21/08/2026
STEFANI E GEROSA VOGLIONO DAVVERO CHIUDERE LA MEDICINA DI GRUPPO INTEGRATA DI ESTE?
In questi giorni sta circolando negli ambienti della Regione Veneto la notizia che l'assessore Gerosa intenderebbe chiudere entro la fine del 2026 tutte le Medicine di Gruppo Integrate e le Medicine di Gruppo semplici, trasferendone le funzioni nelle future Case della Comunità.
Una scelta che rischia di essere la classica montagna che partorisce il topolino.
Di fronte alle difficoltà della sanità territoriale, invece di rafforzare ciò che ha dimostrato di funzionare, si pensa di smantellare un modello nato oltre dodici anni fa, unico nel suo genere in Italia e sviluppato proprio in Veneto. Un modello che ha garantito continuità assistenziale, presa in carico dei cittadini e maggiore integrazione tra professionisti sanitari, anche durante gli anni più difficili della pandemia.
Nelle Medicine di Gruppo Integrate lavorano oggi circa 310 operatori che assicurano servizi essenziali: segreteria, supporto telefonico ai cittadini, gestione delle prescrizioni continuative e assistenza organizzativa ai medici di famiglia.
Condividiamo le parole del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Micalizzi:
«Fermare le Medicine di Gruppo Integrate senza aver prima definito e discusso un'alternativa credibile sarebbe una scelta grave e incomprensibile. Parliamo di presìdi sanitari che funzionano, garantiscono assistenza continuativa, integrano medici, infermieri e personale di segreteria e rappresentano un riferimento quotidiano per migliaia di cittadini.
Parlando con i medici, raccolgo una forte preoccupazione per il futuro di questo modello e un'incertezza che rischia di pesare sull'organizzazione dei servizi. In una fase segnata dalla carenza dei medici di famiglia e da carichi di lavoro sempre più pesanti, questo modello va difeso, rafforzato ed esteso.
Non si possono lasciare nell'incertezza 310 lavoratori e, insieme a loro, i medici e i cittadini. La Regione chiarisca immediatamente le proprie intenzioni».
La verità è che Zaia si è vantato per 15 anni di aver rinunciato all’aliquota regionale IRPEF pari a circa 1 miliardo all’anno e che oggi i soldi sono finiti e bisogna tagliare, per recuperare soldi per la Pedemontana e per il buco delle Olimpiadi.
Il rischio è sempre lo stesso: chi può permetterselo si rivolge al privato, mentre chi ha meno possibilità economiche si trova ad affrontare attese più lunghe e maggiori difficoltà nell'accesso alle cure.
Per questo riteniamo questa prospettiva inaccettabile, sopratutto per noi a Este, dove abbiamo già il grosso problema del blocco dei lavori per la nuova casa di comunità e annunciamo fin da ora iniziative di informazione e sensibilizzazione sul territorio.
La sanità pubblica va difesa, migliorata e resa più vicina ai cittadini, non indebolita.
Le Medicine di Gruppo Integrate non sono il problema.
Possono e devono essere parte della soluzione.