16/05/2017
Inizialmente nei lavori di preparazione al confronto elettorale c’è stato un fermento iniziale plurale, se pur frazionato, che lasciava sperare in più proposte progettuali da sottoporre alla cittadinanza e attraverso le quali prendere con i cittadini impegni precisi e di programma.
L’unica proposta progettuale è venuta da “Faeto Autenticità – Sviluppo” , il resto dei contendenti, imbrigliati in accesi individualismi, non sono riusciti a preparare alcun progetto.
Un gruppo giovanile ha tentato di riaccendere il dibattito attraverso una loro partecipazione attiva ma ha trovato molte ostilità. Un ritiro sostanziale di partecipanti non ha consentito loro di presentarsi autonomamente. Vari tentativi di aggregazione sono stati infruttuosi.
A Faeto non esistono organizzazioni politiche legate ai partiti politici nazionali perché questo non avrebbe senso. Le necessita della nostra comunità e del territorio, ricordo che si sta parlando di un’isola culturale linguistica, sono talmente peculiari che è impossibile ridurle a partiti o organizzazioni politiche che non hanno nel loro vissuto esperienza di governo per territori cosi fortemente caratterizzati. È quindi necessario abbandonare piste precostituite e creare nuovi percorsi calzanti con le nostre peculiarità.
Il bene di Faeto, posto prima di tutto e tutti, avrebbe dovuto aggregare i più e consentire una normale tornata elettorale ma l’eccessivo individualismo ha frazionato e diviso gli animi. Persone culturalmente preparate lacerate dalle divisioni non hanno accettato di impegnarsi personalmente nei ruoli più importanti e tra i nuclei familiari è passato il messaggio “non leghiamoci con nessuno dei pretendenti e riserviamoci massima libertà di scelta”.
Pure con queste difficoltà eravamo determinati ad evitare il commissariamento di Faeto ma alcune manovre nelle ore precedenti la presentazione delle liste hanno fatto sì che per evitare di accreditare aggregazioni improvvisate ci fosse un ritiro dalla competizione elettorale. Il periodo arbitrale che si apre con la nomina del commissario prefettizio è stata una soluzione obbligata e se da una parte apre un periodo di ordinaria amministrazione, dall’altra consente a chi ha a cuore Faeto di poter preparare progetti concreti oltre a “Faeto Autenticità – Sviluppo” con i quali potersi confrontarsi per dare un’amministrazione capace di fare le scelte necessarie a risollevare Faeto.
Giovanni Marella