19/12/2025
Nell’ultimo Consiglio comunale non si è discusso solo di una parola.
Si è discusso della modifica del nome di un riconoscimento legato alle Farchie, passando da “simbolo di unione e di pace” a “simbolo di unione e tradizione”.
Una scelta che abbiamo fatto perché riteniamo che la parola tradizione sia oggi più aderente al significato profondo delle Farchie: una storia secolare, identitaria, che unisce una comunità e che si tramanda di generazione in generazione.
Il riconoscimento legato alle Farchie continuerà ad avere la stessa rilevanza e la stessa ambizione culturale e istituzionale che ha avuto negli anni passati.
Siamo sicuri che la capacità di coinvolgere personalità di rilievo del mondo delle istituzioni, della cultura, dell’informazione e dell’università non dipenda da una parola inserita in un titolo, né dal richiamo simbolico di una singola espressione.
Ciò che rende autorevole un premio è il percorso che lo accompagna nel tempo, la credibilità dei contenuti che propone e, soprattutto, la credibilità della comunità che lo istituisce e lo promuove.
È in questa direzione che intendiamo continuare a lavorare, rafforzando il senso del premio e valorizzando sempre di più il ruolo delle Farchie come espressione autentica dell’identità e dei valori di Fara.
Nessuno ha mai messo in discussione il valore della pace.
La modifica del nome del riconoscimento non nasce da una polemica né da una contrapposizione sul valore della pace, che resta per noi centrale e imprescindibile, ma dalla volontà di rendere il titolo più aderente al significato profondo delle Farchie.
Riteniamo però che una parola inserita o rimossa da un titolo non possa diventare il parametro per misurare l’impegno di una comunità verso la pace, né la sua capacità di costruire convivenza, rispetto e futuro
Questi valori si affermano invece attraverso progetti educativi rivolti ai giovani, l’attenzione agli anziani, il contrasto a fenomeni come la violenza di genere e il bullismo, il miglioramento concreto dei servizi alle persone, ambiti sui quali stiamo lavorando con continuità e che rappresentano una priorità dell’azione amministrativa.
Ed è proprio per questo che il comportamento della minoranza in Consiglio comunale lascia perplessi.
Sul tema del premio il confronto è stato acceso e determinato.
Quando si è passati a discutere del Consiglio comunale dei ragazzi, un progetto importante per la crescita civica dei giovani di Fara e per il loro coinvolgimento nella vita della comunità, la minoranza si è disinteressata, astenendosi dal voto!
E quando il Consiglio è arrivato al bilancio di previsione, l’atto più rilevante per un Comune – quello che definisce servizi, interventi e priorità per il presente e per il futuro – la minoranza ha lasciato l’aula, rinunciando a partecipare alle decisioni più importanti per Fara e i suoi cittadini!
Una scelta singolare ma esplicita: confronto e attenzione quando si tratta di iniziative che appartengono al proprio percorso “istituzionale”, assenza di interesse e partecipazione quando si passa a decisioni che riguardano il futuro dell’intera comunità (déjà vu)
Dalle "carte" ai cantieri. Fermo restando il merito dell’ottenimento dei finanziamenti e l’impegno della precedente amministrazione, è bene chiarire un punto fondamentale: un finanziamento, da solo, non rappresenta un risultato se non viene portato a compimento, soprattutto quando gli interventi restano a lungo in una fase di rallentamento o di mancata conclusione.
Di seguito un breve recap sui finanziamenti “ereditati”:
• adeguamento sismico della scuola dell’infanzia, finanziato nel 2021: dopo oltre due anni di lavori discontinui e rallentamenti, l’intervento ha registrato un cambio di passo decisivo nell’ultimo anno, permettendo di riaprire l’asilo a settembre 2025;
• rifacimento della pavimentazione del centro storico, finanziato nel 2020 e affidato nel 2022: per lungo tempo rimasto sostanzialmente fermo, è stato soprattutto nell’ultimo anno e mezzo che i lavori hanno subito una forte accelerazione, arrivando praticamente a completamento;
• nuova mensa scolastica, finanziata nel 2022: i lavori sono iniziati solo nel 2024 e sono stati portati avanti e conclusi in tempi rapidi;
• vecchia scuola di Sant’Eufemia: per rendere l’edificio realmente utilizzabile e conforme agli standard richiesti è stato necessario reperire ulteriori risorse regionali rispetto al finanziamento iniziale.
• gli interventi di sistemazione dell’area adiacente al parco giochi, aggiornati e migliorati anche sotto il profilo strutturale e del decoro urbano.;
• il risanamento del dissesto sotto la Chiesa di San Rocco, finanziato nel 2019, non presenta alcun rischio di perdita del contributo, come confermato ufficialmente dalla Regione Abruzzo (ottobre ’25), ed è fermo per cause indipendenti dall’amministrazione comunale;
Di certo nell’ultimo anno e mezzo si è aperta una fase nuova. Sono state reperite risorse nuove e avviato un percorso distinto, che ha consentito di finanziare e portare avanti numerosi interventi sul territorio – manutenzioni, strade e infrastrutture – per un importo complessivo superiore a 3 milioni di euro.
Risultati che non arrivano da soli né dal passato, ma da un lavoro concreto portato avanti nell’ultimo anno e mezzo.
Le comunità crescono così: attraverso scelte che possono essere discusse, ma che vengono assunte fino in fondo, e con una presenza costante quando si parla di futuro, non solo quando si discute di simboli.