10/02/2022
Anche nelle Marche Volt è preoccupata per la costante violazione dei diritti riproduttivi che lɜ cittadinɜ subiscono da parte di una politica dogmatica e di una rete sanitaria ostaggio dell’obiezione di coscienza. Il quadro relativo alla presenza di obiettorɜ nelle diverse strutture sanitarie marchigiane è sconsolante: nel 2018 lɜ obiettorɜ di coscienza rappresentavano il 69,3% dellɜ ginecologɜ, il 43,3% dellɜ anestesistɜ e il 28,8% del personale non medico. Per la prima volta la percentuale di medici obiettorɜ ha superato quella media nazionale (69,0%).
La situazione che si osserva nei singoli ospedali è ancora più preoccupante: sono tuttɜ obiettorɜ lɜ 12 ginecologɜ dell’Ospedale di Fermo, dove non vengono effettuate IVG. Nelle strutture ospedaliere di Macerata i medici obiettorɜ sono pari all’80,0%, in quelle di Ascoli Piceno sono pari al 72,2%, negli ospedali di Ancona sono il 69,0% e in quelli di Pesaro e Urbino sono il 53,8%. Inoltre, a fine gennaio del 2021, proprio quando la Regione a guida centrodestra doveva dare piena attuazione alle linee guida dettate dal Ministero della Salute sulla somministrazione dell’ab**to farmacologico in regime di day hospital, ha deciso di fare dietrofront bocciando la proposta per la piena applicazione della legge 194.
Come partito paneuropeo, Volt guarda sempre alle migliori pratiche che vengono dall’Europa, dove l'obiezione di coscienza è stata frenata - come Finlandia, Svezia e Islanda - oppure ridotta sensibilmente. Nel nostro Paese sono inoltre presenti inaccettabili barriere legislative che stigmatizzano la pratica, come un tempo di attesa obbligatorio tra richiesta ed esecuzione dell’ab**to, obbligatorietà di counselling psicologico e obbligatorietà del dichiarare il motivo della richiesta di ab**to. Nelle Marche siamo pronti a fare rete con le altre associazioni e iniziative, come , per promuovere una politica progressista che salvaguardi invece di calpestare i diritti riproduttivi.
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