01/02/2026
Le canne di Sant’Antonio
Alla prima luna calante, subito dopo il 16 gennaio, i faresi tornano nei posti di sempre. Non servono mappe: è il corpo che ricorda. Nei canneti, quando la linfa è bassa e il tempo giusto, si taglia ciò che dovrà seccare per la festa dell’anno che verrà.
È un gesto antico, condiviso, privo di spettacolo. Le canne cadono una dopo l’altra, e in quel suono secco si misura un calendario che non è scritto ma tramandato. La luna detta il ritmo, il fuoco ne sarà la risposta.
Questo rito tiene insieme una comunità come un orologio arcaico che segna l’appartenenza, un patto silenzioso tra persone, terra e cicli naturali. Prima delle Farchie, prima della folla, la festa nasce qui: nel riconoscere e nel riconoscersi, insieme.
Dino Viani