Indipendenza-Empolese Valdelsa

Indipendenza-Empolese Valdelsa Pagina ufficiale degli iscritti ad Indipendenza dell’Empolese Valdelsa

Una Votazione su Whapp come un sondaggio tra amici , là dove è tutto deciso , quando hanno tolto persone che avrebbero v...
06/04/2026

Una Votazione su Whapp come un sondaggio tra amici , là dove è tutto deciso , quando hanno tolto persone che avrebbero votato NO e inserito persone Asservite , per una falsa di votazione . Dall’ultimo direttivo Nazionale fatto fine luglio 2025 il nuovo esecutivo ha affondato indipendenza . E poi esce con un sondaggio su Whapp : un offesa all’intelletto delle persone.
Per la Toscana:
-tre persone hanno votato SÌ
-due persone hanno votato NO
-due persone si sono astenute
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COMUNICATO STAMPA
Pescara, 5 aprile 2026

In merito all’articolo pubblicato oggi - 5 Aprile 2026 - su Il Centro dal titolo “La prima crepa nella Lega: «Da Vannacci per i valori», all'interno del quale è riportata la notizia come segue «Il Movimento Indipendenza, fondato da Gianni Alemanno, è subentrato in Futuro Nazionale» la segreteria regionale abruzzese del Movimento Indipendenza precisa quanto segue:

Desideriamo chiarire con assoluta nettezza che nessun membro della segreteria regionale abruzzese del Movimento Indipendenza né i suoi tesserati regionali hanno aderito a Futuro Nazionale.

Il nostro percorso politico, radicato nei valori di una alternativa sociale, sovrana e identitaria e anti-atlantista che ha sempre caratterizzato il Movimento Indipendenza in Abruzzo, rimane autonomo e coerente con la linea originaria del partito fondato da Gianni Alemanno. Non condividiamo l’operazione di confluenza nazionale del Movimento in Futuro Nazionale e, di conseguenza, non partecipiamo a questo progetto a livello regionale.

Continueremo a lavorare con impegno sul territorio abruzzese per difendere i principi di sovranità nazionale, tutela delle famiglie, sicurezza, lavoro e identità culturale del nostro popolo, senza compromessi e senza rincorrere nuove sigle incoerenti con la nostra visione del mondo, della politica e della cultura.

Restiamo a disposizione di tutti coloro che, in Abruzzo, condividono questa visione netta e non negoziabile dei valori.

La segreteria Regionale Abruzzese del Movimento Indipendenza.

13/06/2025

L’aggressione dello stato di Israele contro la Repubblica Islamica dell'Iran.

È fondamentale che il mondo comprenda i fatti, liberi da propaganda e pregiudizi. Israele, agendo con una malvagità che ignora il diritto internazionale.
L Iran è nazione che aspira alla pace e alla stabilità, una nazione che ha sofferto sotto sanzioni ingiuste e pressioni esterne. Sono un popolo che desidera solo vivere in armonia, con rispetto per la propria cultura e le proprie tradizioni.
Le azioni aggressive di Israele non solo minacciano la sicurezza dell'Iran, ma destabilizzano l'intera regione, trascinandola sempre più vicino a un conflitto su vasta scala che nessuno può permettersi. È tempo che la comunità internazionale si svegli e riconosca il vero motore di questa instabilità. È tempo di chiamare Israele a rispondere delle sue azioni e di esigere il rispetto del diritto internazionale.

Chiediamo a tutti i governi di stare con il diritto internazionale e di stare con il popolo iraniano. La pace duratura non può essere costruita sull'ingiustizia e sull'aggressione. La pace richiede rispetto reciproco, adesione alle leggi e condanna ferma di chi viola questi principi.

Sostenere l'Iran in questo momento significa sostenere la giustizia, sostenere la sovranità delle nazioni e sostenere la possibilità di un futuro più pacifico per tutti.

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07/06/2025

Alla Dichiarazione dei Redditi dona il 5x1000 al
“Comitato Fermare la Guerra”

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07/06/2025

Astensione consapevole per non erodere Lo Stato Sociale 💚🤍❤️

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Azzurra Vanni Movimento Indipendenza,Membro Direttivo Nazionale
Elena Bardelli-Serravalle Civica
Elena Bardelli II
Azzurra Vanni
Eleonora Carli
Andrea Asciuti
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07/06/2025

DIARIO DI CELLA 10: ROBERTO HA 77 ANNI, CAMMINA MALE, NON CI VEDE E NON CI SENTE, RISCHIA DI MORIRE. COSA CI STA A FARE IN CARCERE?
Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell'Ordinamento.

Rebibbia, 2 giugno 2025 -153° giorno di carcere. Oggi non parliamo di pentole e di coperchi, ma di cose molto più serie Perche è il 2 giugno, Festa della Repubblica e della Costituzione italiana, che all'art. 27 sancisce il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità e il dovere di tendere alla rieducazione del condannato. E anche perché così sono stato redarguito ("abbiamo ben altri problemi!") da una giovane affascinante psicologa, marcatamente de' sinistra ma molto seria e rigorosa nel suo lavoro di sostegno ai detenuti. Oggi parliamo di Roberto C., 77 anni, che si sta spegnendo nel Reparto G8 per letà e la mancanza di cure. Non è il più vecchio del Braccio G8, è il quinto in ordine di età. Prima di lui ci sono Antonio R., 87 anni, su cui ci sarebbe molto da dire, ma su cui è meglio sorvolare, visto che sta aspettando la decisione sulla scarcerazione del Tribunale di sorveglianza. Poi c'è Santo B., 83 anni, ergastolano in carcere dal 2009, Mario F. che è appena entrato in carcere ad 81 anni (bella età per cominciare!) e Franco D, coetaneo di Roberto. Qui va subito notato che, salvo casi molto particolari, secondo la legge chi ha più di 70 anni dovrebbe scontare la sua detenzione agli arresi domiciliari. Ma torniamo a Roberto, questa persona minuta che si aggira stancamente nel mio Reparto, è stata arrestata nel 2019 per un reato di piccolo spaccio commesso nel 2016 e ha scontato quattro mesi di carceraziòne preventiva a Regina Coeli (carcere ottocentesco, tanto bello architettonicamente quanto invivibile per chi ci capita dentro). Poi, dopo la condanna definitiva, è stato arrestato nuovamente 3 anni fa e deve ancora scontarne altri 4 (superando così la soglia deg!li ottant'anni). Già questo è f***e, ma non è la cosa più f***e. I problema è che Roberto non sta affatto bene. Negli anni passati è stato due volte operato ai polmoni per asportare dei tumori e oggi il medico di reparto gli ha prescritto una Tac toracica per vedere come vanno le cose. Ha avuto anche un'ischemia al cervello. Le gambe si gonfiano, facendolo camminare a stento, e per questo motivo il medico di reparto gli ha anche prescritto un esame ecodoppler alle gambe. Infine, non ci vede bene (non ci sente neanche, ma questa solo letà) perché ha le cateratte ad entrambi gli occhie un problema alle cornee, che lo specialista del reparto medico di Rebibbia (il G14) gli ha prescritto di indagare con una "microscopia endoteniale corneale" Tutti questi esami andrebbero svolti in strutture ospedaliere esterne al carcere, ma da mesi non si riescono ad organizzare, non per indisponibilità di queste strutture, ma per l'assenza di scorte della Penitenziaria che possano tradurre questa persona detenuta dove può essere esaminata e curata. La drammatica carenza di organico della Polizia Penitenziaria, a fronte del grave sovraffollamento carcerario, provoca anche queste situazioni inaccettabili. Roberto ha inoltrato due reciami all'Ufficio di sorveglianza di Roma, il primo il 18.03.2025 e il secondo il 29.04.2025, ma ancora oggi sta aspettando di essere portato a fare questi esami, non inventati da lui, ma prescritti dalle strutture sanitarie del carcere Come non è l'unica persona detenuta del Braccio G8 a rimanere in carcere oltre i 70 anni, Roberto non è neanche l'unico -anzi è in buona compagnia - ad avere gravi problemi di salute che, per un motivo o per l'altro, non si riescono a curare adeguatamente. Ora io mi domando: che ci sta a fare Roberto in Carcere? Quale vendetta sociale si deve ancora compiere su questa persona, che si fa fatica a camminare, che non ci vede e non ci sente, che rischia di morire in carcere e che ha già scontato quasi la metà delle sua pena? Non potrebbe essere mandato almeno agli arresti domiciliari, per cercare di curarsi a casa? Qualcuno mi risponda, o meglio risponda ai reclami presentati da Roberto, per favore.

Gianni Alemanno

P.S. È stata appena trasferita, promossa agli uffici centrali del DAP, la nostra Caporeparto. Donna carismatica, professionalmente inappuntabile, animata da una forte passione civile, ha contribuito in modo decisivo a rendere il G8 il migliore Braccio della nostra Regione. È stata salutata dall'applauso di tutti i detenuti. I fiori crescono anche in mezzo alle condizioni più difficili.

07/06/2025

IL GOVERNO ITALIANO SI È DICHIARATO SOLIDALE CON IL POPOLO PALESTINESE, MA PERCHÉ NON RICONOSCE LO STATO PALESTINESE COME HANNO FATTO TANTI ALTRI STATI EUROPEI?
Non è solo un fatto simbolico, è un segnale politico vero e serio per costringere Netanyahu a fermarsi. Se il Governo italiano riconosce lo sterminio che sta subendo il popolo palestinese e sta finalmente chiedendo all'Esercito israeliano di fermarsi, se è vero che l'Italia ha sempre riconosciuto il principio di "due popoli, due stati" sia per Israele che per la Palestina, perché non compiere questo passo su cui si sta ritrovando tutta l'Europa? Dobbiamo sempre delegare agli Stati Uniti queste responsabilità? L'ITALIA NON SARÀ MAI CREDIBILE NEL MEDITERRANEO SE NON HA IL CORAGGIO DI COMPIERE GESTI VERI PER FERMARE NETANYAHU

07/06/2025

ANGELO TONI, SEGRETARIO PROVINCIALE DI RIETI DI INDIPENDENZA È STATO ELETTO SINDACO DI CONTIGLIANO (RI). UNA VITTORIA DELLA COERENZA, DEL SOVRANISMO E DEL RADICAMENTO TERRITORIALE.
Complimenti ad Angelo e a Chicco Costini, Vicesegretario di Indipendenza, che sono riusciti a vincere contro tutti e contro tutto, a dimostrazione che coerenza ideologica, radicamento territoriale e forza elettorale possono crescere insieme

07/06/2025

DIARIO DI CELLA 9. L'ISOLA DEI DIVIETI (SENZA SENSO): PENTOLE SÌ, COPERCHI NO.
Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell'Ordinamento.

Rebibbia, 26 maggio 2025 -146" giorno di carcere. Esiste "L'Isola dei Famosi", stucchevole programma di reality, ed esiste "L'Isola dei Divieti", ovvero gli stituti penitenziari. Qui il gioco è quello di imporre divieti a caso e trovare il modo di aggirarli. Premetto che non sto accusando nessuno, anche perché non so se questi divieti provengono dall'Ordinamento, dal Dipartimento della Amministrazione penitenziaria o dalle singole Direzioni dei carceri. Chiamiamola genericamente l'Amministrazione.
Posso però dire che, se la prendi bene, è quasi divertente. Ma non aiuta la rieducazione. Cominciamo dal cibo. Ho già spiegato che quasi tutti i detenuti sono costretti ad improvvisarsi chef e che i risultati culinari sono anche apprezzabili. Ma il nostro povero chef-detenuto non deve misurarsi solo con la difficoltà di cucinare tutto su tre o quattro forneli di camping gas. No, sarebbe troppo semplice. L'Amministrazione è come il Diavolo: fa le pentole, ma non i coperchi. Infatti i detenuti possono comprare le pentole, ma non i coperchi. Motivo? Probabilmente perché i coperchi, opportunamente affilati, possono essere trasformate in armi da taglio. Ma, a parte il fatto che non è certo facile affilare dell'alluminio morbido, non viene il dubbio che un camping gas, opportunamente surriscaldato, è leggermente più pericoloso di un'alabarda fatta con coperchi di alluminio?
Questa fobia per le lame, attraversa tutto il carcere, per cui le forbici sono quelle della Chicco, i coltelli sono di una plastichetta tanto fragile che fa fatica a tagliare pure lo stracchino. Così, anche solo per avere uno spicchio un limone, nella cultura del riuso che pervade le celle lo sport preferito è quello di inventarsi un qualche modo per tagliare.
Poi c'è la fobia dei fili e delle corde. Capisco che il detenuto non possa avere una cinta se non elastica, ma quando questa fobia giunge a vietare lacquisto del filo interdentale la situazione si fa inquietante. Nella spesa interna è possibile comprare un discreto numero di creme per la pelle, ma non la crema solare Per cui quando arriva l'estate il detenuto con la pelle sensibile, o non va più all'aria, o si ustiona. Ma io, che sono un "boia chi molla" con la pelle molto sensibile, ho vinto la mia battaglia: ho fatto una richiesta scritta l'ho fatta vidimare dal medico del carcere, I'ho inviata ai piani alti e, dopo profonde riflessioni durate più di una settimana, ho ottenuto che la struttura amministrativa possa comprare in farmacia questi prodotti. Si attende adesso che ciò avvenga, speriamo prima della fine dell'estate.

Passiamo alla cultura, che è vista con una certa aria di sospetto. Per ca**tà, ci sono due Università autorizzate ad insegnare dentro le mura del carcere (io mi sono iscritto a Scienze della Comunicazione di Tor Vergata), ma sempre nella logica pentole si, coperchi no. Nel carcere non possono entrare libri con la copertina rigida, se li vuoi avere, devi devastarli stracciando questa pericolosissima copertina. Gli studenti universitari, solo loro, possono avere il collegamento web nel computer dell'aula universitaria, ma fortemente limitato, nel senso che non solo non puoi scrivere (cosa ovviamente giusta) ma non puoi neppure guardare molti siti. La cosa divertente è che tra questi siti esclusi c'è quello della Camera, del Senato e del Governo. Cultura del sospetto verso La Russa? Credo che sia più facile navigare fino ai siti pornografici, ma giuro che non lo so perché non ci ho provato. Sempre se sei studente universitario puoi comprare un computer portatile, ma è assolutamente vietato comprare o farsi portare pennette UBS o CD riscrivibili. Io sto scrivendo un libro sulla mia visione politica (ebbene sì, ne ho ancora una), ma non ho ancora capito come farò a far uscire dal carcere i file di questo libro. Poi c'è un mio dramma personale: la mediaticità. Ho scoperto di essere classificato come un "detenuto mediatico" e quindi - come tutti quelli così classificati - non posso andare agli incontri culturali e artistici (ci hanno provato anche con quelli religiosi) che avvengono fuori dal Braccio. Qualche testata ha provato a farmi delle interviste, ma non è riuscita ad avere le autorizzazione. Come se, per lettera o attraverso il servizio mail che abbiamo a disposizione, uno non potesse comunicare con l'esterno e commettere il grave peccato di far sapere come la pensa. Non parliamo ovviamente di cose molto più serie. Mentre ero già in carcere è morta Suor Paola, la mia Santa protettrice (non è un modo di dire) a cui sono legato da vent'anni, Ho provato a chiedere al giudice di sorveglianza il permesso di partecipare al funerale (ovviamente sotto scorta), ma niente da fare: si può sperare di andare solo ai funerali dei parenti più stretti. A qualcuno è successo che non lo hanno autorizzato ad andare a trovare la madre che stava morendo e poi, quando è morta, non è arrivato in tempo neppure il permesso per andare al funerale. in un'altra puntata torneremo a parlare delle lunghe attese e delle risposte negative dei Giudici di sorveglianza. Diritti negati, principalmente, credo, perché i cumuli di pratiche sulle scrivanie sono troppo alti e i cancellieri sono troppo pochi: per fortuna ci sono gli Agenti della Polizia Penitenziaria (ho scritto bene Dottoressa?) che, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno i salti mortali per aiutarti a fronteggiare tutti questi divieti casuali. Ma sono, anche loro, pochi, troppo pochi. qui torniamo al solito punto: non credo che nell'Amministrazione o nei Tribunali di sorveglianza ci siano i "cattivi", credo che siano troppo pochi e troppo stressati di fronte all'enorme massa di detenuti che dovrebbero non solo sorvegliare ma anche avviare verso la strada della rieducazione e del reinserimento. II sistema penitenziario è collassato, ha bisogno di un'immediata riduzione di sovraffollamento che permetta una riorganizzazione complessiva. Vogliamo smettere di far finta di nulla? Perché questa "Isola dei Divieti" sarà anche divertente, ma non aiuta le persone detenute ad imparare a credere nelle Istituzioni.

Gianni Alemanno

07/06/2025

Ciao Nino, amico mio. Simbolo di un'Italia pulita e combattente. Hai percorso un'epoca, da uomo di destra, esule istriano, campione sportivo sempre pronto a combattere. Ci hai insegnato cos'è lo sport vero, cosa significa cadere e riuscire ad alzarsi. Non ti dimenticheremo, onore a te, Nino Benvenuti.

07/06/2025

DIARIO DI CELLA 8: LA SPERANZA DIVAMPA. RIUSCIRANNO LA RUSSA, BERNARDINI E GIACHETTI A FARE IL MIRACOLO?
Riceviamo da Gianni Alemanno e pubblichiamo nel rispetto delle norme dell'Ordinamento.

Rebibbia, 19 maggio 2025 - 139* giorno di carcere.
Un fulmine ha percorso le nostre celle, un passa parola così rapido come solo in carcere può avvenire: La Russa ha aperto sulla proposta Giachetti di una "liberazione anticipata speciale". Rita Bernardini, Presidente di "Nessuno tocchi Caino", ha interrotto il suo sciopero della fame in favore dell'indulto. Per farla semplice, potrebbe arrivare finalmente un provvedimento di clemenza per ridurre significativamente il sovraffollamento carcerario. Ma facciamo un passo indietro, per capire. Venerdi santo, tra le guardie carcerarie e la dirigenza c'è un clima di attesa, da grandi occasioni. La mattina, con passo felpato e aria sorniona, si presenta al braccio G8 Pierferdinando Casini, parlamentare PD in carica ed ex Presidente della Camera. Fa un giro tra le celle, si fa spiegare la situazione carceraria, si vede che rimugina. Mi porta in regalo anche una colomba pasquale, che viene trattenuta dalla Direzione del Carcere e mi viene consegnata 26 giorni dopo (tanto per far capire come funzionano qui le cose). Poi nel tardo pomeriggio, la sorpresa è ancora più forte: nelle celle di Rebibbia incede addirittura la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato ignazio La Russa, accompagnato dai suoi dirigenti. Dopo Papa Francesco credo che sia la personalità pubblica più importante che ha varcato i cancelli di Rebibbia. Entra nella mia cella, guarda le 6 brande a castello e, senza che nessuno gli dica niente, capisce tutto ed esclama: "ma qui non dovrebbero dormire solo 4 detenuti?". Certo, è il famoso sovraffollamento carcerario. Per inciso, qul sono venute in visita decine di parlamentari, ma sono saliti a vedere le celle solo Casini, La Russa e, prima di loro, Maurizio Gasparri (che si è pure bevuto un caffè offerto dai detenuti). La Russa, non dice nient'altro (non potrebbe, il regolamento carcerario non lo consente), continua il suo giro tra lo stupore dei detenuti e se ne va. I detenuti sorridono scettici, "va be', sono venuti solo a farsi vedere..." E, invece, No! Dopo qualche giorno, dopo la morte di Papa Francesco, Pierferdinando Casini lancia la proposta di un mini-indulto di un anno. Smuove le acque, ma trova il muro contrario della maggioranza di governo. E poi, per approvare un indulto o un'amnistia ci vuole la maggioranza di due terzi del Parlamento. Rita Bernardini, secondo il metodo non violento di usare il proprio corpo per lanciare messaggi umanitari estremi, comincia uno sciopero della fame per sostenere questa proposta, Poi, il 15 maggio, tutti i media lanciano la notizia dell'apertura di Ignazio La Russa alla proposta dell'on. Roberto Giachetti, parlamentare di Italia Viva.
In cosa consiste questa proposta? Secondo l'Ordinamento penitenziario le persone detenute che tengonc una buona condotta hanno diritto ad uno sconto di pena di 45 giorni ogni sei mesi di carcere. L'on. Roberto Giachetti ha presentato una proposta di legge, che per passare ha bisogno solo di una maggioranza semplice, secondo cui questi giorni di sconto di pena vengono aumentati da 45 a 75 nel periodo di tempo che va dal: 2016 fino ad oggi. Dopo, per il futuro, l'aumento sarebbe limitato a 60 giorni, cioè lo stesso sconto di pena previsto in Germania.
Il risultato pratico di questa proposta è che i detenuti potrebbero avere immediatamente diversi mesi di sconto di pena, non tutti automaticamente come nell'indulto, ma solo quelli che hanno mantenuto una buona condotta. La proposta di Giachetti aveva già il consenso di quasi tutta l'opposizione di centrosinistra (salvo il Movimento 5 Stelle), se si trova un accordo con Ignazio La Russa, l'autorevolezza del Presidente del Senato potrebbe smuovere anche forze politiche dalla maggioranza di centro-destra. Insomma, la speranza divampa (prendendo in prestito una celebre frase del Signore degli Anelli) nelle celle di tutta Italla. Da queste stanze fatiscenti, in mezzo a questi letti accatastati in modo contrario ad ogni normativa nazionale ed europea, in questo caos generato dalla sproporzione tra il numero dei detenuti e quello del tutto insufficiente di educatori, psicologi e magistrati di sorveglianza, si apre la speranza di un qualche ritorno alla normalità.
Una normalità su cui ricostruire percorsi veri di rieducazione e reinserimento dei detenuti, una normalità con cui evitare le periodiche figuracce dell'Italia condannata dalla Corte Europea per violazione dei diritti dell'uomo per le condizioni delle sue carceri. E quindi, in attesa di un intervento di Papa Leone XIV sulle orme di Papa Francesco, speriamo che questa volta sia la politica italiana a fare un miracolo, nel segno coraggioso e beffardo del Presidente La Russa.

Gianni Alemanno

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