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Verità e responsabilità: la politica che conosce la legge non si fa intimidireNegli ultimi mesi si è assistito a un cres...
10/11/2025

Verità e responsabilità: la politica che conosce la legge non si fa intimidire
Negli ultimi mesi si è assistito a un crescendo di accuse, insinuazioni e attacchi personali rivolti contro l’assessore alla Pubblica Istruzione e alla gestione di GEASC. Un attacco che, per intensità e qualità, dice molto di più su chi lo compie che non su chi lo riceve.
E allora è bene parlar chiaro.
Perché i cittadini non meritano teatro.
E perché la politica, quando parla di servizi pubblici, deve essere all’altezza dei fatti, non delle fantasie.
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Un affondo:
La riorganizzazione di GEASC non è una scelta: è un obbligo di legge
La trasformazione di GEASC nasce da un dato incontrovertibile: il Decreto Legislativo n. 201 del 23 dicembre 2022, conosciuto come Decreto Draghi sui servizi pubblici locali.
Una norma che ha ridisegnato il perimetro dei servizi gestibili da un’azienda speciale e che ha introdotto un principio inderogabile:
I servizi pubblici locali affidati a un soggetto gestore devono essere svolti direttamente dal soggetto affidatario.
(art. 14, D.Lgs. 201/2022)
Lo stesso articolo precisa che:
Il sub-affidamento è consentito esclusivamente per attività meramente strumentali e non per il servizio principale.
E ciò significa una sola cosa, chiara come la luce del sole:
i servizi che GEASC non può gestire direttamente, secondo la nuova normativa, non possono più restare in capo a GEASC.
Questo non è negoziabile, non è discutibile, non è politicizzabile.
È la legge dello Stato.
Chi oggi finge di non saperlo – o lo nasconde deliberatamente – fa un danno non all’assessore, ma ai cittadini.

Il bilancio negativo non è un fallimento: è un passaggio tecnico sopportabile durante le riorganizzazioni
Il primo bilancio consuntivo post-riforma ha registrato un disavanzo di 25.000 euro, al lordo imposte.
Le minoranze hanno trasformato il fatto in uno spettacolo da prima pagina: incompetenza, dimissioni, scandalo.
La verità?
Quel dato è fisiologico in qualunque fase di riassetto profondo.
Ed è stato utile: perché ha permesso di correggere tariffe e importi definiti negli anni passati, non più compatibili con la nuova cornice normativa.
È così che si governa:
si analizzano i numeri, si interpretano, si corregge la rotta.
Non si urla ai microfoni.
Chi ha preferito urlare lo ha fatto per un motivo semplice:
la realtà non era abbastanza utile alla propria propaganda.
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Basta usare i dati come armi politiche: non è opposizione, è irresponsabilità
L’opposizione ha scelto la via più bassa: attaccare la persona.
Non il merito.
Non la complessità.
Non la legge.
E, soprattutto, lo ha fatto sapendo di usare dati parziali, talvolta persino ammessi come incompleti dagli stessi consiglieri di minoranza in Consiglio Comunale.
Non è opposizione: è aggressione.
Non è vigilanza democratica: è cattiva politica.
Non è dibattito: è tentativo di intimidazione.
E sia chiaro:
a me le intimidazioni non hanno mai fatto troppa paura, un po' sì ma non troppa.
Dal 2026 GEASC gestirà tre servizi. E sarà una scelta nel solco della legge e del buon governo
La riformulazione dei servizi è un percorso dovuto, non opzionale.
A partire dal 2025/6 GEASC si occuperà di:
• TARI,
• Nido,
• Farmacia comunale.
Tre servizi strategici, sostenibili e coerenti con la normativa nazionale.
Il nostro lavoro oggi è valutare come garantire la miglior qualità possibile per:
• i cittadini che utilizzano i servizi,
• i cittadini che non li utilizzano ma li finanziano,
• e l’intera comunità che ha diritto a servizi pubblici efficienti, solidi e legittimi.
Questa valutazione la stiamo facendo insieme: CDA, Direzione Generale, assessorato.
Non esistono fronti interni: esiste un’amministrazione che lavora.
Perché tanto accanimento? Perché questa violenza verbale?
Una domanda sorge spontanea.
Perché attaccare sempre e solo l’assessore?
Perché trasformare una riforma tecnica in una battaglia personale?
La risposta è semplice:
quando le idee mancano, si attacca chi lavora.
E quando si ha paura del cambiamento, si tenta di fermare chi lo guida.
Ma c’è una cosa che chi mi attacca ancora non ha capito:
non esiste attacco in grado di farmi arretrare.
Non esiste insulto in grado di farmi tacere.
Non esiste pressione politica in grado di farmi rinunciare al mio mandato.
Non ci fermerete. Perché governare significa avere coraggio.
Porterò avanti il mio lavoro fino all’ultimo giorno.
Completerò – o lascerò in stato avanzato – la riforma di GEASC, così che chi arriverà dopo possa trovare una struttura più solida, più trasparente, più sostenibile.
E, forse, potrà lavorare senza doversi sentire dare dell’incompetente ogni volta che fa ciò che la legge impone e il buon governo richiede.
E ora una domanda ai cittadini. Una domanda semplice, ma decisiva.
Dopo tutto questo, dopo aver visto la qualità del dibattito, delle accuse, dei toni e delle invenzioni, io vi chiedo:
Voi cittadini, davvero vi fidate di chi parla così?
Davvero pensate che questa sia politica?
Davvero credete che la cosa pubblica possa essere ridotta a un’esibizione di aggressioni e superficialità?
Io continuo a credere a un’altra idea di politica.
A quella dei nostri Padri Costituenti, che vedevano nella politica una responsabilità alta, morale, civile.
Piero Calamandrei diceva che:
“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.”
Ecco: la libertà della buona politica vale allo stesso modo.
E va difesa dai toni che cercano di soffocarla.
E permettetemi di dirlo con chiarezza:
se avessi avuto paura delle intimidazioni, mi sarei dimessa anni fa.
Quando sono stata querelata la prima volta – una vicenda ancora in corso – sarebbe stato facile fare un passo indietro, sarebbe stato facile non doverlo spiegare ai miei figli.
Non l’ho fatto.
Non lo faccio oggi.
Non lo farò domani.
E quindi, cittadini, domandatevelo davvero:
vi fidate di chi alimenta il caos, o di chi continua a lavorare nonostante tutto e nonostante tutti?
Vi fidate di chi vuole distruggere, o di chi costruisce?
Chi merita davvero le vostre attenzioni?

Vicesindaco Simona Michelon

Negli ultimi mesi si è assistito a un crescendo di accuse, insinuazioni e attacchi personali rivolti contro l’assessore alla Pubblica Istruzione e alla gestione di GEASC. Un attacco che, per

03/11/2025

20251031 – Comunicato Stampa

Amministrare non è una cosa semplice.
Così inizia il comunicato delle minoranze: è l’unica frase vera di quelle pagine che ci sentiamo di condividere e avallare.
Per il resto, il loro testo e la loro interpretazione dei fatti sono fatti solo di accuse, discredito e offese che, in alcuni casi, si possono definire vere e proprie diffamazioni.
Dicono che la giunta sia capace di produrre solo video di propaganda e selfie: questo è falso. I video del sindaco non sono certo carichi di propaganda, ma sono esclusivamente informativi. Sui selfie stendiamo un velo pietoso, poiché questo continuo richiamo agli autoscatti dimostra quanto sia vuota e priva di contenuti la loro polemica.
La loro interpretazione dei fatti è sbagliata e racconta in modo fuorviante la realtà, con il solo e unico obiettivo di screditare le persone che, in questo momento, ricoprono incarichi amministrativi. Il sindaco e i membri della giunta, in particolare l’assessore Michelon, vengono definiti incapaci e incompetenti: non c’è nulla di più falso.
La vicesindaco Simona Michelon, oltre a essere assessore alla Pubblica Istruzione e alle Società Partecipate – ovvero GEASC – è una persona di grandi capacità, che sta mettendo anima e corpo nella ristrutturazione della nostra azienda comunale.
Azienda che, va ricordato, per vincoli di legge non potrà più portare avanti una serie di servizi gestiti fino ad ora, perché divenuti incompatibili con le ultime normative approvate dallo Stato.
L’assessore ha portato avanti un lavoro di riordino dell’azienda, con la costruzione e la definizione di tutti i contratti di servizio: un’opera già iniziata dalla precedente amministrazione Catelli, dove l’allora presidente del CdA è oggi componente delle minoranze.
Guarda caso, è proprio la persona che più di tutti si è scagliata in modo violento e offensivo durante il Consiglio comunale. Sui toni torneremo alla fine di questo comunicato.
È stato un lavoro difficile, portato avanti con tenacia e fatica, avallato anche dai due Segretari comunali che hanno affiancato l’Amministrazione in questi anni: non due persone qualunque, ma due giuristi che hanno confermato come la strada intrapresa sia quella corretta. Una strada certamente fatta di ostacoli e difficoltà, ma che va percorsa fino in fondo.
L’assessore, oltre alle varie offese, ha inoltre ricevuto l’accusa di aver scaricato le proprie responsabilità su altri soggetti. Proprio nel Consiglio comunale di lunedì scorso, la vicesindaco ha ribadito che non è mai venuta meno ai propri compiti e alle proprie responsabilità, e siamo convinti che anche ora non sia disposta a cedere o a considerare perduta una partita che, pur attraversando il suo momento più difficile, non può essere abbandonata per darla vinta ad altri.
Attenzione: nessuno sta negando che il bilancio consuntivo sia stato in perdita, ma si tratta di una questione che il Direttore generale e il Presidente di GEASC hanno definito non grave e facilmente spiegabile.
Peccato che, in Consiglio, nessuno abbia posto domande in merito: al contrario, ci si è più dilettati nello sputare rabbia e cattiveria sugli addetti ai lavori, in alcuni casi rivolgendosi al pubblico a casa come se ci si trovasse in uno show televisivo.
Questo va detto chiaramente: le minoranze arrivano in Consiglio comunale come se dovessero affrontare un varietà di antica memoria o, peggio ancora, un vecchio “mercato delle vacche”, dove chi urla di più pensa di portarsi a casa la bestia.
Ora, a cappello dell’argomento “bilancio consuntivo”, occorre dire che, in una fase di cambiamento, qualche problema può verificarsi, anche qualche errore: e nessuno lo nega. Ma questo non fa venir meno la fiducia nei protagonisti di questa vicenda, anzi, la rafforza.
Chi oggi fa polemica su GEASC, rimpiangendo il passato, dovrebbe farsi un esame di coscienza e ricordare com’era la società prima e quanti problemi aveva creato ai cittadini fagnanesi.
Ci aspettiamo delle scuse pubbliche, soprattutto per le offese.
Per quanto concerne la mensa Rodari, anche qui non si tratta di scaricare le responsabilità, ma di distinguere tra responsabilità politiche e tecniche.
La politica è quella che ha avallato l’idea della mensa, ha accettato di realizzare un edificio a turno unico in accordo con la scuola, ha stanziato i fondi e ha approvato le necessarie variazioni di bilancio per permettere la costruzione dell’edificio e il mantenimento dei fondi PNRR.
I tecnici sono coloro che si occupano del progetto, della gestione del cantiere e delle eventuali proroghe, che vengono decise tra il RUP e il direttore dei lavori.
Non è uno scaricabarile: nella complessa macchina comunale ognuno ha i propri compiti e doveri.
Accusare il sindaco di tutto, persino della troppa o poca pioggia, non è un buon servizio verso la cittadinanza.
Tornando infine ai toni e alle offese, invitiamo caldamente i componenti del Consiglio a rivedere il proprio registro comunicativo. Questo clima di odio e aggressività rischia, col tempo, di ritorcersi contro chi lo alimenta. Come si diceva un tempo: chi semina vento, raccoglie tempesta.

In una notte silenziosa, quando il parco era avvolto da un sonnolento chiarore lunare, i piccoli folletti del bosco — i ...
18/10/2025

In una notte silenziosa, quando il parco era avvolto da un sonnolento chiarore lunare, i piccoli folletti del bosco — i FollettiAmo — si riunirono sotto il grande albero di quercia al centro del prato. Avevano deciso di costruire una casetta dei libri: una piccola casa fatta di legno ramato, foglie intrecciate e rami nodosi, dove chiunque potesse ve**re e lasciare un racconto o prenderne uno.
Con mani agili e occhi vivaci, cominciarono a intagliare e fissare: il folletto MorettiAmo misura ogni assicella, mentre PalombiAmo intreccia un tetto di frasche e fiori di campo. Le lucciole facevano da lampade sospese, e un gufo silenzioso faceva da guardiano curioso. Quando l’alba era ormai vicina, la casetta brillava di versi e speranza: una mensola piena di libri piccoli e grandi, un cartello intagliato che diceva «Prendi o lascia un racconto».
All’apertura del giorno, i primi visitatori — bambini, anziani, passeggiatori attenti — trovarono la casetta come per magia. I folletti, nascosti tra le radici, sorridevano discreti e sparivano tra l’erba, felici del dono silenzioso che avevano compiuto.

17/10/2025

FAGNANO OLONA - La Croce Rossa lascia Gorla Minore. La nuova sede sarà a Fagnano Olona, nell’ex gorla minore croce rossa

Leggiamo con piacere il comunicato che le minoranze "unite" hanno preparato per annunciare il Consiglio comunale da loro...
15/10/2025

Leggiamo con piacere il comunicato che le minoranze "unite" hanno preparato per annunciare il Consiglio comunale da loro richiesto. Richiesto, a quanto pare, per ottenere risposte che, secondo loro, non avrebbero mai ricevuto.

Per quanto riguarda il bilancio Geasc, il responsabile dell’Ufficio Gestione Risorse ha spiegato chiaramente perché il punto non poteva essere discusso in Consiglio. Quanto ai campetti, al termine dell’ultimo Consiglio Comunale, il Sindaco li ha convocati in ufficio per illustrare la situazione, leggendo la lettera del responsabile dei lavori pubblici inviata alla società.

A questi momenti si devono aggiungere le numerose risposte e i chiarimenti forniti in questi anni alle stesse minoranze, che — evidentemente — non capiscono o, più probabilmente, non vogliono capire.
Perché ci rifiutiamo di pensare che dietro le loro continue richieste ci siano problemi comprensione.

La loro richiesta di convocazione è arrivata poche ore prima della partenza della convocazione della riunione dei capigruppo, una riunione già programmata. Si sa che, per organizzare un Consiglio Comunale e impostarne l’iter, non basta un’ora: serve molto più tempo.
Dunque, o si tratta di una polemica pretestuosa, oppure di una totale ignoranza del funzionamento della macchina amministrativa.

In ogni caso, le loro lamentele sulla quantità di riunioni sono davvero patetiche: se si desidera amministrare un paese, bisogna essere pronti a ritmi ben più impegnativi di tre riunioni in tre momenti diversi dello stesso giorno.

Chiacchiere e distintivo poi...
Di certo non abbiamo più intenzione di restare in silenzio, lasciando alle minoranze "unite" l’esclusiva del racconto apocalittico e unilaterale, urlato esattamente come nello spezzone del film

"Gli intoccabili" è un film del 1987 diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet.« Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo c...

11/10/2025
08/10/2025

Eccoci, avevAmo perso la password :)

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