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Circolo di Fermignano

04/07/2026

P.D.
DI FERMIGNANO (PU)
Circolo E. Berlinguer – A. Moro
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Sulla sanità servono fatti, non chiacchiere o peggio propaganda

C’è una domanda molto semplice a cui chi governa la Regione Marche continua a non rispondere: oggi Fermignano ha ancora il proprio presidio di emergenza territoriale? La risposta è NO, com'è stato ampiamente dimostrato ed è sotto gli occhi di tutti.

Le dichiarazioni e i post di alcuni esponenti della destra in Regione riescono comunque a dire che non è vero e parlano di “fake news”, come se la situazione non fosse evidente a tutti.

I cittadini, però, possono vedere che il servizio non c'è più.

Allora ci chiediamo:
• Perché un servizio così importante, che serviva circa 10mila persone, presente fino a ieri è stato chiuso di punto in bianco senza neanche informare il Sindaco che è l'autorità sanitaria?
• Il solerte consigliere Cancellieri -nonché medico- lo sapeva o no?
• L’AST ha davvero riorganizzato la rete dell’emergenza? Se lo hanno fatto spieghino i criteri che hanno adottato. O forse per loro “riorganizzazione” vuol dire soltanto togliere un servizio?

Oltretutto usare le ambulanze in stand-by per coprire Fermignano non rappresenta una soluzione poiché si contravverrebbe alle convenzioni esistenti da parte dell'AST con la Croce Rossa.

Non si può, infatti, dire che il servizio è “garantito” dalle altre postazioni, perché se un mezzo deve partire da un altro comune, è evidente che un servizio non solo è stato tolto ma quello che lo sostituisce dovrà servire più persone. Sappiamo bene infatti che quando si parla di emergenze sanitarie, ogni minuto può fare la differenza. La Regione e l'Ast spieghino ai cittadini perché hanno preso una decisione che va contro di loro: di fronte alla salute non ci sono scuse, soprattutto di carattere economico.

Per noi del Partito Democratico di Fermignano la salute dei cittadini viene prima di qualunque cosa e chiediamo quindi che l’AST, ripristini immediatamente il servizio affinché un territorio come Fermignano non rimanga privo dell'emergenza.

Respingiamo con fermezza, inoltre, qualsiasi strumentalizzazione politica. Non si può trasformare un legittimo diritto dei cittadini in una polemica politica.

Fermignano, 04 Luglio 2026

03/07/2026

COMUNICATO STAMPA DEL

CIRCOLO PD FERMIGNANO

Sulla soppressione del servizio Postazione Territoriale dell'Emergenza Sanitaria

Sulla sanità servono risposte, non propaganda.

C'è una domanda molto semplice a cui chi governa la Regione Marche continua a non rispondere: oggi Fermignano ha ancora il proprio presidio di emergenza territoriale?

Nella carta sì, ma nella realtà no.

In questi giorni assistiamo a dichiarazioni e post che accusano il Sindaco e parlano di "fake news".

Ma i cittadini non hanno bisogno di slogan, perché basta recarsi a Ca' Vanzino per vedere che non c'è più nulla. I cittadini hanno bisogno di sapere perché un servizio presente da cinque anni oggi non c'è più e ancora non sia stato riattivato.

Nessuno mette in discussione che l'AST abbia riorganizzato la rete dell'emergenza per tappare il buco che l'ambulanza in meno ha creato; ci mancherebbe altro che non l'avesse fatto.
Ma siamo tornati indietro di cinque anni.

Invece di avanzare si fa come i gamberi.

Abbiamo lottato tanto per poter aprire questa postazione.

Dire che il servizio è "garantito" non equivale a dire che i cittadini dispongono dello stesso livello di prossimità.

Se un mezzo deve partire da un altro comune, è evidente che la situazione non è identica a quella precedente, perché così si scopre un'altra parte di territorio.

E quando si parla di emergenze sanitarie, ogni minuto può fare la differenza.

Anche qualora le difficoltà economiche della Blu Pubblica Assistenza fossero all'origine dell'interruzione del servizio, come sostiene l'AST, resta una responsabilità delle istituzioni: trovare immediatamente una soluzione affinché un territorio come Fermignano non rimanga privo della propria postazione.

Per questo respingiamo con fermezza il tentativo di trasformare una legittima preoccupazione dei cittadini in una polemica politica.

Il compito di un Sindaco è difendere il proprio territorio e chiedere servizi adeguati. Il compito della Regione è garantire quei servizi, non limitarsi a dire che "va tutto bene" quando sanno benissimo che un presidio locale è venuto meno.

Inoltre ricordiamo che già da dicembre l'Amministrazione ha chiesto l'inserimento dell'infermiere in ambulanza, richiesta alla quale Regione e AST non hanno mai risposto. Ora i consiglieri regionali lavorino per poter trasformare l'equipaggio da Gamma a Beta (con infermiere), invece di fare polemica.

Il Partito Democratico di Fermignano continuerà a chiedere una sola cosa: il ripristino di un servizio di emergenza territoriale stabile nel nostro Comune, perché la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di propaganda politica.

Fermignano, 3 luglio 2026

01/06/2026

COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI FERMIGNANO

In queste settimane assistiamo a una strumentalizzazione politica della vicenda relativa all’ipotesi di apertura di un CAS nel territorio comunale.
Una strumentalizzazione che rischia di alimentare tensioni e divisioni anziché contribuire a individuare soluzioni concrete nell’interesse della nostra comunità.
È necessario ricordare un fatto semplice: i CAS sono strutture individuate e autorizzate dallo Stato attraverso le Prefetture, sulla base di norme nazionali e di decisioni che fanno capo al Ministero dell’Interno.
I Comuni non dispongono del potere di vietarne unilateralmente l’apertura.
Per questo motivo riteniamo profondamente sbagliato impostare una raccolta firme che concentri l'attenzione e le responsabilità sull’Amministrazione comunale. Chi conosce le regole sa bene che il Comune non è il soggetto che decide l’istituzione di un CAS.
Il Sindaco e l’Amministrazione stanno facendo tutto ciò che è nelle loro possibilità al fine impedire l'apertura del CAS a Bivio Borzaga: rappresentando le preoccupazioni del territorio, evidenziando le criticità emerse e attivando tutti gli strumenti istituzionali a loro disposizione.
In tale contesto rientra la raccolta firme promossa dai residenti di Bivio Borzaga, che il Sindaco si è impegnato a portare all’attenzione del Prefetto. Un’iniziativa che può essere uno strumento utile per rafforzare le richieste già avanzate dall’Amministrazione e per dimostrare in modo costruttivo il disagio
e le preoccupazioni di una parte della cittadinanza presso l’autorità che ha effettivamente competenza
sulla materia.
Ci sorprende invece che chi oggi cerca di intestarsi questa battaglia appartenga alla stessa area
politica che esprime il Governo nazionale e il Ministro dell’Interno. Se davvero si ritiene che la normativa sui CAS sia sbagliata o che la localizzazione individuata non sia adeguata, sarebbe logico
rivolgere le proprie richieste a chi ha il potere di decidere.
Per questo poniamo una domanda semplice ai rappresentanti dell’opposizione: invece di alimentare
paure, tensioni e contrapposizioni sui social e nelle piazze, perché non utilizzano i loro canali politici
diretti con il Governo e con il Ministro Piantedosi per rappresentare le istanze della nostra comunità?
Perché non si fanno portavoce presso chi ha la responsabilità effettiva delle decisioni?
Fare opposizione al Comune su una materia che dipende dallo Stato è facile. Assumersi la
responsabilità di chiedere conto delle scelte al proprio Governo è molto più difficile.
Il Partito Democratico di Fermignano continuerà a sostenere il lavoro del Sindaco e
dell’Amministrazione comunale, che hanno agito con serietà, responsabilità e trasparenza, senza
alimentare paure e senza promettere ciò che non è nelle loro competenze. I cittadini meritano verità,
non propaganda.
Fermignano, 01 Giugno 2026

Partecipare per comprendere a fondo le ragioni dell' importanza di questo voto.
15/03/2026

Partecipare per comprendere a fondo le ragioni dell' importanza di questo voto.

Difendere i territori, non obbedire alle logiche di partitoLa discussione che si è aperta nelle Marche sulla nuova class...
15/03/2026

Difendere i territori, non obbedire alle logiche di partito

La discussione che si è aperta nelle Marche sulla nuova classificazione dei comuni montani non è una polemica politica qualsiasi.
È una questione che riguarda direttamente il futuro dell’entroterra marchigiano e delle comunità che lo abitano.

La decisione di escludere numerosi comuni dalla classificazione di territori montani rischia infatti di produrre conseguenze pesantissime per amministrazioni e cittadini: meno risorse, meno strumenti e meno servizi per aree che già oggi affrontano difficoltà strutturali legate alla distanza dai grandi centri, alla carenza di servizi e al progressivo spopolamento.

È per questo che 29 comuni marchigiani stanno portando avanti una battaglia legittima per difendere i diritti delle proprie comunità.

Di fronte a questa richiesta di ascolto ci saremmo aspettati una posizione chiara della maggioranza che governa la Regione Marche: la difesa dei territori.

Invece abbiamo assistito all’esatto contrario.

Alcuni esponenti della maggioranza regionale hanno scelto (di fatto) di difendere una norma nazionale voluta dalla loro parte politica, trasformando un problema concreto dei territori in una questione di appartenenza partitica. Un atteggiamento che rischia di scaricare sui cittadini dell’entroterra il prezzo di scelte fatte a Roma.

Qui non si tratta di stabilire chi “meriti” o meno l’etichetta di comune montano.
Si tratta di riconoscere una realtà evidente: molti territori dell’entroterra marchigiano vivono condizioni di fragilità demografica, economica e infrastrutturale che richiedono strumenti e politiche specifiche.

Togliere loro risorse e opportunità significa indebolire ulteriormente comunità che ogni giorno fanno i conti con lo spopolamento e con la progressiva riduzione dei servizi.

Il Partito Democratico sta da una parte molto chiara: dalla parte dei territori e delle comunità che li abitano.

Per questo sosteniamo con convinzione la battaglia portata avanti dai sindaci dei 29 comuni, che non stanno difendendo una bandiera di partito ma i diritti dei propri cittadini.

La montagna e le aree interne non possono diventare terreno di scontro ideologico o di fedeltà politica.
Sono territori che chiedono attenzione, risorse e rispetto.

Perché difendere l’entroterra marchigiano significa difendere una parte fondamentale della nostra regione e del suo futuro.

Il Pd di Fermignano contro il consigliere regionale: "Forse è all’inizio del suo percorso, è inesperto".

21/02/2026

Comuni montani: mentre il Sindaco combatte, l’opposizione ride

Il Consiglio Comunale di ieri sera ha segnato un passaggio importante nella difesa del nostro territorio. Con l’approvazione dell’ordine del giorno per chiedere il reinserimento di Fermignano tra i Comuni montani, l’Amministrazione ha ribadito con forza che questa non è una battaglia di parte, ma una battaglia per il futuro dell’entroterra.

Eppure, mentre si discuteva di un provvedimento che rischia di causare danni economici rilevantissimi – perdita di incentivi per imprese e famiglie, minori trasferimenti, riduzione di opportunità per le aree interne – in aula si è assistito a una scena francamente imbarazzante.

La consigliera Cerpolini, sghignazzando, ha affermato:
“Se lei riconsegna la fascia siamo tutti contenti”.

Parole gravi. Parole fuori luogo. Parole che dimostrano una leggerezza sconcertante rispetto a un tema che riguarda il futuro di imprese, lavoratori, giovani e famiglie del nostro territorio.

È stato imbarazzante assistere a un intervento di questo livello, fortunatamente smentito anche da esponenti del centrodestra fermignanese che hanno dimostrato maggiore senso delle istituzioni e consapevolezza della posta in gioco.

Ancora più scandaloso è il silenzio che l’opposizione ha mantenuto in questi mesi. Mentre il Sindaco di Fermignano, insieme agli altri sindaci dei territori esclusi, combatteva una battaglia comune contro una decisione del Governo che penalizza le aree interne, questi signori non hanno proferito verbo. Nessuna presa di posizione, nessuna iniziativa, nessun contributo.

Si sono nascosti.

E ieri sera, intervenendo in Consiglio, è apparso evidente come non fosse stata nemmeno compresa fino in fondo la portata del provvedimento e le sue conseguenze economiche e sociali.

La perdita dello status di Comune montano non è un dettaglio tecnico: significa meno fondi, meno agevolazioni, meno strumenti per contrastare lo spopolamento. Significa indebolire un territorio che già fatica a competere con le aree costiere e urbane.

Questa dovrebbe essere una battaglia bipartisan. Quando si difende l’entroterra non esistono colori politici. E invece abbiamo assistito a un atteggiamento superficiale, se non addirittura strumentale.

Come Partito Democratico di Fermignano, esprimiamo pieno sostegno al Sindaco e all’Amministrazione nella decisione di procedere con il ricorso al TAR del Lazio insieme agli altri Comuni esclusi, e nell’incontro previsto con i territori dell’Emilia-Romagna per costruire una linea comune.

Difendere Fermignano non è un gioco.
Non è materia da battute.
Non è terreno per rivincite personali.

È una responsabilità istituzionale che richiede serietà, competenza e rispetto.

Il Direttivo
Partito Democratico – Fermignano

Indirizzo

Piazza Garibaldi
Fermignano
61033

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