriaci”. Ancora, il 18 agosto 1334, “al tempo di re Roberto (D’Angiò)”, il prete Guglielmo de Salerna, primicerio della terra d’Evoli vende al prete Giovanni de Verderamo diversi beni mobili e immobili, tra i quali una vigna alla località “Imbriaci”. Nel Dicembre del 1400 “nel 13° anno di Ladislao” secondo la volontà testamentaria di Cubello de Palmerio, frà Antonio de Manfrido, guardiano del convento di San Francesco di Eboli fa valutare da alcuni apprezzatori, Coluccio de Gisulfo e Antonio Boccalupo, i beni appartenuti al defunto, tra i quali figura una vigna alla località “Imbriaci”, valutata 17 once d'oro. L’8 ottobre 1452, “ai tempi di re Alfonso I”, Giovannitello Gallippo vende a Giovanni Apelneolo una vigna con alberi fruttiferi alla località “Li Imbriaci” per 6 once e 15 tarì. Il 1 settembre 1541, il nobile Baldassarre Caravita acquista dal nobile Aurelio de Rahone una vigna con “territorio” nel luogo detto “LI Impriaci” per 50 ducati. Infine, il 1 settembre 1554 Giovanni Antonio Caravita acquista da Cesare Sassiano un bosco con “territorio incolto” sito nel luogo detto “Le Impriaci” per 45 ducati.