12/10/2025
Alla luce di quanto apparso in questi giorni sulla stampa, ritengo doveroso, in qualità di Presidente della Commissione speciale d’indagine sulla Fondazione Teatro della Fortuna, ricostruire con chiarezza i fatti che hanno caratterizzato l’avvio e lo svolgimento dei lavori.
La Commissione, lo ricordo, è composta da rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, sia di maggioranza che di opposizione, e ogni decisione fin qui assunta è stata condivisa e approvata all’unanimità.
La Commissione si è formalmente costituita lunedì 28 luglio, entro i tempi stabiliti dalla delibera approvata dal Consiglio comunale il 17 luglio. Nella prima seduta, dopo essermi confrontata con il Segretario Generale e con il Presidente del Consiglio, ho accolto il suggerimento di svolgere le riunioni a porte chiuse, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Comune di Fano. Tale scelta, condivisa da tutti i componenti, si è basata sul principio che ogni seduta avrebbe potuto recare pregiudizio alla riservatezza di persone, enti, imprese o gruppi coinvolti, nonché agli interessi del Comune stesso.
Alla luce di ciò, considero scorrette e fuorvianti le parole apparse sul Corriere Adriatico circa un presunto “depotenziamento” della Commissione. Al contrario, essa mantiene intatta la propria funzione di organo d’indagine su una vicenda che riguarda denaro pubblico e che potrebbe avere anche rilievi di natura penale. La finalità della Commissione è chiara, così come stabilito in Consiglio su proposta del consigliere Panaroni (M5S) e con voto favorevole della maggioranza di centrodestra: indagare debiti e crediti, ascoltare le persone coinvolte e ricostruire con rigore i fatti.
Parimenti scorrette sono alcune dichiarazioni attribuite a componenti della stessa Commissione, che parlano di presunte comunicazioni mai avvenute. Tengo a precisare che, a fronte di richieste di informazioni, ho sempre fornito risposte nei limiti consentiti, come avvenuto anche con Radio Fano. Trattandosi di dati parziali e riservati, non ho ritenuto opportuno diffonderli alle testate locali: la priorità, in questa fase, resta tutelare persone e istituzioni.
Proprio per questo mi dispiace constatare il contenuto dell’articolo odierno, che riporta dettagli sulle audizioni svolte – addirittura virgolettati riferiti alla dott.ssa Caterina Pierangeli e al Presidente Stefano Mirisola – violando di fatto le regole di riservatezza e alimentando un clima di sfiducia tra i commissari. Come Presidente, ho chiesto a tutti i componenti di ritrovare lo spirito costruttivo e il metodo condiviso delle prime sedute, ribadendo che la riservatezza non è mai stata intesa come volontà di nascondere qualcosa alla cittadinanza. Al contrario: il compito della Commissione è indagare a fondo, senza trasformarsi in un tribunale inquisitorio, e allo stesso tempo tutelare in questa fase le persone ascoltate e lo stesso Comune da possibili ripercussioni, comprese quelle di natura legale.
La fuga di notizie a cui stiamo assistendo rischia seriamente di compromettere i lavori della Commissione, creando un clima di sospetto e sfiducia reciproca tra i componenti e mettendo in difficoltà le prossime audizioni, che devono potersi svolgere con serenità e nel pieno rispetto delle regole. La volontà di fare trasparenza, se gestita con superficialità, può sortire l’effetto esattamente contrario: minare la credibilità della Commissione e ostacolare il raggiungimento dei suoi obiettivi.
Ribadisco dunque l’impegno mio e di tutta la Commissione a portare avanti i lavori con il massimo rigore e con la massima trasparenza, nel rispetto dei cittadini, delle istituzioni e delle persone coinvolte. Solo così sarà possibile consegnare alla comunità un resoconto serio, completo e fedele al mandato che ci è stato affidato dal Consiglio comunale.