17/08/2021
LE DONNE AFGHANE SONO LE PRIME VITTIME DELLA CONQUISTA TELEBANA DELL’AFGHANISTAN
Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia , Miriam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra.
Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi,cadendo silenziosamente sulla gente.
“ A ricordo di come soffrono le donne come noi” aveva detto. “ Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso”.
( Khaled Hosseini “ Mille splendidi soli”)
Sembra di essere tornati indietro di 20 anni!
La capitale dell’Afghanistan cade nelle mani delle truppe di Haiabatullah Akhunzada, il leader supremo del gruppo politico fondamentalista telebano.
I telebani conquistano Kabul ed entrano nel palazzo presidenziale sul quale ora sventola la loro bandiera.
I primi effetti della nuova dominazione stanno colpendo anzitutto le donne. Nelle città conquistate scuole e università sono state chiuse militarmente alle donne, mentre altre sono state rimosse dai loro luoghi di lavoro e nelle strade si stanno cancellando i manifesti raffiguranti figure femminili a volto scoperto.
Le testimonianze riportate dai media internazionali dipingono uno scenario di terribile pericolo per la vita di tutte le donne afghane, nonostante i telebani abbiano provato a mostrarsi più tolleranti e aperti verso l’emancipazione femminile rispetto a venti anni fa. Ma sono menzogne.
Una giovane giornalista dalle pagine del Guardian ha raccontato la sua fuga, dopo che la città di Kabul è caduta nelle mani dei fondamentalisti.
“La settimana scorsa ero una giornalista, oggi non posso scrivere sotto il mio vero nome o dire da dove vengo o dove sono. La mia intera vita è stata cancellata in pochissimi giorni. Io non sono al sicuro perché sono una donna di 22 anni e so che i telebani stanno costringendo le famiglie a consegnare le loro figlie per darle ai soldati”
Non si può e non si deve rimanere indifferenti a tutto ciò! Non
possiamo non indignarci e non ascoltare il grido di dolore delle donne afghane i cui diritti fondamentali vengono atrocemente calpestati e che sono costrette a subire le discriminazioni di una società che le considera inferiori agli uomini.
L’informazione è importantissima. Teniamo alta l’attenzione e facciamo in modo che tutta la comunità internazionale si senta in dovere di mobilitarsi e impegnarsi per le donne dell’Afghanistan anche al fine di non vedere vanificati i sacrifici e l’impegno degli afghani e di chi in Afghanistan in questi venti anni ci ha lavorato.