05/09/2026
Continua l'operazione "attacco senza quartiere" a Regione Marche e Governo da parte della Sindaca. Se c'è qualcuno colto da torpore, anzi, da "coma profondo e irreversibile" è proprio la Giunta Ghergo. Basta speculare sui lavoratori!
La replica del direttivo di fratelli d'Italia alla nota di oggi della sindaca Ghergo.
ELECTROLUX, BASTA ATTACCHI A GOVERNO E REGIONE: SULLA PELLE DEI LAVORATORI NON SI FA SCIACALLAGGIO POLITICO
Di Fratelli d’Italia – Fabriano
La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi è un colpo duro per il Fabrianese, con conseguenze su lavoratori, famiglie e su un territorio che perde un altro pezzo della propria storia industriale. Difendere l’occupazione e individuare una prospettiva per lo stabilimento deve essere la priorità.
Per questo non condividiamo gli attacchi della Sindaca Ghergo a Governo e Regione. Parlare di «colpevole passività» significa ignorare i fatti: le istituzioni hanno partecipato ai tavoli, contestato il piano Electrolux, chiesto di ritirarlo e avviato, il 15 giugno, una nuova fase di confronto con la sospensione per 50 giorni delle misure aziendali.
Si può chiedere a Governo e Regione di fare di più, perché quando sono in gioco posti di lavoro è legittimo e doveroso farlo. Ma dire che siano rimasti a guardare non corrisponde alla realtà.
Electrolux è una multinazionale privata e la decisione di chiudere spetta all’azienda e ai suoi vertici. Le istituzioni possono convocare tavoli, esercitare pressione, mettere a disposizione strumenti di politica industriale e cercare alternative, ma non decidere al posto della proprietà. Nonostante il confronto e le richieste istituzionali, Electrolux ha confermato la chiusura di Cerreto d’Esi.
Questo non significa rassegnarsi: occorre continuare a verificare ogni possibilità per mantenere una presenza produttiva e utilizzare tutti gli strumenti pubblici disponibili, senza confondere i ruoli né trasformare la preoccupazione dei lavoratori in un’arma politica.
Qualche domanda va rivolta anche all’Amministrazione comunale: qual è il piano per il rilancio del distretto industriale fabrianese? Quali investimenti si vogliono attrarre? Quali rapporti sono stati costruiti con le aziende ancora presenti? Quale strategia esiste per affrontare la crisi del comparto del bianco?
Electrolux non è un caso isolato. La crisi degli elettrodomestici riguarda Fabriano, l’Italia e l’intero sistema manifatturiero europeo, alle prese con concorrenza internazionale, costi di produzione, trasformazione dei mercati e scelte delle multinazionali. Lo stesso presidente Acquaroli aveva richiamato, già a maggio, le difficoltà del comparto manifatturiero europeo.
Limitarsi ad accusare Roma o Ancona significa non cogliere la complessità della situazione. Le istituzioni devono fare la loro parte, ma serve una strategia industriale adeguata alla dimensione europea della sfida. E qui torniamo a Fabriano: qual è la strategia dell’Amministrazione?
Il territorio perde pezzi da anni. Servono politiche capaci di attrarre investimenti, sostenere le imprese attive e creare condizioni favorevoli per nuove attività. Viene da chiedersi quale sia stato, in questi anni, il ruolo dell’assessorato alle Attività produttive: al di là degli annunci, è difficile ricordare iniziative significative per promuovere il territorio, costruire relazioni con le imprese o creare opportunità produttive.
Anche sullo Chalet dei Giardini Regina Margherita si è arrivati quest’anno a una nuova gestione, dopo una riapertura già avvenuta nel 2024. Se questo è il passo con cui si affrontano questioni più semplici, è lecito domandarsi quale sia il progetto per attrarre investimenti e nuove attività.
Fabriano ha bisogno di un’Amministrazione presente, capace di conoscere il territorio e creare sviluppo. Invece, ogni volta che accade qualcosa, sembra prevalere la ricerca di un responsabile da mettere sul banco degli imputati. A questo schema si accodano alcuni esponenti di secondo piano dell’Amministrazione, più interessati ad alzare lo scontro che ad affrontare i problemi: personaggi in cerca di autore, provocatori di basso livello, che con interventi scomposti e attacchi personali dimostrano di non avere la statura necessaria ad amministrare la città.
Fabriano ha bisogno di amministratori capaci di confrontarsi, costruire relazioni e ottenere risultati. Anche l’Amministrazione comunale deve fare la propria parte, senza limitarsi ad attaccare le istituzioni per la loro diversa appartenenza politica.
Una cosa è certa: continueremo a essere al fianco dei lavoratori e a sostenere ogni iniziativa seria per difendere l’occupazione e il futuro del territorio, mantenendo aperto il dialogo con le istituzioni regionali, da sempre disponibili a raccogliere le istanze provenienti dal nostro territorio.
CS