Archivio di Stato di Ferrara

Archivio di Stato di Ferrara L'Archivio di Stato di Ferrara è un ufficio periferico del Ministero della Cultura.

L’Istituto ha compiti di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico e documentario conservato, che persegue principalmente attraverso azioni di sorveglianza, acquisizione tramite versamento, ordinamento e inventariazione della documentazione, organizzazione di mostre, eventi e attività didattiche. La documentazione conservata nell’Istituto proviene principalmente da uffici

periferici dello Stato o enti pubblici con sede nella provincia di Ferrara. Parte importante è inoltre costituita da archivi pervenuti tramite acquisto, deposito o donazione e appartenenti a persone, famiglie e associazioni private. L'Archivio è liberamente accessibile al pubblico per la consultazione a fini di studio o amministrativi. Per maggiori informazioni si può visitare il sito: http://archiviodistatoferrara.beniculturali.it

AVVISO DI CHIUSURA TEMPORANEA DELL’ISTITUTO 📅 Si avvisa l’utenza che a partire da lunedì 18 maggio p.v. la sede dell’Arc...
13/05/2026

AVVISO DI CHIUSURA TEMPORANEA DELL’ISTITUTO

📅 Si avvisa l’utenza che a partire da lunedì 18 maggio p.v. la sede dell’Archivio di Stato di Ferrara rimarrà chiusa al pubblico per consentire l’esecuzione dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

📌 La riapertura al pubblico, programmata per il mese di luglio, avverrà previa comunicazione all’utenza sui nostri canali social e sul sito istituzionale.

📧 Durante il periodo sopraindicato non sarà possibile la consultazione di documenti ma rimarranno attive le richieste di ricerca per corrispondenza pervenute alla casella di PEO
[email protected]

Si ringrazia per l'attenzione.

Settant’anni fa veniva inaugurato l’Archivio di Stato di Ferrara. La volontà di far nascere anche nella nostra città que...
12/05/2026

Settant’anni fa veniva inaugurato l’Archivio di Stato di Ferrara. La volontà di far nascere anche nella nostra città quella che allora era denominata “sezione di Archivio di Stato”, di cui più volte, già dalla fine Ottocento, era stata ipotizzata e tentata una apertura, era stata formalizzata con un Decreto del Ministero dell’Interno del 15 novembre 1955, «considerato che l'Amministrazione provinciale di Ferrara – si legge nell’articolo 1 - ha approntato i locali e le attrezzature necessarie per il funzionamento della sezione di Archivio di Stato e che ha stanziato in bilancio una congrua somma per le spese occorrenti».

Il principale ostacolo per la nascita anche a Ferrara di un Archivio di Stato fu, da sempre, l’individuazione di una sede: a cavallo tra Otto e Novecento, Carlo Malagola, archivista che allora dirigeva l’istituto veneziano, incaricato dal Ministero di censire i fondi archivistici che sarebbero entrati a far parte del patrimonio e di individuare una possibile sede per l’archivio ferrarese, dopo una attenta valutazione di quegli edifici che avrebbero potuto ospitare le carte, scelse l’ex convento delle Sagramentine di S. Giovanni della Croce o di S. Monica di via Montebello 44, inserendo nella propria relazione finale una copia della pianta dell’edificio sulla quale dispose, ambiente per ambiente, ogni fondo archivistico. L’acquisizione dell’immobile dal Demanio non venne però mai formalizzata.

Un nuovo tentativo venne fatto nel 1939 sulla base della legge n. 2006 di quello stesso anno, ma l’entrata in guerra dell’Italia e l’ennesima indecisione su quella che avrebbe dovuto essere la sede, ovvero Casa di Stella dei Tolomei, fecero nuovamente arenare l’iniziativa.

Si arrivò quindi al 1956 quando poche carte entrarono inizialmente in palazzo Trotti-Borghi di Corso della Giovecca 146, seguite negli anni dal versamento di decine di preziosi fondi archivistici (notarile, periti agrimensori, Luogo Pio degli Esposti, Prefettura, Questura) e dall’acquisto di altri (famiglia Bentivoglio D'Aragona, collezione Sautto, raccolta Pocaterra).

🐣Avete già scartato l’ ? ?? 🐥Noi si! Avevamo fretta di condividere con voi la nostra fantastica   ! 🤩🤩🤩 ✨ Si tratta di 4...
03/04/2026

🐣Avete già scartato l’ ? ?? 🐥

Noi si!

Avevamo fretta di condividere con voi la nostra fantastica ! 🤩🤩🤩

✨ Si tratta di 470 positivi in bianco e nero in formato 18x24 che ritraggono vari paesaggi e località della provincia ferrarese sul finire degli anni ’70 del secolo scorso.

📷 Le foto, dono prezioso dell’architetto Roberto Fr**na, costituiscono solo una minima parte della vastissima produzione del maestro Paolo Monti, figura di riferimento della fotografia italiana del secondo dopoguerra il cui archivio è stato acquisito integralmente dalla fondazione Biblioteca europea di informazione e cultura nel 2008.

🎞 Ossolano, classe 1908, dopo un inizio di carriera come dirigente industriale nel 1947 è tra i fondatori, non ancora professionista, del circolo “la Gondola” a Venezia, che formerà elementi di spicco della fotografia neorealista italiana quali , e , da poco scomparso.

🧩 Venezia costituisce però solo una prima, determinante tappa del suo percorso multiforme che lo vedrà, dagli anni ’50 in poi grazie anche all’esperienza da fotografo della X milanese accostarsi alle pratiche artistiche del suo tempo in una costante sperimentazione nei più disparati ambiti.

📌 Dalla ritrattistica alla fotografia di architettura e design ai celebri , richiamo diretto alla pittura contemporanea, la sua produzione è talmente sconfinata e le sue collaborazioni innumerevoli che sarebbe riduttivo e forse un poco anche irriverente azzardarne una sintesi in poche righe.

✏ Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 intraprende una serie di campagne di rilevamento fotografico della regione su commissione del nascente Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali (IBC) al fine di documentare scrupolosamente lo stato dei centri storici e del paesaggio nell’Italia dei piani regolatori successivi al boom economico.

🙏 E’ al periodo dei censimenti fotografici che risale la sua collaborazione con l’architetto Roberto Fr**na, a cui va il nostro sentito ringraziamento, e in particolare alla fase dei rilevamenti propedeutici alla stesura dei piani regolatori di alcune aree del ferrarese.

🏞 Gli esemplari confluiti nel nostro archivio che ritraggono varie località della provincia, tuttora in fase di inventariazione, costituiscono una preziosa testimonianza del tracciato di Paolo Monti, che con il suo sguardo innovativo ridisegna la relazione tra elemento urbano e ambiente circostante ridefinendo il concetto di patrimonio culturale e paesaggistico nella sua organicità.

🤔 E voi non sentite   ??? 🌼🌷🌻Noi confidiamo che il “profumo” di questa coloratissima cartolina raggiunga tutti i nostri ...
20/03/2026

🤔 E voi non sentite ??? 🌼🌷🌻

Noi confidiamo che il “profumo” di questa coloratissima cartolina raggiunga tutti i nostri …e non solo! 😍

🧐 A dispetto però dell’atmosfera bucolica evocata dall’immagine, i bambini ritratti dal torinese sono noti per essere, spesso e volentieri, tutt’altro che “fanciulleschi”. 👶

🖌 Dallo stile inconfondibile, l’illustratore, caricaturista, pittore e pubblicitario deve la sua fama alla realizzazione di svariate serie di cartoline di propaganda sin dai tempi della Grande Guerra per approdare poi alla produzione di regime.

👶 Celebri sono le sue immagini che ritraggono dei bambini intenti, di volta in volta, a ricoprire il ruolo del carrista, o dell’alpino piuttosto che della crocerossina o del piccolo Balilla in spedizione coloniale ma altrettanto celebri restano le cartoline di genere o augurali in cui si apprezzano le sue doti illustrative di grande impatto.

⏮️ Ma...tornando a noi, agli appassionati di cartoline di tutti i tipi suggeriamo una sbirciatina nell’archivio della famiglia Ravalli Modoni, davvero ricco di esemplari di tutti i tipi, occasioni, e, soprattutto…colori!!! 🎨🤩🎨

Archivio Ravalli Modoni, b. 120, fasc. 1


📅 La  Giornata nazionale del Paesaggio viene istituita, con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n. 457, con l’obiettivo ...
14/03/2026

📅 La Giornata nazionale del Paesaggio viene istituita, con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n. 457, con l’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati".

🛶 Per l'occasione risaliamo il corso del Po dal piacentino fino al confine naturale che il fiume delinea tra l’Emilia Romagna e la Lombardia.
Protagonista indiscusso del paesaggio della pianura padana (a cui dà il nome) e di tutto il settentrione della pen*sola con i suoi 652 km è qui ritratto in una piccola porzione “dallo sbocco del Lambro fino al di sotto di Piacenza” alla confluenza del fiume Trebbia.

⚖️ Si tratta di un’area di importanza strategica per i commerci sin dall’epoca medievale tanto che ancora nel giugno del 1786, data di esecuzione della mappa, il perito non manca di sottolineare che “in questo tempo trovavansi le acque alte almeno due braccia più dell’ordinaria bassezza, e però assai favorevoli alla navigazione”.

🔱 In questa riproduzione di rara raffinatezza si distingue un richiamo all’iconografia classica tipica dei grandi fiumi nella rappresentazione dell’anziana figura distesa a fondo pagina con la brocca sgorgante acqua ed in particolare alla divinità fluviale di Eridano, con il quale il Po è stato a lungo identificato, a monito della sacralità di una natura e di un paesaggio che rivendicano ancora oggi devozione e salvaguardia.

Periti agrimensori, serie Mappe, cartella F, mappa 164

📆 Riceviamo e volentieri condividiamo l'invito, venerdì 27 febbraio 2026 presso la Biblioteca Ariostea alla presentazion...
23/02/2026

📆 Riceviamo e volentieri condividiamo l'invito, venerdì 27 febbraio 2026 presso la Biblioteca Ariostea alla presentazione del volume “Il Boschetto degli ammorbati – primo lazzaretto di Ferrara (1436-1650)" dell'autore Tito Manlio Cerioli, archivista, studioso ed esperto di storia locale.

🔎 La copertina della pubblicazione dedicata all'omonima istituzione ospedaliera riporta una mappa tratta dal fondo dei Periti Agrimensori conservato presso il nostro Archivio di Stato.

📆 Il  , istituito con legge n. 92 del 30 marzo 2004, nasce per rievocare i massacri delle foibe e l’abbandono a più ripr...
10/02/2026

📆 Il , istituito con legge n. 92 del 30 marzo 2004, nasce per rievocare i massacri delle foibe e l’abbandono a più riprese delle terre d'Istria, Venezia Giulia e Dalmazia di consistenti gruppi di comunità italiane in seguito alla cessione degli stessi territori alla Jugoslavia come conseguenza delle spartizioni derivate dagli esiti del secondo conflitto mondiale.

Da qua la definizione universalmente accolta di “esodo giuliano dalmata” che restituisce l’idea della drammaticità e delle dimensioni del fenomeno che approssimativamente tra il 1943 e il 1958 vede migliaia di cittadini italiani costretti a lasciare le terre di residenza storica per sfuggire alle persecuzioni attuate dal regime comunista di Tito.

In tutta Italia si attivano forme di solidarietà a vario titolo promosse dai comitati di accoglienza dei profughi, e anche a Ferrara viene disposta la collocazione dei primi esuli nel centro di raccolta predisposto sin dal 1945 a Palazzo Pendaglia, in via de’ Romei 12, attuale sede dell'Istituto Alberghiero Vergani.

📄 I documenti in nostro possesso riportano un fotogramma dell’ultima fase di attività del centro di accoglienza: nel settembre del 1949, infatti, è già in corso la graduale e completa evacuazione (non sempre semplice e su base volontaria) delle famiglie ospitate nel campo su disposizione del Ministero dell’Interno.

Il fine ultimo è quello di distribuire i nuclei in aree ricettive anche dal punto di vista lavorativo un po’ in tutta la pen*sola per favorirne la completa stabilizzazione.

📌 Tra i profughi che scelsero volontariamente di evacuare la sede in via Romei per trasferirsi nelle “casette di legno” messe a disposizione dal Genio Civile a Pontelagoscuro, in località Boschino furono 14 nuclei familiari composti da 42 persone tra le quali Eugenio Rabar, esule fiumano, che insieme al figlio Flavio nel corso degli anni ha mantenuto viva la memoria di quegli eventi attraverso la loro preziosa testimonianza.

Questura A4a 1° versamento b. 27 fasc. 1313

sitografia:https://www.reteparri.it/esodiprofuganzeww2/

📅 29 gennaio ore 16 – Giorno della Memoria 2026 – 1938, la persecuzione ebraica online: l’Archivio di Stato pubblica le ...
20/01/2026

📅 29 gennaio ore 16 – Giorno della Memoria 2026 – 1938, la persecuzione ebraica online: l’Archivio di Stato pubblica le carte della Prefettura sul portale Lodovico.

👉 L'Archivio di Stato di Ferrara nell'ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2026, organizza, in collaborazione con la Comunità ebraica, un incontro per presentare la pubblicazione sul portale ‘Lodovico’ della documentazione prodotta dalla Prefettura di Ferrara nella sua attività di persecuzione dei cittadini di religione ebraica messa in atto a seguito della promulgazione delle leggi razziste del 1938.

🔎 Lodovico è una piattaforma interattiva sviluppata dal Centro interdipartimentale di ricerca sulle ‘digital humanities’ dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe), in collaborazione con le Università di Bologna e Parma. All’interno di Lodovico sono riuniti materiali la cui digitalizzazione è avvenuta sia a opera degli istituti culturali coinvolti, sia con progetti promossi direttamente dal DHMoRe o mediante il recupero di fondi precedentemente digitalizzati.

📌 L'appuntamento è per giovedì 29 gennaio alle ore 16 presso il Palazzo delle Sinagoghe in via Mazzini 95.

‼ La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata scrivendo ad [email protected] allegando la copia fronte/retro di un documento di identità in corso di validità entro e non oltre le ore 12 di lunedì 26 gennaio 2026.

N.B. Ricordiamo all'utenza che l'intero fondo della Prefettura è tuttora escluso dalla consultazione, ad eccezione delle carte sopra descritte pubblicate sul portale "Lodovico" e disponibili presso la nostra sala di studio in formato digitale.

📣 Dalla scorsa settimana sul nostro sito è presente lo strumento di corredo relativo al fondo archivistico del Luogo Pio...
29/12/2025

📣 Dalla scorsa settimana sul nostro sito è presente lo strumento di corredo relativo al fondo archivistico del Luogo Pio degli Esposti di Ferrara.

👉 Il fondo, che ricopre un arco cronologico compreso tra il 1330 ed il 1966 è però consultabile solo in parte: sono infatti esclusi dalla consultazione, attualmente, i fascicoli personali degli esposti e la documentazione relativa alla segreteria novecentesca.

🔎 Potete trovare lo strumento di ricerca nella sezione Patrimonio -> Fondi archivistici-> lettera L.

💫✨💫 L'Archivio di Stato di Ferrara vi augura un sereno Natale 💫✨💫
24/12/2025

💫✨💫 L'Archivio di Stato di Ferrara vi augura un sereno Natale 💫✨💫

Indirizzo

Corso Della Giovecca 146
Ferrara
44121

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 15:30
Martedì 08:00 - 15:30
Mercoledì 08:00 - 15:30
Giovedì 08:00 - 15:30
Venerdì 08:00 - 15:30

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